Mario Biondi
17 dicembre 2010

Mario Biondi, sull'onda del successo dell'album "If" che ha venduto oltre 200mila copie e del tour Spaziotempo tour 2010 sold out, pubblica il doppio live "Yes You". Il cantante presenta a Tgcom in anteprima il video del singolo inedito "Yes You". "Adesso mi aspettano progetti live importanti – anticipa -. Sanremo? Non ne avrei il tempo, però il prossimo anno perché no?". "Abbiamo registrato il disco – spiega Biondi – al Teatro Antico di Taormina il 23 agosto e al Teatro di Verdura di Palermo il 24 agosto. Delle due tappe si è scelta una tracklist che fosse varia e rispecchiasse l'anima del tour che mi ha dato tante soddisfazioni. Ci è sembrato importante documentare con un disco quello che io considero la parte più bella del nostro lavoro: ossia cantare dal vivo". Il disco si apre con un medley di canzoni e riff che attingono ai repertori più disparati, suonati dalle due orchestre in alternanza e in concomitanza: "Birdland" dei Weather Report, "Moaning" di Art Blakey, "Brother to brother" di Gino Vannelli, "Donnna Lee" di Charlie Parker e "Gateway" degli Earth Wind & Fire. La prima canzone è "Nature Boy", uno standard inciso per la prima volta da Nat “king” Cole e poi reinterpretato da tutti i più grandi: John Coltrane, Miles Davis, John Benson per citarne solo alcuni. Biondi è l'artista di punta dell'etichetta indipendente di Renato Zero, Tattica: "Eravamo contentissimi quando abbiamo raggiunto le 200.000 copie vendute di If. Un risultato importante al pari di artisti della grandi major come Ligabue". Tra i prossimi progetti di Mario un tour anche all'estero "stiamo mettendo a punto qualche data".
Fonte: (www.tgcom.it)
Christina Aguilera
16 dicembre 2010

L'authority britannica per le comunicazione ha ricevuto migliaia di lamentele da parte di telespettatori indignati dal fatto che il popolare talent show, X Factor, in onda anche in Inghilterra e dedicato ad un audience anche di bambini e ragazzini, trasmetta performance spinte di star affermate. Ad attirare le critiche feroci sono state in particolare le esibizioni di Christina Aguilera e Rihanna durante la finale del programma domenica scorsa. La Aguilera, impegnata nella promozione mondiale del film "Burlesque" con Cher, si è presentata sul palco con vistosto décolleté e calze a rete autoreggenti per poi cantare e ballare in maniera piuttosto equivoca, accompagnata da una serie di ballerine vestite come lei. La puntata di domenica è stata vista da 17 milioni 200 mila persone, facendo di X Factor uno dei programmi più di successo della rete Itv che lo trasmette. La replica alle critiche? Un portavoce dell'emittente ha difeso le performance delle pop star definendole "appropriate" per lo show.
Fonte: (www.tgcom.it)
Marco Mengoni
16 dicembre 2010

Non è la prima volta che l'allievo supera il maestro. E non sarà neanche l'ultima che tra due artisti dall'amore si passa subito all'indifferenza totale. E' quello che è successo a Morgan e Marco Mengoni. "Non lo sento più da Sanremo. Ce l'ha con me, non so bene perché", si sfoga il vincitore di "X Factor" 2009, poi finalista del Festival di Sanremo, con il settimanale Donna Moderna. "Tra noi del resto – continua l'artista – c'è sempre stato un rapporto di amore e odio: siamo due personalità forti, è facile fare a cazzotti". Mengoni, che si è aggiudicato anche la statuetta come migliore artista europeo agli Mtv Europe Music Awards, nonostante il grande successo giura di prendere la fama con molta distanza: "Oggi ci sei e domani chissà… Per ora lavoro molto e ho la fortuna di fare quello che mi piace". E a proposito del "suo mondo" afferma: "Vorrei che fosse una specie di Woodstock: pace, amore e musica. Un luogo di infinita libertà e creatività".
Fonte: (www.tgcom.it)
Sissi Martinelli
16 dicembre 2010
Belen Rodriguez
15 dicembre 2010
Un bebè per trasformare definitivamente Fabrizio Corona in un “bravo ragazzo”. A "Oggi" Belen Rodriguez svela la sua voglia di diventare mamma. E sarà Corona, dice la 26enne argentina, il padre di quel figlio che lei desidera da anni. Una dichiarazione d’amore che non lascia spazio a ripensamenti, soprattutto dopo la crisi che aveva portato il re dei paparazzi a sbattere in strada le valigie della showgirl. “Ci sto riuscendo. Sto facendo di Fabrizio un bravo ragazzo. Adesso ha anche preso la patente”. Così la Rodriguez parla del suo rapporto con Corona, tornato a essere stabilmente “il mio amore”. La showgirl torna a difendere il fidanzato, anche alla luce dell'ultima sentenza di condanna: “E' una sentenza che non capisco. Fabrizio è stato assolto per alcuni episodi e condannato per altri. Ma tutta questa differenza tra un episodio e l’altro io proprio non riesco a vederla. O quel che ha fatto è reato oppure non lo è. Per me dava una mano a persone e amici, sorpresi a fare quel che non dovevano”. E sarà Corona, dice Belen, il padre di quel figlio che lei desidera da anni: “In un certo senso, io madre lo sono già. È da quando ho vent'anni che mi porto dentro questo figlio immaginario. Sono perennemente incinta. È il più grande dei miei desideri”. E poi: “Di mamma ce n’è una sola e di papà pure, Fabrizio Corona". E lo stress di Sanremo, la rivalità con la Canalis? “Di Elisabetta mi piace la voglia di vivere e sono sicura che insieme lavoreremo molto bene. Sarà dura, uno stress pazzesco. E' con la collaborazione, non con la competizione, che vinceremo questa sfida”.
Train
15 dicembre 2010
Anche i Train, protagonisti di un 2010 eccezionale che li ha visti dominare la scena pop europea e statunitense grazie alla hit “Hey, Soul Sister”, si sono lasciati coinvolgere dall'atmosfera natalizia.Eh sì, perchè dopo un'estate piena di soddisfazioni che grazie ad un album veramente interessante come “Save Me, San Francisco” li ha riportati ad avere un successo paragonabile a quello ottenuto ai tempi di “Drops Of Jupiter”, la band californiana è ritornata con un nuovo singolo, “Shake Up Christmas. Shake Up Christmas” è una canzone che sicuramente molti di voi hanno sentito almeno una volta (è stata scelta come colonna sonora della pubblicità natalizia di quest'anno della Coca Cola) e anche avrete notato che differisce molto nello stile da quanto precedentemente abbiamo sentito. Infatti, a parte i dettagli prettamente natalizi, come i sottofondi di campanelline a festa, il ritmo moderato segnalato dalle pesanti percussioni e la melodia ripetuta e allegra ricordano tantissimo cose sentite di più nell'ambiente r&b, in particolare con artisti come K'Naan (per esempio nella fortunatissima “Wavin' Flag”). Questa svolta artistica dei Train si rivela così molto interessante ed anche piuttosto inaspettata, ma fa comunque piacere vedere che ci sono artisti che hanno il coraggio sperimentare qualcosa di nuovo, di atipico, rispetto a quanto avevano composto finora, dimostrando così un'ecletticità non indifferente. Per di più il risultato finale è anche musicalmente molto radiofonico, quindi apprezzatissimo.
Luca Stasi (www.musicsite.it)
VIDEO UFFICIALE
Robbie Williams
15 dicembre 2010
I motivi che hanno spinto Robbie Williams a pubblicare un nuovo greatest hits, separato dal precedente da un periodo non certo facile dal punto di vista della vena artistica né da quello della vita privata sono molteplici. Fare cassa, certo, e questo è legittimo; inserire nella tracklist qualche buona traccia estratta dal precedente ritorno in studio, ma soprattutto rimarcare in vista della rimpatriata con i Take That chi sia la stella più luminosa tra i protagonisti della reunion. Intendiamoci, un naturale e forse doveroso modo per chiarire gli equilibri di una temporanea convivenza artistica ma nessun intento litigioso: dimostrazione evidente ne sia la partecipazione del ritrovato amico Gary Barlow alla scrittura dei due inediti del (doppio) disco. Se in Shame i due cantavano insieme, per questa Heart and I, hanno condiviso la penna dando vita ad un brano che lega efficacemente lo stile ormai caratteristico dell'istrione con un approccio appena più leggero, riconducibile a Barlow e alla band tutta. Il tema è intimo, si tratta della voglia di vivere in un mondo meno “costruito” e controllato, in cui l'uomo possa regolare la propria esistenza sulla base delle emozioni (con l'amore al centro della scena, inevitabilmente). Come da copione, Robbie Williams si conferma vero e proprio crooner del pop, intendendo per tale un artista in grado di snocciolare brani orecchiabili ed immediatamente godibili ma sempre con una robusta dose di solennità e riuscendo immancabilmente a stabilire un contatto diretto e quasi personale con ognuno dei suoi appassionati.Con questo sono finiti gli inediti di “In and out of consciousness” (almeno quelli dell'edizione-base), ma va ricordato che parallelamente si registrano i primi eccellenti risultati dell'attesissimo album dei Take That a ranghi completi, ottenuti sia dal singolo “The flood” che dal disco tutto. Per le prossime puntate si rimanda quindi al successivo singolo che sarà estratto da quell'album e che sarà probabilmente “Kidz”.
Sergio Cadeddu (www.musicsite.it)
Michael Jackson
15 dicembre 2010
Il primo disco di inediti di Michel Jackson in 9 anni. Sarebbe un evento di per sé, lo è inevitabilmente di più visto che è anche il primo album postumo, a poco più di un anno dalla sua scomparsa. La carriera di Michael Jackson è stata parecchio tormentata, negli anni zero, e la prima cosa che si nota di “Michael” è la volontà di leggitimarlo come il disco a cui stava lavorando, il disco che avrebbe voluto. La dietrologia è sempre in agguato, quando si tratta di Jackson, e infatti c’è già chi dubita che alcune delle canzoni siano effettivamente cantate da lui. Ma tant’è.
“Disco concepito e ispirato da Michael Jackson”, si legge appunto nel CD; le note consegnate ai giornalisti all’ascolto in anteprima a cui abbiamo partecipato (il disco uscirà in Italia il 10 dicembre, in America il 14) e gli appunti che completano il libretto hanno questo fine: raccontare la storia di questo gruppo di canzoni, di come sono state pensate e iniziate da Jackson e di come siano state portate a termine, secondo le sue indicazioni: manoscritti, chiacchierate con i produttori, ricordi…
E’ possibile riuscire in questo obbiettivo? Oggettivamente, no. Perché nessuno può essere nella testa dell’artista. E’ un male, ascoltare canzoni iniziate in un momento e finite successivamente? Certamente no. Anche se i puristi sono sempre in agguato, nella musica: è capitato persino a Springsteen, accusato – insensatamente – da alcuni fan di avere di rovinato le canzoni originarie del ’77-’78, completandole in prima persona per il recente “The promise”. Figuriamoci cosa potranno dire questi puristi di alcuni produttori che completano il lavoro iniziato da Michael Jackson.
Dietrologie a parte, le canzoni che compongono “Michael” – dieci – arrivano dall'ultimo decennio, con l’eccezione di “Much too soon”, brano conclusivo che arriva dalle sessioni di “Thriller”, malinconica ballata minimale che è molto diversa dal resto del disco. Infatti, pur trattandosi di brani a cui hanno lavorato diversi produttori, il tentativo di “Michael” è un po’ quello della copertina, collage di immagini delle diverse ere del Re del Pop: rappresentare le differenti anime sonore della sua musica.
Da questo punto di vista, è da manuale l’attacco di “Hollywood tonight”: batteria-basso-chitarra con uno scat vocale e i classici urletti; è quasi una sorta di manifesto che contiene tutti i marchi di fabbrica di Jackson. Il disco si apre con l'r’n’b di “Hold my hand”, prosegue con la coralità “Keep your head up”; torna verso l’r’n’b modernizzato con “(I like) The way you are” (già pubblicata in una raccolta del 2004, e qua aggiornata). Si arriva a ballare sul serio alla quinta canzone, con “Monster”, impreziosita dalla partecipazione di 50 cent, che venne contattato direttamente da Jackson; si riabbassano i ritmi con “Best of joy”, ballata che fu una delle ultime cose a cui Jackson lavorò prima di morire. “Breaking news” è una delle canzoni che farà più discutere: Jackson canta di se stesso in terza persona, della sua vita sotto il microscopio. Poi c’è spazio per il rock, con “I (can’t make it) Another Day”, in cui si sente la bella mano di Lenny Kravitz e di Dave Grohl alla batteria), che evoca ricordi di “Black or white”. Quest’ultima è forse il brano migliore del disco, assieme a “Behind the mask” , basata su un campionamento di un brano della Yellow Magic Orchestra di Ryuichi Sakamoto, canzone in cui le ritmiche sincopate tipiche di Jackson sono rivisitate con suoni più moderni.
In definitiva, “Michael” è un’operazione riuscita: una manciata di ottime canzoni, forse con qualche minima caduta di tono, ma in generale completate come meglio non si poteva fare. Gli amanti di Michael Jackson ci troveranno tutto quello che cercano, e anche di più. I detrattori troveranno pure loro pane per i loro denti, è chiaro, ma l’avrebbero trovato anche se Michael Jackson fosse ancora vivo… “Michael” è sicuramente solo l’antipasto di quello che ci aspetta in futuro in termini di pubblicazioni inedite. Ma come antipasto è veramente succulento.
Gianni Sibilla (www.rockol.it)
TRACKLIST:
"Hold my hand" (con Akon)
"Hollywood tonight"
"Keep your head up"
"(I like) The way you love me"
"Monster" (con 50 Cent)
"Best of joy"
"Breaking news"
"(I can’t make it) Another day" (con Lenny Kravitz)
"Behind the mask"
"Much too soon"
Duffy
15 dicembre 2010

Dopo i Grammy (una vittoria come Best Pop Vocal Album), i Brits (tre vittorie incluso il premio come Best Album), 6 milioni e 500 mila dischi venduti con "Rockferry", torna Duffy con il nuovo disco: "Endlessly". Dieci brani che la cantante ha voluto fortemente nascessero per far divertire i suoi fan. Ma Duffy confessa anche di aver pensato di mollare la sua carriera dopo il primo album: "Mantenere la propria integrità è molto difficile".A proposito della nascita del nuovo disco Duffy racconta: “A un certo punto ho pensato ‘sta venendo fuori un disco indie? Stavo proprio andando in quella direzione. A volte si può aver paura di diventare troppo frivoli con la musica, di essere troppo ironici. Talvolta la cosa più importante è proprio quella: divertirsi". Dieci brani registrati in tre settimane con Albert Hammond (famoso per hit come ‘The Air That I Breathe’, ‘When I Need You’, ‘It Never Rains In Southern California’ e tante altre), eseguiti dai The Roots.E pensare che Duffy non voleva neanche realizzare un secondo album: “Ho pensato di mollare tutto, seriamente. Non perché ritenevo di essere ‘arrivata’. E’ che mi mancavano le cose semplici della vita. Tutto era diventato talmente complicato. Alla fine di quel periodo avevo bisogno di ricordare cosa stavo facendo. Sentivo di aver dimenticato il mio lavoro, il mio ruolo. Non sono una modella, non sono una celebrity. E allora chi sono? Diventa tutto molto complicato. Mantenere la propria integrità è molto difficile. Poter avere tutto ciò che si desidera, è immorale e pericoloso".In questa fase d’indecisione su come proseguire e quali prossimi passi intraprendere, Duffy viene aiutata dal destino, intervenuto nell’improbabile forma del sessantaseienne Albert Hammond. O, per essere più precisi, di sua moglie. “Era a casa sua a LA e un giorno sua moglie lo chiama ‘Albert! Albert! Guarda questa ragazza in TV. Ha la voce di una donna di colore!” Hammond diede un’occhiata ed esclamò ‘Oh mio Dio’.” Duffy cantava ‘Stepping Stone’ al Saturday Night Live. Hammond era, per sua decisione, fuori dal mondo musicale da almeno dieci anni (o forse preferiva lasciare le cose in mano al figlio, Albert Hammond Jr degli Strokes), ma era molto incuriosito. “Ha chiesto di incontrarmi. Non avevo idea del suo background (così com’era successo quando aveva incontrato Bernard Butler degli Suede). E mi disse sai ho questa canzone da titolo ‘Don’t Forsake Me’ [Non Mi Abbandonare] ed io dissi “beh, sembra la colonna sonora della mia vita’.“In quel periodo a LA c’erano un sacco di feste pazzesche,” continua Duffy. “Quindi avevo una scelta: potevo andare a ballare con Hollywood oppure potevo passare del tempo con Albert. Così sono andata a casa sua e sua moglie mi ha fatto il tè.” Hammond aveva preparato la parte musicale della sua ‘Don’t Forsake Me’ ma Duffy era dubbiosa (e questa è una cantante che evidentemente sa cosa vuole). “Lui ha 66 anni, è uno stimatissimo autore di canzoni ed io ho avuto il coraggio e la sfrontatezza dismontare il brano pezzo per pezzo,” ride Duffy. “Ripensando alla situazione mi dico ‘che maleducata!’ ma sapevo che questa canzone rifletteva alcuni elementi della mia vita. “Albert ha reagito dicendo ‘Sei coraggiosa, ragazzina. Brava’". Dal quel momento in poi le canzoni sono arrivate in rapida successione ed è nato.


