Forte San Felice: Al via i lavori di manutenzione del pontile grazie ai fondi del FAI

Written by on 27 Settembre 2018

Forte San Felice è uno straordinario castello medievale in mezzo alla laguna, unico nel suo genere. Esso è il risultato di numerose opere che, a partire dalla seconda metà del ‘300, hanno interessato quest’area. Originariamente si trattava di un isolotto emerso nell’area nord dell’antica Clodia Minor, dove si trovava una torre lignea, che segnalava l’ingresso alla laguna. Dopo la Guerra di Chioggia (1378-1381) fu riconosciuto come luogo strategico per garantire la sicurezza della laguna sud.

Tra il ‘400 e il ‘500 si costruì il Castello della Luppa (o Lova) e, grazie a successive riedificazioni che iniziarono nel 1383 subito dopo il termine della Guerra di Chioggia e si protrassero fino alla caduta della Repubblica Veneziana (1797), si giunse all’attuale struttura dell’Isola di San Felice che, vista dall’alto, assomiglia ad una stella a cinque punte, sul modello del Castello di Famagosta di Cipro e di altre fortificazioni veneziane.

Questo assetto permette tuttora un controllo a 360° sia sulla laguna, che sul mare e si è dimostrato un valido ostacolo alle mareggiate, che continuavano ad erodere l’isola. La costruzione del Forte San Felice iniziò nel 1538 ad opera della Serenissima Repubblica di Venezia, nel quadro del potenziamento difensivo delle bocche lagunari e di porto, mentre nel XIX i francesi e poi gli austriaci potenziarono i terrapieni, i bastioni, i parapetti, le polveriere e le cannoniere e gli conferirono l’attuale e interessante planimetria ad ottagono irregolare.

Il 18 gennaio 2018 si è segnata una data storica per il futuro del complesso monumentale di Chioggia. Il Ministero della Difesa, attuale proprietario, ha sottoscritto il Protocollo d’Intesa denominato “Razionalizzazione e Valorizzazione di Immobili Militari presenti del Territorio Comunale” assieme al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti; al Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche per il Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia; al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali; alla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna; all’Agenzia del Demanio ed al Comune di Chioggia: nell’ambito delle rispettive competenze, si è avviato un rapporto di collaborazione istituzionale finalizzato ad assicurare rapidità ed efficacia nel perseguimento di obiettivi strategici condivisi, tra i quali in particolare la valorizzazione e la razionalizzazione di immobili militari siti sul territorio comunale e la contestuale riqualificazione del tessuto urbano del territorio. A seguito del Protocollo, si è costituito un Tavolo Tecnico, allargato ad altri soggetti: ne fanno parte la Task Force dismissione immobili militari del Ministero della Difesa, la Marina Militare, il Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche per il Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, la locale Soprintendenza del Ministero Archeologia Belle Arti e Paesaggi, Il Polo Museale del Veneto, la Capitaneria di Porto di Chioggia, il Comitato cittadino per il Forte San Felice e l’Istituto Italiano Castelli. Con quest’ultimo, il Comune di Chioggia ha stipulato un secondo Protocollo d’Intesa finalizzato ad una più stretta collaborazione culturale su quanto verrà realizzato nel riutilizzo del Forte. Le riunioni del Tavolo hanno permesso di affinare la conoscenza degli immobili, di individuare le criticità dovute all’abbandono e le operazioni necessarie per recuperarlo al fine di una riappropriazione della collettività.

«I primi interventi di pulizia e di riparazione sono già stati programmati – spiega il vicesindaco e assessore all’ambiente Marco Veronese – agevolati dalle risorse che il Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche per il Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia ha messo a disposizione come opere di compensazione collegate al MoSE. Ora è il momento di pianificare il futuro del Forte mediante un’apposita variante urbanistica degli immobili militari dismessi. Sia per le dimensioni dell’area, che per il numero degli edifici, vi è infatti la necessità di ampliare le attuali destinazioni d’uso previste dal piano regolatore generale comunale (PRG) e di differenziare le attività che verranno ospitate. La variante interessa alcuni edifici più recenti di Forte San Felice, di minor pregio e con i maggiori problemi di recupero, ovvero gli alloggi militari e del custode, il trinceramento ovest e la casermetta francese, lasciando quelli di maggiore interesse storico a finalità collettiva. Tra questi ultimi rientrano il portale dell’architetto Tirali, il nucleo più antico del castello della Luppa, la polveriera di costruzione veneziana e la Blockhaus austriaca. In ogni caso – conclude il vicesindaco Marco Veronese– anche gli edifici a cui verrà ampliata la destinazione d’uso rimarranno in proprietà del Ministero della Difesa, che li renderà disponibili ai privati mediante l’emissione di un bando pubblico ed il convenzionamento a tempo determinato. La variante, inoltre, dovrà identificare le più efficaci soluzioni per aumentare l’accessibilità e i collegamenti viari con il territorio».

Con questo obiettivo lo scorso 4 luglio il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali– Polo museale del Veneto, d’intesa con il Comune di Chioggia, ha promosso una consultazione pubblica, al fine di coinvolgere tutti i soggetti interessati, pubblici e privati, nell’individuazione delle attività di valorizzazione delle aree ad utilizzo culturale del complesso monumentale di Forte San Felice, di proprietà dello Stato, ad oggi utilizzato dalla Marina Militare. La consultazione pubblica ha contribuito all’individuazione delle necessità percepite e ha fornito l’occasione per esprimere opinioni e proposte, ricercando con i soggetti interessati l’ottimale valorizzazione del bene pubblico in dialogo con la città di Chioggia.

Domani giovedì 27 settembre prenderanno il via i lavori di manutenzione del pontile ovest di Forte san Felice, per permettere a cittadini e visitatori di raggiungere il complesso monumentale anche via acqua, attraccando al nuovo approdo (o meglio antico) e oltrepassando a piedi il magnifico portale in pietra d’Istria progettato da Andrea Tirali all’inizio del Settecento. Si tratta di fatto di aggiungere un nuovo accesso al pubblico, oltre quello già esistente ad est raggiungibile a piedi via murazzo, con partenza dalla darsena di Chioggia. Con il provvedimento comunale n. 1520 del 16/07/2018 i lavori sono stati affidati alla ditta Co.Ed.Mar di Chioggia, che inizierà le attività di manutenzione dapprima sopra il vecchio pontile, sistemando le tavole della pavimentazione e le viti mancanti e successivamente dal pontone, posizionando in laguna due nuove bricole.

Per il progetto complessivo dell’implementazione dei percorsi di visita, anche con accesso via acqua, si spenderanno 30mila euro così ripartiti: 7 mila euro provenienti dall’amministrazione comunale e 23mila euro dal FAI – Fondo Ambiente Italiano e Intesa Sanpaolo nell’ambito del progetto I luoghi del Cuore, il censimento dei luoghi italiani da non dimenticare.

«Assieme al diradamento della vegetazione infestante già iniziato,questi sono i primi passi per un recupero su più larga scala del sito, al fine di un utilizzo pubblico – commenta il sindaco di Chioggia Alessandro Ferro -. Il Forte San Felice, che occupa un’area di circa 33.000 metri quadrati posta all’estremità Nord del litorale di Sottomarina tra il mare, la laguna ed il centro storico di Chioggia, costituisce un sito di inestimabile valore paesaggistico, storico, ambientale ed architettonico. Come amministrazione ci stiamo muovendo in tutte le sedi competenti per restituire Forte San Felice alla comunità locale e ai numerosi visitatori di Chioggia e Sottomarina. Ringraziamo ancora una volta il Comitato Forte San Felice, che con passione si adopera per far conoscere in tutta Italia le bellezze, la storia e le potenzialità di questo complesso monumentale: grazie alle firme raccolte lo scorso anno nell’ambito dell’iniziativa del FAI “I luoghi del cuore” – che hanno permesso al Comune di ottenere il contributo sul bando che la Fondazione dedica ai luoghi più votati – e all’impegno che profonde nell’organizzare le visite guidate, supporta le attività atte al suo recupero, al fine di valorizzare le aree ad utilizzo culturale, in una prospettiva sinergica tra enti pubblici, associazioni e privati».

Ines Lanfranchi Thomas, Presidente Regionale FAI Veneto, ha espresso il suo plauso per l’avvio di questa prima fase di lavori: «L’amore e l’interesse della comunità per il territorio coincidono con gli obiettivi del FAI: con il progetto “I luoghi del cuore”, si è arrivati a compimento di un lungo percorso che ha visto camminare insieme il FAI Veneto e la Delegazione di Venezia con il comitato guidato con passione da Erminio Boscolo Bibi, così impegnato per il recupero del Forte San Felice e con il Comune di Chioggia».

Dichiara il Capo Delegazione FAI di Venezia Francesca Barbini «Il processo di recupero del Forte è finalmente avviato ed è un bellissimo esempio di collaborazione tra privati e Istituzioni locali e nazionali. Il decisivo impulso del Comitato Forte San Felice e la collaborazione con il FAI hanno guidato le Istituzioni in un percorso che corrisponde a pieno alla missione della nostra Fondazione e a quanto recita l’articolo 9 della Costituzione italiana».


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