Ieri in Municipio il tavolo tecnico sulla sicurezza del Deposito di Gpl di Val da Rio

Written by on 12 Ottobre 2018

Si è svolto ieri pomeriggio nel Municipio di Chioggia il tavolo tecnico sulla sicurezza del Deposito di Gpl di Val da Rio. Oltre al Comune, che ha organizzato l’incontro, erano presenti l’Autorità di sistema Portuale di Venezia, la Città Metropolitana di Venezia, la Capitaneria di Porto di Chioggia, i Vigili del Fuoco, un rappresentante del Comitato tecnico Regionale.

«Finalmente siamo riusciti a riunire nello stesso tavolo tutti gli enti competenti sull’iter autorizzativi del deposito di Gpl – commenta il vicesindaco Marco Veronese – è stata un’occasione importante, che ha consentito un confronto reale e chiarito inoltre eventuali incomprensioni e diverse interpretazioni dei vari soggetti. Stiamo mettendo in campo altre iniziative, prossimamente avremo altri incontri tecnici: l’amministrazione comunale non molla».

Durante la discussione si è evidenziata ad esempio la questione della variante al Piano Regolatore Portuale (PRP) sulla quale la Capitaneria di Porto è stata chiara: la variante doveva essere fatta prima della realizzazione del deposito. Questo non è successo e a questo punto dovrebbe essere l’Autorità di sistema portuale di Venezia e Chioggia ad avviare la procedura. L’Autorità Portuale ha suggerito però che bisogna innanzitutto chiarire se l’autorizzazione ministeriale del 2015 faccia da variante implicita al Prp, trasformando quella parte del porto di Chioggia da commerciale ad industriale.

La posizione della Città Metropolitana in questo incontro è stata definitivamente chiarita: la sua prescrizione per il non assoggettamento alla Valutazione Impatto Ambientale (VIA) dell’impianto non è la variante al Piano Regolatore Portuale, ma la stesura del piano di sicurezza portuale (vedi legge n. 105/2015), che deve essere redatto dalla ditta. La Capitaneria di Porto comunque si dovrà esprimere in merito.

Dal Tavolo tecnico è emerso anche un altro aspetto di rilievo: è in corso la procedura di cessione delle aree portuali da Aspo al Demanio dello Stato: i terreni infatti non erano privati e non potevano essere concessi in diritto di superficie ad un soggetto privato. Quando tutte le aree saranno incamerate dal Demanio sarebbe opportuno fare un bando pubblico per assegnare le concessioni.


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