Beni in vendita, nessuna causa in corso tra Comune e Curia

Written by on 25 Ottobre 2018

Il Comune di Chioggia non è ad oggi a conoscenza di cause intraprese da parte della Curia, né dalla parrocchia di San Domenico o altre istituzioni religiose, in merito agli immobili dell’ex Lazzaretto (e relativo cortile) e anche dell’ex scuola media Silvio Pellico, come riportato i giorni scorsi sulla stampa locale.

L’iter amministrativo, San Domenico. L’edificio è stato inserito tra i beni alienabili con Delibera di Consiglio Comunale (D.C.C.) n. 58 del 27/06/2014 della precedente amministrazione, che riporta quanto segue: “Dato atto che, ai sensi dell’art. 58, comma 2, del D.L. 112/2008, l’inserimento degli immobili nel Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari ne determina la conseguente classificazione come patrimonio disponibile. Precisato che: gli elenchi, da pubblicarsi secondo le forme previste per ciascuno degli enti interessati, hanno effetto dichiarativo della proprietà, in assenza di precedenti trascrizioni, e producono gli effetti previsti dall’articolo 2644 del codice civile, nonché effetti sostitutivi dell’iscrizione del bene in catasto”. Questa D.C.C. è stata pubblicata secondo le modalità previste e comunque a livello catastale ad esempio San Domenico era un bene già a favore di questa Amministrazione sin dall’impianto (anno 1978).

Si precisa inoltre che l’ex scuola media Silvio Pellico non è inserita tra i beni alienabili da questa amministrazione.

«I nostri uffici affermano di aver seguito gli iter corretti – commenta il Vicesindaco e Assessore al Patrimonio Marco Veronese – e nemmeno il notaio, che ha l’obbligo della verifica della proprietà postuma per 20 anni. Abbiamo appreso dal vicario generale mons. Francesco Zenna che la Curia stia approfondendo alcuni carteggi relativi all’immobile di San Domenico con la Prefettura e siamo, come sempre, disponibili al dialogo e al confronto».

L’ex Lazzaretto di San Domenico è stato inoltre oggetto di alienazione per asta pubblica, secondo le norme vigenti. Anche l’aggiornamento catastale del bene, presentato all’Ufficio del Territorio, non ha trovato nessun tipo di osservazione in merito alla proprietà. Da ultimo, aggiungono gli uffici, la stima del bene in questione è stata predisposta e depositata dall’Ufficio del Territorio di Venezia, che aveva l’obbligo della verifica sotto ogni aspetto (destinazione, costruzione, legittimità e proprietà).


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