Arena Duse, persa un’altra occasione per il recupero della struttura

Written by on 11 Novembre 2018

Sembra davvero non avere un lieto fine il recupero dell’Arena Eleonora Duse, la struttura che avrebbe dovuto ospitare eventi culturali e spettacoli musicali ma che oramai da troppo tempo è in totale stato di abbandono.

L’amministrazione pentastellata ha infatti ritirato – in autotutela – il bando di gara sul recupero e la gestione della struttura, al quale – si apprende solo ora – avevano partecipato tre soggetti, tra cui una società padovana che aveva proposto una riqualificazione dell’area con un investimento di 5 milioni di euro.

La notizia è uscita al termine di una commissione consigliare che ha naturalmente scatenato le polemiche dei due promotori: il leghista Marco Dolfin, e il democratico Jonatan Montanariello.

Tutto inizia a  giugno 2017, quando il dirigente del settore Lavori Pubblici – servizio patrimonio emette un avviso pubblico esplorativo per capire se ci fossero soggetti interessati ad utilizzare l’arena. Questo avviso prevedeva la sola presentazione di una scheda di una pagina con la quale si poteva manifestare l’interesse a gestire il bene, non era prevista la presentazione di proposte concrete di gestione.

A seguito di questo avviso arrivano alcune richieste e il 4/8/2017 il funzionario del servizio patrimonio chiede per iscritto ai soggetti che avevano presentato interesse diverse ed impegnative integrazioni documentali, che dovranno poi essere valutate da un’apposita commissione che dovrà anche redigere una graduatoria. In questo modo il funzionario trasforma l’iniziale ricerca di soggetti interessati in un vero e proprio bando, trascurando, però, di rispettarne la forma, ad esempio la presentazione della documentazione in busta chiusa, e di specificare i criteri di valutazione delle proposte.

Successivamente viene nominata la commissione che il 12/12/2017 si riunisce e, verificando che mancano i criteri oggettivi per valutare le proposte, decreta l’impossibilità di procedere alla valutazione.

Il 17/5/2018 il dirigente del settore L.P. – servizio patrimonio con determina 1060 riconosce che l’avviso di selezione, firmato dal suo funzionario, presenta carenze e inesattezze e quindi decide di annullare il procedimento in autotutela.

Il consigliere Dolfin ha ragione nell’affermare che quanto successo è grave – spiega il gruppo consigliare M5S – perché alcuni soggetti hanno perso tempo e denaro per elaborare e presentare le proposte ma, nelle sue affermazioni, sbaglia il soggetto indicando sempre l’amministrazione comunale, termine con la quale normalmente si intende la sola parte politica dell’amministrazione“.

È assolutamente inammissibile – continuano i grillini – che un funzionario, con un atto contenente gravi errori, invalidi un procedimento che pure era stato iniziato in maniera corretta dal dirigente. Soprattutto se il fatto che le proposte siano pubbliche per la mancanza specifica della busta chiusa, possa andare ad impedire lo svolgimento di un nuovo bando, dato che la diffusione delle proposte potrebbe influenzare successive valutazioni. Questo sarà comunque valutato dagli uffici competenti.
Un funzionario di comprovata esperienza non può commettere errori simili, facendo perdere tempo e denaro a soggetti privati, rischiando di compromettere la possibilità di utilizzare un bene abbandonato da anni e screditando contemporaneamente l’operato dell’amministrazione. Per questo abbiamo già chiesto all’Assessore competente e al Sindaco di prendere tutti i provvedimenti necessari affinchè questo non abbia più a succedere.

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