Edificio ex Istituto Cini: Presto nuovi laboratori per le ricerche di biologia marina dell’Università di Padova a Chioggia

Scritto da il 10 Dicembre 2019

La storia
Il complesso denominato edificio ex Istituto Cini è il risultato di numerose trasformazioni dell’ex convento dei Domenicani nell’isola di San Domenico a Chioggia (VE), un impianto risalente probabilmente al XIII secolo e successivamente trasformato, dopo l’abbandono nel XVIII secolo, nella sede della Guardia di Finanza e, per la porzione oggetto di intervento, a sede dell’Istituto scolastico G. Cini.  Memorie storiche della fondazione del complesso monastico dei Domenicani nell’isola di San Domenico risalgono al 1287, un primo restauro si data a conclusione della guerra di Chioggia (1378 – 81), mentre dopo il Quattrocento iniziano una serie di interventi, prevalentemente sulla chiesa e campanile, che sono sporadici e probabilmente destinati a risolvere problemi contingenti di manutenzione. Dalle scarne notizie successive una assume un ruolo importante nella vita del Complesso: l’incendio che nel 1650 danneggia gravemente la chiesa, tanto che, anche in virtù della oramai insufficiente dimensione, questa viene abbattuta e ricostruita interamente a partire dal 1745 su progetto di Pietro Pelli. Con delibera del Senato Veneto del 1768, che imponeva la chiusura delle comunità ecclesiastiche composte da un numero di membri inferiore a 12, il presidio conventuale presente a Chioggia si ritira a Venezia nel 1770. Nel 1771 il vescovo Giovanni Morosini acquista il convento rimasto vuoto per realizzare a Chioggia il Seminario diocesano. La nuova destinazione comporta un rimaneggiamento del convento che rimane però parzialmente sulla carta allorquando nel maggio del 1797 l’occupazione francese interrompe la realizzazione del Seminario. Se la chiesa viene completata, anche se lentamente, nel 1813, il convento subisce trasformazioni poco note e in molti casi non documentate sino alla sua destinazione a sede della Guardia di Finanza che avviene con la proclamazione del Regno d’Italia e nella seconda metà del Novecento come sede scolastica dell’istituto Giorgio Cini che termina nel 2002 con l’abbandono che corrisponde allo stato attuale.

Il progetto
L’architettura ha seguito quindi le vicende dei successivi usi, particolarmente impegnativi per la compatibilità con le caratteristiche del materiale costruttivo, presentando trasformazioni non solo dei materiali, ma anche degli spazi interni con una modifica dell’assetto planivolumetrico.

In particolare la ex-scuola Cini, concessa dal Demanio all’Università per la realizzazione di nuovi e moderni laboratori dedicati alle ricerche in Biologia Marina, include un edificio storico su due piani e una struttura di più recente costruzione. Nel tempo il corpo principale ha subito ampliamenti: un corpo di fabbrica collocato in aderenza nella parte nord est e un volume staccato di fattura contemporanea costituito da muratura in blocchi laterizi e capriate in reticolare metallica. Gli spazi tra i manufatti oggi abbandonati e senza alcuna destinazione e possibilità di fruizione saranno restituiti, con l’intervento edilizio, anch’essi alla fruizione della nuova struttura di ricerca.

I lavori avranno inizio nella tarda primavera del 2020, e verteranno su una superficie di circa 800 mq con volumetria pari a 2.800 mc. Consistono in un radicale intervento di restauro conservativo, ristrutturazione e rifacimento dell’impiantistica elettrica e termomeccanica. Della durata di 12 mesi, il progetto edilizio prevede una spesa di 1.967.500 euro + IVA da parte dell’Università di Padova e 1 milione di euro da parte del Comune di Chioggia.

I laboratori
Il piano di recupero dei due edifici attraverso un progetto, approvato dalla Soprintendenza, valorizzerà le parti storiche che rimarranno visibili e riconoscibili all’interno delle aree dedicate ai laboratori. In particolare, la seconda struttura ospiterà 5 stanze termostatate per condurre esperimenti in condizioni controllare e un open space (137 metri quadri) dedicato a vasche grandi per alloggiare le specie di maggiori dimensioni e sperimentazione di acquacoltura. Verranno poi realizzati e attrezzati 5 laboratori dedicati alle diverse ricerche e tecniche (biologia cellulare e molecolare; microscopia). Verranno infine realizzati due studi e un’aula riunioni. In particolare nell’edificio B per l’intero spazio è previsto trattamento acqua in entrata con switch: UV, filtrazione; possibilità di riscaldamento/raffreddamento acqua in entrata e ricircolo, possibilità di convogliare l’acqua marina in entrata indipendentemente ai diversi settori. L’Open space sarà con vasche spostabili, scaffalature a parete per acquari e vasche di stoccaggio. Una stanza sarà condizionata a T < 24° per le microalghe; una seconda condizionata T < 10° riservata a artemie e rotiferi; la terza termostata con range T 15-32° per esperimenti a temperatura controllata e allevamento uova-larve; la quarta con gradi 6-32° per a temperatura controllata sempre per allevamento uova-larve; un’altra stanza termostata con vasca di contenimento range T 15-32°C per esperimenti di esposizione. È previsto anche un laboratorio umido con bancone per microscopi. Inoltre, nel corpo A, saranno allestiti un laboratorio di biologia molecolare, un laboratorio di biologia cellulare e di microscopia, e, a completamento, laboratori open space di biochimica con 15 postazioni per bancone.

Le attività di ricerca, didattica e divulgazione
Le attività dell’Università di Padova sviluppate nelle nuove strutture includono tre ambiti scientifici: ricerca, didattica e divulgazione.La ricerca, storicamente sviluppata presso la Stazione Idrobiologica ma sinora ancora vincolata per molte analisi alle strutture di Padova, beneficerà dell’apertura dei nuovi laboratori che permetteranno di sviluppare interamente le linee di ricerca nella sede di Chioggia e di ospitare ricercatori italiani o stranieri di diverse istituzioni, interessati a studiare l’ambiente lagunare e l’alto Adriatico. Il secondo aspetto è rappresentato dalla didattica, con il corso di Laurea Magistrale in Biologia Marina, un corso di laurea dedicato allo studio della biodiversità marina, alla sua gestione e allo sviluppo di attività produttive quali l’acquacoltura. La divulgazione verrà sviluppata attraverso il Museo di Zoologia Adriatica, gestito grazie ad una convenzione con il Comune che ne supporta l’apertura, e con eventi di divulgazione quali conferenze, cineforum e laboratori.

Con il restauro della ex-scuola Cini queste strutture andranno a formare un polo di ricerca di eccellenza per lo studio della biodiversità marina nelle sue diverse componenti, dai geni agli ecosistemi, la sua conservazione, la gestione delle risorse commerciali, lo sviluppo dell’acquacoltura, mantenendo lo stretto legame con il territorio e le sue attività produttive che ha da sempre caratterizzato le attività dell’Università di Padova in Chioggia. Con questa nuova dotazione di spazi l’Ateneo di Padova potrà sviluppare l’attività scientifica già presente nella città di Chioggia. La ex-scuola Cini infatti va ad unirsi alle altre strutture già presenti in città e dedicate alla Biologia Marina: la Stazione Idrobiologica “Umberto D’Ancona”, presente nell’Isola di San Domenico proprio accanto alla ex-scuola Cini, fondata nel 1940 come laboratorio sul campo dell’Università di Padova; Palazzo Grassi, concesso in Convenzione dal Comune di Chioggia all’Università di Padova per ospitare il corso di Laurea Magistrale in Biologia Marina dal 2001 e, dal 2011, il Museo di Zoologia Adriatica “Giuseppe Olivi”.

«Oggi è un giorno importante per la città di Chioggia e per l’Università di Padova – dice Marco Veronese, vicesindaco e assessore al Demanio e al Patrimonio del Comune di Chioggia – l’Amministrazione comunale è orgogliosa di ospitare la presentazione del progetto esecutivo dei nuovi laboratori di Biologia Marina dell’Università di Padova presso il palazzo ex scuola Giorgio Cini, i cui dettagli verranno descritti dal Prorettore e dal Direttore del Dipartimento di Biologia qui presenti. Voglio sottolineare l’importanza di questo giornata, che arriva dopo anni di lavoro e di incontri tra Comune e Università. Come assessore al Patrimonio, voglio annunciare che il Comune, su richiesta dell’Università di Padova, prossimamente cederà l’ex casellario della Capitaneria di porto: un immobile situato sempre nell’isola di San Domenico, che il Comune ha acquisito attraverso il federalismo demaniale. Anche questo stabile si integrerà nel progetto complessivo di ampliamento dell’offerta didattica e di valorizzazione di Chioggia».

«C’è voluto molto tempo e un lungo percorso amministrativo – dice Tomaso Patarnello, Prorettore dell’Università di Padova al Campus e sedi esterne dell’università di Padova –  ma alla fine siamo arrivati al risultato: la ex-scuola Cini potrà essere finalmente riqualificata ed andrà a potenziare il polo della “Biologia Marina” dell’Università di Padova a Chioggia. L’interesse dell’Università di Padova nel settore della biologia marina e lagunare è testimoniata dalla presenza da quasi 80 anni della Stazione Idrobiologica “Umberto D’Ancona” a Chioggia. Non solo un interesse scientifico ma anche un forte legame con il territorio a cui l’Università si rivolge per offrire competenze di alto livello nel settore della pesca e dell’acquacoltura che sono vitali per l’economia locale. Il corso di laurea in Biologia Marina che si tiene a palazzo Grassi è un altro esempio di come l’Università di Padova voglia dare, attraverso un’offerta formativa di qualità, il suo contributo alla crescita del territorio. La sistemazione dell’ex Cini – conclude Patarnello – è un altro tassello nella costruzione di un polo scientifico su cui l’Università di Padova sta investendo e vuole continuare ad investire per valorizzare la sua presenza a Chioggia e nel delicato ambiente della Laguna di Venezia».

«Questo progetto va a rafforzare il legame tra Chioggia e l’Università di Padova – spiega l’assessore al Bilancio e alla Pesca Daniele Stecco – consolidando le attività di studi e ricerche di biologia marina, fondamentali anche per lo sviluppo del settore pesca, che è uno dei motori determinanti dell’economia cittadina, assieme a turismo e agricoltura.  La collaborazione tra Comune di Chioggia e Università di Padova si concretizza nello specifico nell’accordo di programma, che prevede un contributo di 1 milione di euro da parte del Comune per la ristrutturazione e la valorizzazione dell’ex Scuola-Cini, situata nell’isola di San Domenico, di proprietà demaniale e data in concessione all’ateneo patavino.  Questo progetto guarda con ottimismo al futuro e darà impulso alla cultura e alla vivacità del tessuto sociale della città».

«Storicamente il Dipartimento di Biologia ha da sempre sostenuto lo sviluppo delle attività legate allo studio della biologia marina, a partire dalla fondazione della Stazione Idrobiologica fondata nel 1940 come laboratorio sul campo dell’Università di Padova, parte integrante prima dell’Istituto di Zoologia e poi del Dipartimento di Biologia. Continuità che oggi – afferma Luigi Bubacco, Direttore del Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova si concretizza nella didattica della biologia marina qui a Chioggia – con il corso di laurea magistrale. Le nuove infrastrutture che deriveranno dal restauro della ex-scuola Cini, daranno l’opportunità al Dipartimento di Biologia di potenziare l’investimento fatto nel tempo su questa sede.  Le risorse per il personale a Chioggia – conclude Bubacco – sia docente che tecnico-amministrativo, e per la strumentazione per la ricerca consentiranno di creare un importante gruppo di ricerca con diverse competenze integrate fra loro. Questa intenzione si è materializzata in una delle linee di ricerca del Progetto di Eccellenza recentemente finanziato al Dipartimento di Biologia dal MIUR (Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca), con cui il Dipartimento cofinanzierà l’acquisto di attrezzature all’avanguardia indispensabili per i nuovi laboratori».


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