Approvato il nuovo piano particolareggiato per il centro storico, tante novità per Chioggia e Sottomarina

Scritto da il 23 Gennaio 2020

Riunita sotto la presidenza del sindaco Alessandro Ferro, la Giunta comunale in data odierna ha approvato la delibera che adotta il piano particolareggiato del centro storico (PPCS). Il documento contiene tutte le prescrizioni su ciò che si può fare nei centri storici di: Chioggia (compresi i quartieri Tombola e San Francesco); Sottomarina (e località Magnasutti, che è la zona del Lusenzo); e nei i nuclei storici di Sant’Anna, Cavanella d’Adige e Ca’ Bianca, conservandone le caratteristiche storiche e architettoniche. 

Il Piano particolareggiato del centro storico, elaborato da un gruppo di professionisti coordinato dall’Arch. Lenoci, con il supporto dell’ufficio Urbanistica del Comune, è il risultato di un lavoro di analisi e progettazione di grande dettaglio, che ha valutato la storia e la tutela di ogni singolo edificio storico dei centri clodiensi. Il nuovo Piano va quindi a sostituire il precedente “Piano particolareggiato del Centro storico di Chioggia”(Delibera Giunta Regionale del Veneto n. 1509 del 13 marzo 1984) e “Piano di recupero del Centro storico di Sottomarina”(Delibera del Commissario Prefettizio n. 903 del 18 marzo 1992). 

Gli obiettivi del Piano particolareggiato del centro storico sono molteplici: da un lato la tutela e una nuova spinta per la residenza stabile, dall’altro una vitalità rinnovata per le attività commerciali, pur conservando il patrimonio edilizio storicoarchitettonico, artistico e culturale della città. Il tutto per promuovere il benessere sociale, sviluppare le attività economiche e garantire una maggiore vivacità sociale.

Inoltre il Piano consente al Comune di adeguare l’intera strumentazione urbanistica/ambientale al Piano di Area della Laguna ed Area Veneziana (P.A.L.A.V.) e agli strumenti sovracomunali: ciò consente di ridurre i tempi procedurali per il rilascio dei permessi di costruire richieste dai cittadini.

Per ogni singolo edificio è possibile indicare in tempi rapidi il tipo di intervento ammesso, secondo 7 tipi di livelli (dal più restrittivo al più elastico): 1 manutenzione ordinaria (per esempio: pulitura o rifacimento intonaco, tinteggiature, riparazione manto di copertura, sostituzione grondaie, sostituzione pavimenti); 2 manutenzione straordinaria (per esempio: chiusura o apertura porte interne, demolizione o ricostruzione tramezzi, installazione impianti tecnologici, isolamento termo acustici); 3 restauro e risanamento conservativo (per esempio: consolidamento, rinnovo di elementi costitutivi dell’edificio, riapertura finestre esterne dove documentate, modifica del numero di unità immobiliari esistenti, frazionamento, realizzazione di abbaini); 4 ristrutturazione parziale (per esempio: ripristino o sostituzione delle componenti costruttive quali: fondazioni, solai, scale, installazione di ascensori o montacarichi, realizzazione di abbaini); 5 ristrutturazione totale; 6 ampliamento (in altezza e in aderenza); 7 ristrutturazione urbanistica per quanto riguarda isolati, quartieri o calli (per esempio: modifica o trasformazione dei tipi edilizi, della suddivisione dei lotti, dei tracciati stradali). 

«È uno strumento di valorizzazione della bellezza locale, con importanti ricadute sociali, turistiche ed economiche – commentano il sindaco Alessandro Ferro e l’assessore all’Urbanistica Alessandra Penzo – è un bel passo avanti per la nostra città».

«Dopo quasi quarant’anni – specifica il sindaco Alessandro Ferro – con questo strumento abbiamo la possibilità di valorizzare ad esempio Canal VenaCanal Lombardo Interno e Canal San Domenico in quanto, attraverso un apposito regolamento con il soggetto gestore, sarà possibile aumentare le superfici esterne delle attività commerciali con palafitte in legno o di materiale similare, anche attraverso l’utilizzo di mezzi galleggianti, purché di tipo tradizionale. In centro storico a Chioggia, ad esempio, per alcune unità edilizie sarà possibile modificare il numero di unità – realizzando garage per togliere le auto dalle calli – e cambiare la destinazione d’uso da residenza a negozio per i piani superiori al piano terra. Oppure per i sottoportici di Corso del Popolo torneranno le travi a vista, evitando i controsoffitti, che vanno a nascondere le travi del solaio e ne riducono l’altezza, oltre a favorire microclimi dannosi per il legno». 

«A Sottomarina – continua il primo cittadino – gli effetti più rilevanti coinvolgeranno invece le unità edilizie interne agli isolati, che potranno ampliarsi di un piano e cambiare la destinazione d’uso. Ogni anno l’ufficio Urbanistica, sulla base di monitoraggi ambientali come indicati nella valutazione ambientale strategica (VAS), predisporrà un report con indicazioni utili per eventuali azioni correttive. Tutto questo nell’ottica dell’integrazione delle politiche di riqualificazione spaziale, potenziarne la fruizione collettiva, promuovere il benessere sociale e lo sviluppo delle attività economiche, attraverso il recupero e la rivitalizzazione della rete commerciale di vendita, rispettando il contesto e la conservazione del patrimonio edilizio storico architettonico, artistico e culturale».

L’assessore all’Urbanistica Alessandra Penzo: «Questo è l’ultimo tassello di un percorso iniziato molti anni fa, di adeguamento della strumentazione urbanistica comunale ai piani sovra comunali e, in particolare, al Piano di Area e della Laguna e Area Veneziana (PALAV). Si chiude quindi un ciclo molto importante, voluto sin dal 1973 dalla prima Legge di Salvaguardia di Venezia e della sua laguna, che rende Chioggia, assieme agli altri comuni della gronda lagunare, coerente con le misure di salvaguardia di questo ambito particolarmente delicato, come si è visto, purtroppo, anche a novembre scorso.

Non si tratta però solo di un adempimento. Questo piano, che è il risultato di una lunghissima elaborazione che ha raccolto i contributi di varie amministrazioni, offre nuove opportunità di insediamento sia residenziali che commerciali, perché l’obiettivo irrinunciabile deve essere quello di riportare i cittadini a vivere i luoghi più preziosi del territorio. I nostri cittadini, infatti, sono la componente fondamentale dei centri storici di Chioggia, che li rendono pulsanti e ne garantiscono la tutela anche per gli anni futuri».

Il dirigente all’Urbanistica Gianni Favaretto: «Un ultimo risultato che questo piano consente di ottenere, riguarda la riduzione dei tempi di rilascio dei titoli edilizi per immobili ricadenti all’interno della conterminazione lagunare (non solo i citati centri storici, ma anche i Saloni, tutto Borgo San Giovanni e Val da Rio), che non dovranno più ottenere il parere della Commissione per la Salvaguardia di Venezia, ma solo l’Autorizzazione Paesaggistica in collaborazione con la Soprintendenza. In pratica, si tratta di una riduzione di circa 60 giorni della procedura e di una semplificazione delle valutazioni sui progetti, tutti a vantaggio di uffici, cittadini e professionisti».

L’iter del Piano particolareggiato del centro storico è iniziato nel 2001 con l’affidamento di un primo incarico professionale, concluso nel 2007, mentre è stato adottato con la delibera di Giunta n. 196 del 25/9/2013. A seguito della pubblicazione sull’albo pretorio, sono pervenute 32 osservazioni (di cui 19 nei termini). Sono state elaborate le controdeduzioni alle osservazioni decise con D.G. n. 82 del 17/04/2015. A marzo 2018 la votazione in Commissione di Salvaguardia e a settembre 2019 della Commissione Regionale per la Valutazione ambientale strategica (VAS). 

Finalmente siamo giunti all’approvazione di oggi.

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