Emergenza Coronavirus, arrivano gli psicologi nelle farmacie

Scritto da il 13 Marzo 2020

In un periodo di grave emergenza sanitaria causato dal Coronavirus, le farmacie venete e veneziane lanciano la figura dello psicologo in farmacia per accogliere le richieste delle persone che vivono nella paura di essere contagiate dal virus.
L’iniziativa, promossa da Federfarma Veneto e Anpif(Associazione nazionale Psicologi In Farmacia), prende avvio dalla prossima settimana con una fase pilota in alcune delle 210 farmacie del territorio provinciale, coordinate da Federfarma Venezia.
Le farmacie diventano così avamposto anche per l’assistenza psicologica: il progetto, che avrà una durata di 3-6 mesi a seconda dell’evolversi della situazione sanitaria, prevede incontri individuali, condotti da psicologi specializzati con il supporto del farmacista all’interno degli esercizi, nel rispetto delle disposizioni sanitarie governative comunicate in questi giorni.
Chi deciderà di rimanere in casa, avrà la possibilità di richiedere un colloquio con lo psicologo attraverso il servizio di consulenza online (in videochiamata) o telefonico, in questo caso chiamando direttamente la farmacia di riferimento o contattando il numero verde 800 199 361 attivato ad hoc da Anpif.
Gli incontri personali saranno al massimo tre per ogni cittadino: chi ne farà richiesta, sarà accolto in uno spazio dedicato a tutela della privacy. Gli psicologi seguiranno le linee guida siglate da Federfarma Veneto e Anpif e le direttive dell’Ordine degli Psicologi e delle Psicologhe del Veneto.
Successivamente, una volta rientrata l’emergenza, saranno organizzati una serie di incontri psicoeducazionali di gruppo destinati alle persone che presentano sintomi correlati alle conseguenze del disturbo post traumatico da stress dovuto alla situazione attuale, caratterizzato dalla costante paura di un nemico invisibile e potenzialmente mortale per le persone più anziane.
L’obiettivo del progetto è quello di ottenere la normalizzazione e la ristrutturazione del campo cognitivo per la rielaborazione adattiva delle persone interessate. Gli psicologi impiegheranno inoltre tecniche di meditazione per la consapevolezza e di respirazione.
In conclusione, verranno raccolti i dati emersi per una rielaborazione statistica qualitativa.

“In questo momento di difficoltà, risulta estremamente importante fare una buona psicoeducazione per la cittadinanza – spiegano il presidente di Federfarma Veneto Alberto Fontanesi e la presidente di Anpif Fiorella Palombo Ferretti – Questo sia per fronteggiare la situazione critica nell’immediato, sia per affrontare le conseguenze future di quanto sta accadendo. Verranno assistite non solo le persone che presentano stati di ansia o panico legati al problema contingente, ma anche chi presenta fragilità preesistenti, al fine di contenere il rischio di veder aumentare il disagio psicologico. Le condizioni psicologiche influiscono infatti sulla percezione di ciò che sta accadendo e sul modo di affrontare la situazione, che, va detto, in queste settimane è stata spesso esposta in modo tale da indurre uno stato ansiogeno, quando non di vero e proprio terrore, e da stimolare un vissuto traumatico nelle persone più fragili. La consapevolezza e la calma, nonché l’acquisizione di informazioni realistiche, consentono di valutare in modo oggettivo la realtà e di attivare comportamenti adeguati a fronteggiare le problematiche e di promuovere le capacità di adattamento a situazioni di emergenza che diventano sempre più frequenti. Si tratta di un tipo di intervento già sperimentato in precedenza in altre situazioni critiche e che ha dato risultati soddisfacenti”.

“Anche a fronte di un’emergenza sanitaria come quella attuale, la farmacia può essere un luogo di elezione per intercettare il disagio in modo rapido, per rispondere al bisogno della cittadinanza di ricevere informazioni sicure e rassicuranti – sottolinea il presidente di Federfarma Venezia Andrea Bellon -. Riteniamo che il progetto degli psicologi in farmacia possa essere un importante supporto al grande lavoro a cui è sottoposti il sistema sanitario in queste settimane. Negli ultimi giorni emerge infatti che i pazienti e i clienti della farmacia iniziano a temere in modo molto forte per la propria salute e per quella dei propri cari, vivendo in uno stato di profonda allerta”.
Il rischio è che il cittadino non senta vicino a sé il sistema sanitario e che sviluppi un sentimento di rabbia che possa sfociare in un acting-out contro le istituzioni.
Per questo è fondamentale che “la farmacia territoriale rafforzi il suo ruolo di front office sanitario, esplicando ancora di più la sua funzione sociale di accoglienza al servizio della popolazione – rimarca Bellon -. Oltre quindi all’essenziale servizio di distribuzione dei farmaci sentiamo come nostra un’ulteriore mission che è quella di divulgare quanto più possibile le informazioni ministeriali legate al contenimento del contagio. Non dimentichiamo che i farmacisti verificano tutti i giorni come le risposte chiare aiutino ad affrontare l’emergenza in maniera più serena e soprattutto responsabile”.

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