Pesca, la Regione al lavoro per evitare la crisi del settore

Scritto da il 3 Aprile 2020


Proseguono gli incontri dedicati al settore primario organizzati dall’assessore regionale all’Agricoltura caccia e pesca, Giuseppe Pan, per condividere la situazione emergenziale che sta colpendo le filiere. Questa volta a sedersi attorno al tavolo, in videoconferenza, è stato il comparto ittico e dell’acquacoltura.

“Stiamo sicuramente attraversando la crisi di settore più importante dal dopo guerra e siamo consapevoli che da tre anni la filiera ittica e dell’acquacoltura è in difficoltà – spiega l’assessore Pan -. Come Regione Veneto abbiamo stanziato, ad oggi, 90 milioni per la sanità utilizzando tutte le risorse disponibili in bilancio per cercare di affrontare questa emergenza, che inevitabilmente si sta riflettendo in maniera diretta su molti altri fronti. La pesca sta già scontando gli effetti negativi delle mareggiate eccezionali del 2018 e del 2019 e dei mancati guadagni causati dal fermo volontario del 2020. Come assessorato intendiamo dare risposte veloci e concrete alla categoria, garantendo i finanziamenti alle 163 imprese della pesca del Cogevo per un importo complessivo di 600 mila euro e i 200 mila euro per le circa quaranta imprese dei quattro consorzi dell’area deltizia del Po”.

Al tavolo sono intervenuti i rappresentanti di Cogevo Venezia, di AGC Veneto, della LegaCoop, dell’UnionCoop, della Fedagri, dell’Associazione Piscicoltori Italiani, dell’API e di Coldiretti i quali, in maniera condivisa hanno richiesto all’Assessore maggiore liquidità per poter affrontare questo momento di crisi e standby nei mercati esteri.

E’ auspicato un intervento regionale nei confronti delle GDO affinché valuti la possibilità di riaprire i banchi del pesce promuovendo quello di origine nazionale piuttosto che quello di importazione per smaltire gli stoccaggi già prenotati. 

I bandi rappresentando sicuramente una possibilità per affrontare il momento: vengono richieste proroghe alle scadenze o possibilità di avere acconti a fronte di fidejussioni.

“Gli interventi che possiamo mettere in campo si possono suddividere essenzialmente in 3 categorie: europei, nazionali e regionali – continua l’assessore alla pesca -. All’Europa stiamo chiedendo delle risposte sull’utilizzo delle risorse dei fondi Feamp per la pesca in modo tale da poterle utilizzare direttamente per sopperire a questa emergenza sanitaria, così come stiamo facendo pressione per l’inserimento nella misura 569 della possibilità di trasformazione del prodotto primario nazionale. A livello nazionale stiamo dialogando affinché vengano confermati e stanziati 30 milioni di euro come incentivo al fermo pesca e come sostegno alle imprese della filiera e, soprattutto, l’esenzione dei canoni demaniali per il 2020. Infine, a livello regionale, stiamo lavorando per prorogare le scadenze di presentazione dei bandi e valuteremo se è possibile alzare le percentuali legate al Feamp o convertire le risorse non ancora impegnate per contributi anti Covid-19. Siamo in attesa che il consiglio regionale approvi la delibera con la maxi variazione di bilancio che, sbloccando i fondi tanto attesi dal settore, darà una prima iniezione di liquidità alle imprese del mondo della pesca e dell’acquacoltura per far fronte al momento di forte emergenza”.

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