Forte San Felice, il 13% ai privati mentre l’87% resterà pubblico

Scritto da il 6 Aprile 2020

Dopo la pubblicazione nei giorni scorsi su Il Gazzettino di un’articolo che riportava la notizia di due cordate di imprenditori pronti ad aggiudicarsi il Forte San Felice destinandolo a struttura turistico-ricettiva, il presidente del Comitato per la salvaguardia e la difesa del forte Erminio Boscolo Bibi ha voluto puntualizzare sulla vicenda.

Le notizie apparse sul Gazzettino – spiega Erminio Boscolo Bibi – si riferiscono al bando per manifestazione di interesse pubblicato da Difesa Servizi ad inizio agosto 2019, con scadenza 31 ottobre 2019 (ben 5 mesi fa!), finalizzato a verificare se c’erano soggetti interessati ad intervenire sugli edifici che, secondo il Protocollo d’intesa siglato nel gennaio 2018 tra i Ministeri e il Comune, il Ministero aveva riservato per sé per procedere alla loro valorizzazione, a carico di soggetti attuatori. I quattro edifici (tra questi anche l’attuale sede della Reggenza Fari) coprono circa il 13% della superficie  dell’intero Forte. Il restante 87% è stato trasferito al Ministero  Infrastrutture (a livello locale ex-Magistrato alle Acque), con destinazione di uso pubblico; ne fanno parte le strutture storiche più significative, il portale monumentale del Tirali del 1704, il castello della Luppa del 1385, la blockhaus austriaca, la polveriera veneziana, i bastioni cinquecenteschi. Per questa parte il Ministero si è impegnato al recupero stanziando 7 milioni di euro dalle misure compensative del MOSE“.

Il vero bando per l’assegnazione della parte riservata al Ministero della Difesa sarà pubblicato dopo che si sarà realizzato il restauro della parte destinata ad uso pubblico e che si saranno determinate le modalità della sua gestione: questione che è ancora in discussione tra ministero Difesa e Ministero dei Beni Culturali. In ogni caso su tutti gli interventi è prevista la partecipazione diretta della Soprintendenza, a garanzia del mantenimento dei valori storici e culturali dell’intero sito.

“All’inizio di febbraio è entrato in attività il cantiere per il primo stralcio del progetto (approvato in Commissione di Salvaguardia nell’aprile 2019) , che prevede il restauro del portale monumentale e la realizzazione di percorsi di visita intorno ai bastioni (spesa prevista circa 2 milioni): tempo previsto per il completamento 9 mesi, ma purtroppo l’emergenza Coronavirus ha bloccato l’attività del cantiere. E’ ancora in fase di definizione il secondo stralcio del progetto, che riguarda la restante parte del Forte, compreso il Castello della Luppa: il problema è che i rimanenti 5 milioni di euro non sono sufficienti a coprire la spesa e le Amministrazioni stanno tentando di recuperare altri finanziamenti. Anche perché è previsto un terzo stralcio del progetto, che riguarda il recupero di tutta la vasta area verde posta tra Murazzi, spiaggia e diga (circa 13 ettari), ora abbandonata, che deve diventare una pregiata oasi verde protetta, ma aperta al pubblico e che si configura come una vera compensazione ambientale”.

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