Baldin (M5S): “Risolvere nodo spiagge libere: chiusura sbagliata, servono convenzioni”

Scritto da il 23 Aprile 2020

“Bene che il Governo sia orientato a confermare gli stanziamenti a fondo perduto per il turismo e un bonus vacanze da 500 euro a famiglia per le vacanze in Italia, provvedimenti da inserire nel Decreto Aprile. Auspico che venga varato in fretta, perché la situazione del comparto in Veneto, e soprattutto a Venezia e nel litorale, è gravissima”.

Così Erika Baldin, Consigliera regionale del Movimento 5 Stelle che interviene tramite una nota “dopo che la sottosegretaria allo Sviluppo Economico Alessandra Todde, ieri su Mattino 5, ha dato assicurazioni sulle misure del governo per sostenere il turismo interno. Per una ripartenza efficace mi sembrano positivi i 18 punti che Unionmare Veneto propone a Regione e Comuni, anche se ritengo che sul tavolo ci sia una questione da chiarire meglio: quella dell’accesso alle spiagge libere. Ci sono pareri che le vogliono chiuse del tutto, altri che le pensano a numero programmato, e la confusione aumenta. Spero si faccia ordine e si trovi una linea unica senza lasciare spazio a libere interpretazioni a livello locale, che metterebbero in difficoltà i cittadini”.

“In linea di principio – spiega la Consigliera – io sono contraria alla chiusura o alla limitazione delle spiagge libere che nel corso degli anni si sono sempre più ridotte, perché si impedirebbe alla gente in difficoltà economiche di poter andare al mare. Così, dopo le quarantene di serie A e quelle di serie B, avremmo pure l’estate di serie C”.

“Però è impossibile pensare che questa sarà un’estate normale – conclude Baldin – e anche l’uso del litorale libero dovrà adattarsi alla convivenza con il Covid-19. Va quindi trovato subito un accordo-quadro regionale tra concessionari e Comuni per varare delle convenzioni che possano offrire ai veneti l’accesso alla spiaggia libera ad un prezzo calmierato, pochi euro per una giornata di mare in sicurezza. Un mini-ticket per poter finanziare le maggiori spese di sanificazione dei servizi igienici, perché gli utenti spesso usano quelli degli stabilimenti, e soprattutto il personale per la sorveglianza e il controllo, per garantire anche in spiaggia libera il rispetto delle distanze di sicurezza”.

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