Baldin (M5S): “Assembramenti ai vaporetti: immagine negativa che rischia di fare il giro del mondo”

Scritto da il 16 Giugno 2020

“Le scene di assembramento e di nervosismo registrate sabato scorso presso gli imbarcaderi sono inaccettabili per gli utenti, e al tempo stesso sintomatiche di un problema gestito in maniera inadeguata, visto che si ripete identico da alcuni week end consecutivi. Intervenga la Regione, se il Comune non riesce a farlo, prima che le foto di queste scene finiscano sui giornali di mezzo mondo, bollando il trasporto pubblico veneziano come inaffidabile: sarebbe un messaggio negativo che non dobbiamo far passare, con il bisogno di turismo che abbiamo”.

Con queste parole, la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Erika Baldin, prende posizione “sugli affollamenti dei vaporetti dal Lido e sulle difficoltà che si ripetono uguali, nei fine settimana, per il trasporto da e per Venezia”.

“Mi rifaccio alle parole del Direttore generale di Avm, Giovanni Seno, rilasciate nell’ultima intervista, che ha detto, in modo testuale: ‘un servizio migliore si può dare se aumenta la domanda di trasporto’ – continua l’esponente Pentastellata –  La questione è: di quanto devono aumentare gli assembramenti e le code su vaporetti e ferry per prendere atto che la domanda è aumentata rispetto all’offerta finora allestita, evidentemente insufficiente? Se il messaggio che vogliamo dare al mondo è quello di un caos disorganizzato, senza addetti che gestiscano le code e gli utenti ammassati tra nervosismo e proteste, non mi pare un grande viatico per favorire la campagna di promozione turistica regionale appena presentata in pompa magna”.

“Anche in merito a questo aspetto, la Regione si deve attivare e Zaia deve intervenire, altrimenti, alle foto della campagna ‘Veneto land of Venice’ dovremo aggiungere, oltre ai panorami delle Dolomiti e delle città d’arte, anche i carri bestiame dei vaporetti – conclude Erika Baldin –  A meno che il Presidente Zaia non intenda inserire l’assembramento al pontile, con annesso rischio di contagio, tra parolacce e spintoni, nell’offerta delle ‘one shot experience’, da far vivere agli influencer della campagna Social. Il Veneto doveva essere un territorio ‘safe’, ma queste immagini lo smentiranno in tutto il mondo”.

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