Capienza e sicurezza, il Gran Teatro Geox è pronto per gli eventi

Scritto da il 16 Giugno 2020

In questo particolare momento, a seguito delle ultimi disposizioni in materia di teatri promulgate dal Governatore della Regione Veneto Luca Zaia, il Gran Teatro Geox di Padova è il teatro al chiuso più capiente d’Italia, con una capienza dimezzata che arriva più o meno a 1.300 posti (su circa 2.600 disponibili). “E, a nostro avviso, anche il più sicuro” continua Valeria Arzenton, socio fondatore del gruppo ZED insieme a Diego Zabeo e Daniele Cristofoli, “con le sue 30 porte perimetrali completamente apribili a tutto tondo, coadiuvate dal sistema di aerazione ad estrazione che consente costantemente il ricircolo dell’aria, a livello sanitario siamo all’avanguardia. Con gli accorgimenti giusti, che abbiamo sintetizzato in un documento articolato, siamo convinti di avere le potenzialità per riaprire già dalla prossima stagione autunnale, magari da Ottobre, con il 100% della capienza e con i più alti standard di sicurezza e di sanificazione. A teatro sicuri come sul sofà di casa nostra.”


Un progetto ed una prospettiva di sicuro ambiziosi, ma competenza e determinazione non mancano, anche perché il documento, ora al vaglio del comitato regionale, è stato realizzato a più mani con tanti professionisti riuniti insieme: Zed per strutture ed organizzazione, Ticketmaster per la biglietteria ed i servizi smaterializzati innovativi, Mic (produttore di musical di successo come Divina Commedia) per il protocollo compagnie e backstage.


“La crisi sanitaria ha letteralmente falcidiato il nostro settore, dal 23 Febbraio la nostra impresa è ferma e rimettere in circolo un apparato privato, quindi senza sostegni pubblici di alcun tipo, è molto complesso e necessita di tempo, strategia e programmazione certosina. Solitamente per le aziende private di spettacolo (ovvero che si autosostengono con la vendita dei biglietti), un evento per essere ideato, organizzato, promosso, prevenduto e quindi messo in scena, necessita di mesi (spesso non meno di 6) e si può quindi ben comprendere che il sistema da febbraio ad oggi è compromesso e sull’orlo di un baratro. Non è solo una questione di vendita di biglietti ma di ristabilire un rapporto fiduciario e di sicurezza con ogni singolo spettatore. Ma la prospettiva adesso di poter ripensare ad una riapertura progressiva, con numeri che lasciano ben sperare ad un allargamento successivo delle restrizioni, è un’iniezione di ottimismo e di fiducia. Anche perché dal primo protocollo certificato, siamo certi che altri territori seguiranno questa linea. Bisognerà ovviamente garantire standard sanitari ed adeguamenti non banali e forse non tutte le strutture potranno avere le caratteristiche giuste.”


Il corposo progetto pilota del Teatro Covid Free prevede una serie di novità in termini di accesso e di fruizione degli spettacoli tra cui: biglietto autocertificato da spuntare come nel web check in nelle 24 ore precedenti l’evento, vendita ingresso per diversi flussi orari per evitare assembramenti all’entrata, servizio di cameriere sul posto, prenotazione online di tutti i servizi del teatro e tanti altri.


“Tra gli effetti dell’emergenza sanitaria, c’è stata un’accelerazione della modernità, si sta passando velocemente dal mondo analogico a quello digitalizzato dei servizi”. Nel sogno/progetto di riaprire con 100% sicurezza e capienza del Geox da Ottobre, un grande evento di ritorno al live in una giornata simbolo, la festa dei nonni del 2 Ottobre: “La giornata è identificativa della terza età, che maggiormente è stata minacciata dalla pandemia. Abbiamo già il titolo, anche l’idea degli ospiti di questa iniziativa, ad ora sveliamo solo chi dovrebbero essere i Protagonisti: medici e scienziati che hanno “salvato l’Italia” dalla pandemia.

Pensiamo ad una raccolta fondi correlata e ad una trasmissione televisiva nazionale. Il Veneto è sempre stato un motore nazionale che con il capo chino e tanta tenacia è sempre in prima linea in termini di impegno, rappresentando una risorsa economica, sanitaria, turistica, sociale, culturale.
 “è giusto ripartire da qui, è giusto ripartire da noi”.

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