Covid-19, sempre alta l’attenzione della Ulss 3: Eseguiti ad oggi oltre 85mila tamponi

Scritto da il 17 Giugno 2020

“I tamponi si effettuano per fare diagnosi, ma anche per fare prevenzione: non è un caso, infatti, che se in un primo momento si effettuava il tampone solo sui sintomatici, ora i tamponi vengono eseguiti anche sugli asintomatici. Vale a dire che, se si trova una persona positiva al Covid 19, si esegue sempre l’indagine epidemiologica per individuare chi gli è stato a stretto contatto perché è più a rischio di contrarre il virus ma, a differenza di prima, il tampone viene somministrato a tutti i contatti, anche se non presentano sintomi”. Ad evidenziare un’azione “più aggressiva al virus” nella Fase 3 di questa emergenza sanitaria, è lo stesso Direttore Generale della Ulss 3 Serenissima Giuseppe Dal Ben durante il solito incontro con la stampa che oggi, lunedì 15 giugno, dopo tre mesi di videoconferenza, è stato tenuto “de visu”.

“Cala l’andamento dei ricoveri per Coronavirus e, soprattutto da giorni, non abbiamo più casi in terapia intensiva. Si tratta di un dato molto importante che ci sta permettendo di tornare alla normalità per quanto riguarda l’attività ospedaliera. Ricordo che eravamo partiti con 54 posti letto di terapia intensiva e siamo arrivati ad allestirne, anche con il ruolo centrale dell’Ospedale di Dolo (centro Covid), ben 101 per poi scendere a 93 ed attualmente a 75. Ora i numeri dei ricoveri sono molto buoni, ma non ci devono comunque far abbassare la guardia. Continuiamo ad essere vigili rispettando le norme del distanziamento e dell’utilizzo della mascherina”, ha sottolineato il Direttore Generale.

L’attività dei tamponi. Ad oggi la Ulss 3 Serenissima ha effettuato 85.666 tamponi; di questi il 3,8% è risultato positivo. Sono stati effettuati più tamponi alle donne (65%) che agli uomini (35%). Un 42% ha riguardato la fascia di età tra i 45 e 64 anni; un 28% la fascia di età tra i 18 e 44 anni; un 21% gli over 75. I tamponi hanno riguardato le persone più a rischio Covid-19: in primis i sanitari e il personale dell’Ulss, ma anche il personale delle strutture accreditate, i volontari della protezione civile, i vigili del fuoco, le forze dell’ordine, ecc.

Ad oggi è stato sottoposto al tampone il 98% del personale dipendente della Ulss 3 e il 97% dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta del territorio: un’attività in itinere. Ogni venti giorni viene anche sottoposto a tampone il personale delle case di riposo e delle altre strutture sociosanitarie della Ulss 3. Si evidenzia che se al 14 aprile risultavano positivi al Covid 19 315 ospiti e 137 operatori, oggi non c’è nessun positivo. “Il dato dimostra inequivocabilmente – ha rimarcato il Direttore Dal Ben – il lavoro stringente che abbiamo dedicato quotidianamente alle RSA, con suggerimenti, con interventi, anche con la formazione stessa. Sapevamo che quelle strutture erano occupate dalle persone più fragili, ospiti che il virus avrebbe aggredito senza pietà ed è per questo che ci siamo affiancati e siamo anche entrati nelle case di riposo, dando massima priorità ed attenzione”. Dati buoni che vengono confermati anche dagli accessi ai servizi di emergenza-urgenza: su 17.449 accessi ai PS, registrati tra il 4 maggio e 14 giugno, sono stati eseguiti 3352 tamponi (20%) su cui solo 13 persone sono risultate positive al Covid 19 (cioè lo 0,39%).

Il caso GIMBE sui tamponi. La Fondazione GIMBE, tra la fine di aprile e inizio maggio, aveva trasmesso la sua analisi nazionale sulla effettuazione dei tamponi, posizionando il Veneto come una delle Regioni più virtuose. Successivamente GIMBE ha diffuso per il Veneto dati che sembravano indicare un calo nel numero di test effettuati, dati che però non corrispondono alla realtà. L’Unità di Crisi regionale ha già evidenziato come l’attività in oggetto non è mai diminuita. E nella Ulss 3, i dati del periodo 22 aprile – 6 maggio confermano un numero medio di tamponi al giorno per 100mila abitanti pari a 185, che contribuisce al conseguimento dei 166 tamponi di media al giorno per 100mila abitanti che porta il Veneto tra le regioni più virtuose. Anche calcolando il periodo più esteso 22 aprile – 11 giugno, cioè arrivando ad oggi con le rilevazioni, nell’Ulss 3 Serenissima si conferma il dato molto alto di 165 tamponi medi al giorno per 100mila abitanti. “Respingiamo al mittente – ha detto il DG Dal Ben – l’ipotesi di GIMBE relativamente ad un depotenziamento del progetto tamponi in Veneto e quindi nelle Ulss della nostra regione: al contrario, i numeri dicono che l’attenzione è sempre alta. In questo periodo, quando scatta un’indagine epidemiologica, i nostri operatori eseguono i tamponi anche sui contatti asintomatici del caso positivo, come da disposizioni: siamo attenti a verificare ogni possibile contagio, per fare prevenzione”. 

Test sierologici, test rapidi e altre terapie come il plasma. Si sta realizzando anche nel nostro territorio il test sierologico, attivato sperimentalmente a livello nazionale su indicazione del Ministero, effettuato dalla Croce Rossa su invito e su base volontaria. Per la Ulss 3 si prevede di eseguirne 1500. Ad oggi ne sono stati eseguiti 138. Per quanto riguarda, invece, il test rapido (detto anche test “saponetta”) la Ulss 3 ne ha eseguiti ben 33.604 da cui sono risultate positive 738 persone (2,2%). Queste, a loro volta, sono state sottoposte al “tampone”: solo 5 persone sono risultate positive alla malattia. Anche nell’Ulss 3 si sta procedendo con il piano per la raccolta di plasma iperimmune di quella farmacologica è stata quella del plasma per cui la Regione Veneto ha realizzato la Banca del plasma: nella provincia di Venezia le persone contattate e valutate dagli specialisti dell’Ulss 3 Serenissima sono state ad oggi 523, di cui 452 della Ulss 3. Sono state eseguite 134 visite di idoneità, di cui 111 della Ulss 3, e 24 plasmaferesi, di cui 18 della Ulss 3.  

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