Ripascimento ad Isola Verde, la replica della Regione dopo lo stop

Scritto da il 24 Giugno 2020

Il litorale di Isola Verde, storicamente aggredito dalle mareggiate sia da bora che da scirocco, viene difeso anche con opere rigide in scogliera, dando luogo ad un cosiddetto ripascimento protetto. Nel 2015, a seguito di una riorganizzazione amministrativa, la competenza e passata alla Regione, che ha dato seguito ai lavori già intrapresi dal MAV e, in parte, anche già realizzati. Pertanto, solo a partire dagli ultimi cinque anni la Regione Veneto si è fatta parte attiva nelle azioni di contrasto al fenomeno dell’erosione della costa, ampiamente diffuso ma particolarmente gravoso in questo ambito territoriale ove, come già accennato, sono presenti entrambe le forzanti principali dell’Alto Adriatico. 

Le opere di difesa in roccia vengono realizzate, di anno in anno, in progressione con i finanziamenti, così come gli interventi di ripascimento che vengono disposti solitamente nel periodo primaverile. Quest’ultima operazione non è stata possibile con le consuete tempistiche per le ben note ragioni che stanno caratterizzando il 2020. La conclusione degli interventi di ripascimento programmati per il 2020 era prevista per il 31 maggio, tuttavia, a causa dei ben noti eventi epidemiologici, le tempistiche dei lavori hanno avuto il seguente svolgimento: 

10 aprile 2020 – Consegna per Indagine Ferromagnetica (disposta non appena le ditte specializzate hanno ricevuto lo sblocco COVID)
5 maggio 2020 – Ordinanza CP per avvio Indagine Ferromagnetica
28 maggio 2020 – Relazione conclusiva Indagine ferromagnetica
25 maggio 20 – Consegna Definitiva per inizio lavori 
12 giugno 2020 – Ordinanza CP per inizio lavori.

A seguito dell’inizio dei lavori, disposti nelle ore notturne per ridurre al minimo il disagio per la presenza in spiaggia delle attività turistiche, sono pervenute segnalazioni da parte del titolare del Villaggio Turistico Isamar in ordine alla asserita rumorosità notturna della draga posizionata nei pressi di foce Adige per il prelievo delle sabbie da ripascimento. 

Si è, quindi, ricercata una soluzione diurna per celle per limitare spazi e tempi, venendo il più possibile incontro alle diverse esigenze degli operatori, che da una parte richiedono l’esecuzione dei lavori e dall’altra ne lamentano i fastidi. Da ultimo, la nota di Isamar del 22 giugno, con la quale ribadisce la non opportunità di eseguire i lavori anche nelle ore diurne e chiede al Sindaco e alla Regione di sospendere i lavori ha comportato la decisione del Direttore Lavori in tal senso, salvo diverse determinazioni da parte dell’Amministrazione comunale. 

È bene sottolineare che la Regione Veneto interviene con la primaria finalità di realizzare un sistema di difesa del territorio utile ad impedire l’ingressione marina in occasione delle più intense mareggiate, accompagnate spesso da eccezionali livelli della marea, come recentemente avvenuto nell’autunno del 2019 ed ultimamente anche nei primi giorni del mese di giugno. Pertanto l’esecuzione dei lavori viene storicamente interrotta durante la stagione balneare. Solamente a causa dell’eccezionalità dell’anno in corso, e le sopra richiamate tempistiche (COVID 19) i lavori si sono protratti anche nel mese di giugno, ed esclusivamente con il consenso e la condivisione unanime degli operatori turistici, che in questo caso è mancata. 

A titolo di informazione, il prossimo avvio degli interventi sul vicino litorale di Sottomarina è stato posticipato in accordo con gli operatori turistici a dopo la stagione balneare. La Regione ha tuttavia previsto anche una modalità gestionale utile ai fini turistici con l’adozione della DGR 1215 del 2014, che consente agli operatori di settore, tramite i Comuni, la movimentazione di sabbia fino a 20.000 mc per la ricostruzione stagionale degli ambiti in concessione. Queste vengono di regola autorizzate in tempi brevissimi dal Genio Civile regionale e consentono a ciascun operatore la sistemazione delle aree in concessione.

Inoltre, va ricordato che la Regione promuove, previa adesione degli operatori e delle Amministrazioni locali, appositi Protocolli di collaborazione finalizzati a condividere con i soggetti interessati: le analisi delle criticità, le scelte di progetto, le tempistiche dei lavori e naturalmente i finanziamenti necessari. In tal senso sono già state attivate con questa modalità, azioni condivise lungo il litorale di Bibione e di Caorle. Nessuna indicazione è invece ancora pervenuta da parte di altri ambiti territoriali, tra i quali Chioggia. 

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