Veneto, si chiude una legislatura da record

Scritto da il 24 Luglio 2020

“258 sedute del Consiglio regionale, 242 leggi approvate, 264 progetti di legge, 102 proposte di deliberazione amministrativa, 5 regolamenti, 541 pareri alla Giunta, 312 mozioni, 68 risoluzioni. E ancora: sono state evase 830 interrogazioni a risposta immediata, il 79% di quelle presentate, 785 interrogazioni a risposta scritta, l’86%, 15 interpellanze, 396 ordini del giorno discussi (approvati il 74%), 8077 votazioni e 77 nomine effettuate”.

Questi i numeri dati dal Presidente del Consiglio regionale Roberto Ciambetti, nel corso di una conferenza stampa a palazzo Ferro Fini. Erano presenti i componenti dell’Ufficio di Presidenza e i Presidenti delle commissioni. “A dimostrazione del grande lavoro svolto dall’Assemblea Legislativa Veneta nell’ultimo quinquennio”, ha esordito il Presidente del Consiglio.

“Sicuramente, il momento più caratterizzante e qualificante di questa legislatura è stato il referendum popolare sull’autonomia, dell’ottobre 2017, dopo i tentativi falliti di far votare i veneti, del 1992 e 2000 – ha sottolineato Ciambetti – Perché l’autonomia è un sentimento molto sentito ed è radicato nella nostra regione in modo assolutamente trasversale. E ricordo con piacere la seduta sulla Marmolada del 24 settembre 2018, al Museo della Grande Guerra di Punta Serauta, Rocca Pietore. Evidenzio come il Veneto abbia fatto leggi che sono state prese a modello anche da altre regioni”.

“Abbiamo affrontato dure battaglie politiche, una su tutte per l’approvazione del progetto di legge n. 23 sulla riorganizzazione della sanità veneta – ha ricordato il Presidente –  la seduta più lunga, che ci ha visto impegnati 5 mesi: 37 sedute, 130 ore di dibattito in aula. Ma la riforma è risultata decisiva allo scoppio dell’epidemia da Coronavirus, consentendo al Veneto di arginare la pandemia”.

“Abbiamo approvato grandi piani e leggi attese da tantissimi anni, come appunto la riforma sanitaria, che ha ridotto il numero delle Ulss e razionalizzato la spesa, la revisione della disciplina urbanistica, con particolare attenzione al contenimento del consumo di suolo e all’ambiente; il Piano Territoriale Regionale di Coordinamento, atteso dal 1992; il Piano Regionale dei Trasporti, aspettato dal 1990 – ha continuato Ciambetti – Senza dimenticare la nuova legge quadro sulla Cultura, che ha dato omogeneità a una congerie di norme ed è stata appezzata da tutti gli operatori del settore. Il Veneto è stato capofila nell’approvazione della legge n. 19/2019, che ha rideterminato gli assegni vitalizi e di riversibilità. Sottolineo la normativa sul controllo di vicinato, approvata all’unanimità e molto apprezzata dai territori, e ricordo che il Consiglio regionale ha meritato la certificazione di qualità ISO9001:2015”.

“Grazie a una macchina organizzativa efficiente siamo riusciti a gestire bene le grandi emergenze – ha concluso Roberto Ciambetti – come l’acqua granda del 12 novembre 2019, che ci ha sorpreso mentre eravamo impegnati in aula; durante l’emergenza sanitaria la nostra attività è continuata, con 15 sedute da remoto e 24 leggi approvate; abbiamo garantito risposte rapide ai territori del veneziano colpiti dal tornado dell’8 luglio 2015; abbiamo saputo fronteggiare la tempesta Vaia del 27 e 28 ottobre 2018. Senza dimenticare le commissioni speciali di Inchiesta su importanti temi: banche, pfas e residenze sanitarie per anziani. Abbiamo garantito il pieno supporto alla Giunta per sostenere la candidatura Unesco delle Colline del prosecco e di Milano/Cortina alle Olimpiadi invernali 2026”.

Sono poi intervenuti i Presidenti delle sei commissioni consiliari permanenti, che hanno presentato in sintesi i risultati dell’attività svolta.

Alessandro Montagnoli (LN), Presidente della Prima commissione, che si è occupata di politiche istituzionali, dell’Unione europea e Relazioni internazionali, bilancio e programmazione regionale. “321 istruttorie totali. Abbiamo licenziato importanti documenti contabili e leggi significative, tra cui quella sulla polizia locale e la sicurezza, la nuova disciplina degli enti locali, le norme per tutelare i professionisti, su Avepa, la Strategia per lo Sviluppo Sostenibile: è stato un lavoro intenso ma molto qualificante”. “Ringrazio Marino Finozzi, che da luglio 2018 ho sostituito come presidente della commissione, e il collega Claudio Sinigaglia, che ho avuto come vicepresidente, prezioso collaboratore e persona di grande correttezza e professionalità”, ha concluso Alessandro Montagnoli.

Francesco Calzavara (ZP), Presidente della Seconda commissione, che si è occupata di territorio, infrastrutture, trasporti, lavori pubblici, ambiente, difesa del suolo, cave, torbiere e miniere. “143 istruttorie svolte. Evidenzio con piacere che siamo riusciti a fornire alla Giunta pareri e risposte adeguati in tempi rapidi. Inoltre, abbiamo ascoltato in modo attento e capillare i soggetti portatori di interesse dei provvedimenti di volta in volta esaminati: 83 audizioni in materia di pfas, Mose, trasporti, ambiente. Abbiamo licenziato leggi importanti e lungamente attese dai cittadini: penso al Piano Territoriale Regionale di Coordinamento, al Piano Regionale Trasporti, alla legge Veneto 2050 e sulle Cave, alla normativa sulle Ater, cercando di interpretare al meglio i nuovi bisogni dei territori”.

Il Presidente Ciambetti ha quindi ricordato il lavoro della Terza commissione, “ricalibrata in corso d’opera per renderla ancora più coerente con gli obiettivi in materia di economia, agricoltura, montagna, caccia, pesca, politiche forestali ed energia”. 367 istruttorie totali, sotto la presidenza prima di Sergio Berlato e poi di Stefano Casali.

Gianpiero Possamai (LN), Presidente della Quarta commissione, investita della valutazione delle politiche pubbliche e degli effetti della legislazione regionale, del controllo sulla spesa. “La commissione è stata attivata all’inizio della legislatura e ho cercato di favorire la collaborazione massima tra maggioranza e opposizione, come testimoniano i voti unanimi sui provvedimenti – ha spiegato Possamai – tra cui ricordo l’esame del nuovo contratto per la Pedemontana veneta, dei Parchi veneti, dell’attività della Fenice e dell’Arena di Verona, la valutazione sull’antincendio boschivo”.

Fabrizio Boron (ZP), Presidente della Quinta commissione (sanità e sociale). “214 istruttorie totali, con quasi 500 soggetti auditi – ha ricordato Boron – Sicuramente, il momento più caratterizzante è stato la riforma della sanità veneta del 2016, grazie alla quale siamo riusciti, negli ultimi mesi, a gestire al meglio l’emergenza Covid. Ringrazio in particolare il collega Franco Ferrari per essere rimasto in aula garantendo il numero legale al momento della votazione di quella legge. Ma sottolineo anche gli oltre 200 milioni risparmiati da Azienda Zero nell’anno 2019, una struttura risultata fondamentale durante la pandemia. Tra i provvedimenti più importanti: il riconoscimento della lingua dei segni, con primo firmatario Nicola Finco, la revisione della legge sulla cooperazione sociale, di cui sono stato primo firmatario, per smascherare la falsa cooperazione, soprattutto nel settore dell’immigrazione clandestina. Ultima ma non ultima, la legge per riconoscere un premio agli operatori sanitari, frutto della collaborazione trasversale di tutte le forze politiche rappresentate”.

Alberto Villanova (ZP), Presidente della Sesta commissione, competente in materia di istruzione, formazione, lavoro, ricerca, cultura, promozione della legalità, turismo e sport.

“Siamo nati nel 2018 ma abbiamo portato avanti un lavoro di qualità – ha sottolineato – Abbiamo licenziato leggi importanti, tra cui la normativa quadro sulla cultura, votata all’unanimità, il piano strategico sul turismo; il codice identificativo delle strutture ricettive; la legge per conservare e promuovere la memoria della Shoah, dall’alto valore simbolico e particolarmente apprezzata dalle comunità ebraiche. Abbiamo ascoltato i lavoratori dello spettacolo dal vivo e del teatro, particolarmente colpiti dal Covid, cercando di rispondere alle loro esigenze. Ricordo l’importante accordo stretto tra il Teatro Stabile del Veneto e Arteven, senza dimenticare le sedute speciali della commissione, aperte in particolare ai ragazzi delle scuole: celebrazione della Giornata della Memoria e del Giorno del Ricordo, sulla storia della Serenissima”.

Hanno preso infine la parola alcuni Capigruppo presenti in aula, che hanno dato merito “al grande lavoro svolto dai collaboratori al servizio della buona politica”.

Piero Ruzzante (Il Veneto che vogliamo/Lorenzoni presidente): “Ho cercato di dare voce all’opposizione, anche con il maggior numero di interrogazioni presentate. Non mi ricandiderò: auguro a tutti una campagna elettorale all’insegna della correttezza, perché solo quando si instaura un dialogo costruttivo tra maggioranza e opposizione si possono fare buone leggi; cito solo quella sul Servizio Sanitario Nazionale del 1978 e lo Statuto dei Lavoratori del 1970. È urgente affrontare il problema delle liste di attesa”.

Franco Ferrari (Civica per il Veneto): “Ringrazio Alessandra Moretti per avermi voluto qui: ho maturato una bellissima esperienza e ho imparato molto, cercando di fare sempre l’interesse dei cittadini, agendo con spirito costruttivo. Sono quasi sempre stato presente alle sedute del Consiglio e delle commissioni. Ho a cuore il mio mestiere di imprenditore, soprattutto in questo difficile momento che stiamo attraversando. Sottolineo che non ho mai detto che ho intenzione di licenziare 90 dipendenti: smentisco quanto erroneamente riportato da alcuni organi di informazione”.

Nicola Finco (LN): “Con la collega Silvia Rizzotto(ZP) e con tutte le forze di maggioranza abbiamo cercato di essere all’altezza di una grande responsabilità: governare il Veneto in modo sano ed efficiente; credo che ci siamo riusciti grazie a una squadra coesa, capace di riformare la Regione in tutti i settori strategici. Ora attendiamo l’autonomia che ci permetterà di offrire ai cittadini servizi ancora più performanti. Mi auguro che nella prossima legislatura potremmo disporre di una maggioranza monocolore per essere ancora di più un laboratorio politico da prendere a modello di buona amministrazione”.

Simone Scarabel (M5S): “I nostri cinque anni sono stati di apprendistato, dato che eravamo digiuni di esperienza politica. Ma il bello del Movimento è che dà l’opportunità a un qualsiasi cittadino di mettersi al servizio delle istituzioni con passione e dedizione. Abbiamo fatto una seria opposizione concentrandoci su alcuni temi a noi cari: i costi della politica, il bilancio, le criticità di alcuni Project Financing. Abbiamo cercato di promuovere l’istituto della democrazia diretta in cui crediamo molto”.

Il vicepresidente del Consiglio regionale, Bruno Pigozzo, ha parlato a nome del Gruppo consiliare del Partito Democratico. “Come gruppo di riferimento per le forze di opposizione, abbiamo portato avanti un confronto costruttivo e collaborativo con la maggioranza. Un esempio su tutti: la riforma della sanità è frutto anche del nostro contributo. Ho avuto l’onore, come vicepresidente, di assolvere ad alcune importanti competenze. In materia di bilancio, con significativi risparmi dati alla Giunta per realizzare in particolare attività nel sociale. Il lavoro di raccordo con l’Osservatorio regionale sulla legalità, previsto dalla L.R. n. 48/2012: c’è l’urgenza di addivenire, anche da parte della Regione, a una maggiore consapevolezza sul problema dell’infiltrazione mafiosa nel territorio. È fondamentale che, grazie a una modifica del regolamento delle commissioni, dalla prossima legislatura la Quarta commissione sarà investita anche della promozione della legalità, del monitoraggio sulla criminalità organizzata, disponendo di poteri istruttori e referenti”. “È stata una bellissima esperienza, professionale e umana, partecipare ai lavori della conferenza nazionale ed europea delle assemblee legislative regionali, promuovendo il tema della legalità e difendendo i diritti dei minori”, ha concluso Pigozzo.

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