Mercato ittico, presto un’isola ecologica per i rifiuti

Scritto da il 17 Settembre 2020

Continua a tenere banco in città la questione legata al conferimento di rifiuti nei pressi del mercato ittico all’ingrosso.

Secondo una nota dell’amministrazione comunale le questioni sono due e vanno distinte. Entrambe hanno l’obiettivo comune di evitare errate pratiche, che generano un legittimo malcontento da parte di alcuni operatori e cittadini, oltre ad incrementare i costi di smaltimento.

La prima è quella legata ai rifiuti prodotti direttamente dal mercato ittico all’ingrosso, per cui fino allo scorso anno erano presenti tre cassoni scarrabili nella zona del cartellone, poi rimossi sia per i lavori che hanno interessato il piazzale, ma anche a causa di errati conferimenti, anche di rifiuti pericolosi non ascrivibili agli operatori del mercato. I cassoni sono stati quindi sostituiti da Veritas con un compattatore a fasce orarie. Come ha spiegato anche Emanuele Mazzaro – amministratore unico di S.S.T. spa società servizi territoriali e direttore del Mercato Ittico all’ingrosso di Chioggia – questo servizio non riesce ad intercettare appieno gli orari dei pescatori, così si accumulano i rifiuti fino al seguente passaggio di Veritas, che avviene dopo qualche ora.

L’assessore alla Pesca e alle Partecipate del Comune di Chioggia precisa che proprio con l’ausilio SST, al fine di per superare la problematica, il Comune sta predisponendo un progetto per un nuovo bando FLAG GAC per finanziare una nuova isola ecologica recintata, all’interno del mercato ittico, con badge e telecamere, dove potranno accedere h24 solo gli operatori del mercato.

La seconda riguarda i rifiuti pescati in mare, a cui alcuni volenterosi pescatori della marineria di Chioggia si dedicano da anni (ad esempio, con i progetti in collaborazione con ISPRA, attivi dal 2013) al fine di contribuire alla protezione degli ambienti marini ove si svolgono le attività di pesca. L’assessore alla Pesca spiega che in origine questo tipo di rifiuti, soprattutto plastica, andava conferito in sacchi in un altro cassone presente dietro al mercato ittico, ma anche in questo caso Veritas al momento della raccolta vi trovava di tutto, perfino materiale edile e scarti di altre lavorazioni, incrementando anche in questo caso i costi di smaltimento, poi a carico dei cittadini.
Con le problematiche statiche che hanno coinvolto la banchina di Punta Poli, ancora oggi i rifiuti pescati vengono depositati presso le banchine di attracco delle imbarcazioni; sacchi che vengono poi raccolti da Veritas.
In questo caso l’amministrazione comunale ha recentemente sollecitato il Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche del Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia (ex Magistrato alle acque) affinché avvenga al più presto il ripristino della banchina a Punta Poli (il progetto è stato approvato a fine agosto) potendo quindi ricreare un’isola ecologica per i rifiuti raccolti a mare, area recintata e adiacente alla banchina. Con l’ausilio di videosorveglianza, l’intento è quello di salvaguardare l’encomiabile attività dei pescherecci “guardiani del mare” e altresì di scongiurare che soggetti estranei e noncuranti delle regole conferiscano materiali pericolosi.

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