Ulss 3, inizia la campagna antinfluenzale con un aumento delle dosi del 40%

Scritto da il 13 Ottobre 2020

Con 167 mila dosi di vaccino l’Ulss 3 Serenissima dà il via oggi alla campagna antinfluenzale. L’Azienda sanitaria veneziana ha aumentato del 40% la fornitura vaccinale rispetto alle 102 mila dosi dello scorso anno.
“La campagna quest’anno è molto più importante rispetto al passato – ha spiegato nel corso del punto stampa il direttore generale Giuseppe Dal Ben -. Ai medici di medicina generale abbiamo consegnato le dosi di vaccino e oggi possono cominciare a somministrarlo ai propri assistiti. Il mio invito, rivolto a tutti, è quello di utilizzare questa vaccinazione, soprattutto in questo contesto sanitario di presenza del Coronavirus. Il lavoro di squadra tra medici di medicina generale, Regione e Azienda sanitaria può portare a risultati importanti. Un’azione, quella della campagna vaccinale, fatta quindi in sinergia con la medicina territoriale, che ringrazio per la disponibilità e l’affiancamento che sta dimostrando anche in questo momento”.

Oltre il 75% di copertura vaccinale
L’obiettivo quest’anno è di arrivare a coprire oltre il 75% della popolazione interessata, superando la quota di 54,7% ottenuta l’anno scorso. Per le fasce sensibili di popolazione la vaccinazione è gratuita. Quest’anno sono state ampliate: non più i soli over 65, ma anche gli ultrasessantenni potranno accedere gratuitamente alla copertura vaccinale. Così come le dosi sono garantite per la fascia dei bambini che va dai 6 mesi ai 6 anni e per tutte le categorie a rischio anche tra i 6 e i 60 anni d’età.

Vaccinarsi per favorire la diagnosi differenziale contro il Coronavirus
“Il vaccino quest’anno è utile anche come misura di prevenzione contro il Covid 19 – ha ricordato il dg -. Il vaccino infatti limita il diffondersi dell’influenza stagionale e, in questo modo, contribuisce nella cosiddetta diagnosi differenziale contro il Coronavirus. Ricordo che c’è anche la possibilità di affiancare alla vaccinazione antinfluenzale quella antipneumococcica, soprattutto per gli anziani. Questa diventa un’ulteriore misura di contrasto alle malattie contagiose che favorisce la diagnosi antinfluenzale”.

Dove si fa il vaccino
I vaccini sono organizzati in accordo con i medici di famiglia quanto ai luoghi della somministrazione. Ogni medico decide di praticarlo nella modalità che ritiene più consona ai propri pazienti. La maggior parte dei medici vaccina su prenotazione utilizzando i propri ambulatori, ma ulteriori spazi per i professionisti che ne faranno richiesta sono messi a disposizione anche dal Comune e dall’Ulss.
Anche le farmacie sono progressivamente fornite delle loro dosi di vaccino. La Regione del Veneto sta attuando la consegna delle dosi per garantire la copertura vaccinale anche attraverso l’acquisto da parte dell’utente della dose dal proprio farmacista. Attenzione massima e copertura vaccinale garantita anche per gli anziani delle case di riposo.

I numeri del contagio
Il direttore Dal Ben ha fatto il punto anche sull’epidemia: “Attualmente abbiamo 768 soggetti positivi, ma a fronte di questa positività, la presenza in ospedale è molto bassa. Di questi 768, una settantina sono ricoverati e solo 5 si trovano in terapia intensiva. Questi numeri ci dicono che non siamo di fronte ad un’emergenza per quanto riguarda l’assistenza ospedaliera. Ma siamo comunque pronti a far fronte a quadri clinici diversi rispetto a quello attuale. Per questo stiamo sviluppando i nostri interventi sulla base dell’evoluzione del quadro clinico generale. Importante dunque è continuare ad essere molto attenti alle misure anti contagio, come l’evitare assembramenti, l’utilizzo della mascherina, della sanificazione, dell’igiene e del distanziamento sociale. Solo così possiamo difenderci in modo adeguato da questa nuova risalita di positività”.

Illustrando i dati del contagio, il direttore generale dell’Ulss 3 ha ricordato come questi mostrino “una situazione articolata, per alcuni aspetti più seria rispetto ad altri territori, per altri aspetti meno preoccupante. In questo senso, ci troviamo di fronte a una situazione che dev’essere gestita con la massima attenzione. Ogni Azienda sanitaria guarda certamente con attenzione al proprio territorio, al proprio ‘caso’, perché il virus c’è, circola, va contrastato. Ed è quello che facciamo a Venezia, anche indipendentemente dal confronto con altri territori. Confronto che può certo essere fatto, a partire dai numeri che sono a disposizione di tutti, per le necessarie analisi”.

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