Porta Garibaldi, conclusi i lavori per il rifacimento del tetto

Scritto da il 29 Gennaio 2021

Si stanno concludendo in queste ore gli interventi di restauro della Torre di Santa Maria o Porta Garibaldi, che segna l’entrata da sud al centro storico della città.

Oltre alla sistemazione della parte muraria, è stata realizzata la copertura (il progetto esecutivo è stato approvato con la determinazione n. 2187 del 22/10/2019), così come era originariamente.

I lavori sono stati concordati e supervisionati dalla competente Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna, che ha realizzato dei sopralluoghi congiunti con il responsabile del procedimento, la direzione dei lavori e l’impresa esecutrice per valutare la consistenza e lo stato di conservazione delle finiture esistenti rientranti nelle componenti storiche, che l’intervento avrà cura di conservare. L’importo dei lavori è pari a € 94.224,42 (inclusi gli oneri per la sicurezza).

Cenni storici. L’attuale Torre di Santa Maria che segna l’entrata da sud al centro storico, è una ricostruzione eseguita nel 1520, sotto il podestà Gerolamo Barbadico. Della torre preesistente non si ha una datazione certa, ma si individua sotto il Podestà Giovanni Soranzo che governò, tra il 1312 e il 1328. Un tempo la torre era merlata e costituiva il bastione centrale di difesa di una cinta muraria. La costruzione o più probabile il riadattamento dei primi del 1300, rispondeva all’esigenza difensiva della città, che in quel periodo era soggetta a continue guerre soprattutto con Padova che intendeva garantirsi l’egemonia delle saline. A dimostrazione di ciò proprio in quegli anni veniva costruita un’altra importante opera pubblica, il Granaio, che doveva garantire l’approvvigionamento dei viveri e quindi la sopravvivenza della città in caso di assedio. La torre fu un importante punto difensivo nella guerra contro i Genovesi.

Una fotografia dell’archivio storico

La sua funzione cambiò nel tempo e la sua struttura subì nel corso dei secoli vari restauri e rimaneggiamenti: negli anni cinquanta si arrivò all’ipotesi dell’abbattimento, per permettere un migliore accesso viario alla città; tale soluzione venne poi scongiurata con l’allargamento del ponte e la creazione di due corsie laterali a discapito della mura di cinta e degli adiacenti fabbricati.
Chiamata originariamente torre di S.ta Maria, per la sua collocazione nei pressi della Cattedrale, dedicata per l’appunto a S.ta Maria Assunta, venne poi denominata porta Garibaldi, a ricordo della venuta a Chioggia nel 1867.
Nella facciata esterna alla città, sopra l’androne sta un bassorilievo con il leone della Serenissima che riporta appunto la data 1520, a testimonianza del rifacimento della torre, altre due lapidi testimoniano la ricostruzione del ponte avvenuta nel 1549, inoltre a terra vi erano in appoggio due panchine marmoree. All’interno della torre una lapide scritta in latino ricorda il passaggio di Pio VII° in pellegrinaggio per Vienna.

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