Dal 15 febbraio via libera allo sci, ma solo in zona gialla

Scritto da il 4 Febbraio 2021

“E’ un bel segnale quello del CTS, un segnale doppio che, da un lato ci regala una grande tranquillità perché il via libera arriva direttamente dal mondo scientifico e, dall’altra parte, fornisce l’occasione per un rilancio della montagna in concomitanza coi mondiali sci di domenica prossima, 7 febbraio, a Cortina”.

E’ il commento che arriva dal Presidente della Regione Veneto Luca Zaia dopo aver appreso che il CTS, Comitato Tecnico Scientifico, ha dato parere positivo all’apertura dal 15 febbraio degli impianti sciistici per le regioni che si trovano in zona gialla 

Di fronte ad una buona notizia, il Presidente ricorda “che il virus circola ancora e non va sottovalutato”.

“E’ ovvio – ha aggiunto – che ora l’appello va a tutti quei cittadini che si recheranno agli impianti di risalita, perché lo dovranno fare con la massima prudenza e attenzione, indossando mascherine, quantomeno nei luoghi di aggregazione e durante la risalita. Le regole cioè vanno rispettate soprattutto in tutti quei contesti dove si crea assembramento. Non va quindi abbassata la guardia, perché da questa partita dobbiamo venirne fuori insieme e va ricordato che se tornasse una ripresa della curva dell’infezione, sarebbe la fine”.

La riapertura degli impianti nell’ultima parte della stagione è destinata ad avere effetti non solo sulle piste da sci ma anche sull’intero indotto delle vacanze in montagna per un valore stimabile in circa un miliardo, all’alloggio alla ristorazione, dagli agriturismi ai rifugi fino alle malghe con la produzione dei pregiati formaggi.

È quanto afferma la Coldiretti nel commentare il via libera del Comitato Tecnico Scientifico alla possibilità di far ripartire gli impianti sciistici a partire dal 15 febbraio nelle Regioni in fascia gialla. Proprio dal turismo invernale – sottolinea la Coldiretti – dipende buona parte della sopravvivenza delle strutture agricole che con le attività di allevamento e coltivazione svolgono un ruolo fondamentale per il presidio del territorio contro il dissesto idrogeologico, l’abbandono e lo spopolamento.

Con le presenze praticamente azzerate nel momento più importante della stagione, si guarda ora con fiducia – continua la Coldiretti – all’ultimo scorcio con la speranza che le aspettative non vengano vanificate dall’aumento dei contagi e dall’andamento climatico avverso.L’economia che ruota intorno al turismo invernale – conclude la Coldiretti – ha un valore stimato prima dell’emergenza Covid tra i 10 e i 12 miliardi di euro all’anno tra diretto, indotto e filiera.

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