Le sigle turistiche chiedono anche a Chioggia un Istituto Tecnico Superiore dedicato al turismo

Scritto da il 16 Giugno 2021

Il turismo vuole investire sulla formazione. Le imprese del territorio chiedono che si valuti l’opportunità di portare anche a Chioggia una sede dell’Its veneto del Turismo per formare figure sempre più specializzate, nell’ambito dell’accoglienza, della ristorazione e della gestione manageriale.

Le risorse umane in città non mancano, ma Ascom, Gebis e Cisa camping da tempo sostengono che alla quantità vada per forza associata la qualità del personale e la qualità può derivare solo da uno specifico percorso formativo. «E’ diventato indispensabile aver anche nella nostra zona un Its», rileva Luciano Serafini, presidente di Cisa camping (Faita Confcommercio), «Spesso si equivoca sul fatto che le scuole di questo tipo sono chiamate scuole alberghiere, ma con gli alberghi c’entrano oramai ben poco (cucina, sala,ricevimento). Oggi servono Its per fornire al settore turistico tutte le figure specializzate per alberghi, campeggi, stabilimenti balneari, residence, ristorazione di alto livello e molto altro per un turismo in costante evoluzione, ma la zona sud di Venezia ci risulta assente dal panorama degli Its. Il nostro bacino che si espande anche a sud verso il Polesine ha sicuramente i numeri per poter “giustificare” un istituto per il Turismo senza costringere i nostri ragazzi al pendolarismo o a scegliere altri percorsi».

Nel Veneto Orientale l’Its già esiste e al momento raccoglie anche alcuni ragazzi di Chioggia. Da qualche anno l’Its Academy Turismo del Veneto risponde alla necessità di fornire, alla regione più turistica d’Italia, esperti professionisti con ottime competenze imprenditoriali, ricettive, professionali e umane. Il percorso garantisce un rapido ingresso nel mondo del lavoro grazie al contatto continuo con il mondo delle imprese, dove l’ambito della ricerca e dell’innovazione è in continua e reale evoluzione.

«E’ evidente ormai da qualche tempo che il turismo richiede sempre più professionalità», spiega Gianni Boscolo Moretto, presidente di Gebis (Sib Confcommercio), «Solo gli Its sono in grado di formare figure specializzate che vanno incontro alle esigenze attuali del comparto, dalla gestione delle prenotazioni, all’accoglienza, dalla ristorazione, alla gestione manageriale dell’azienda sia essa balneare, ricettiva, gastronomica. Abbiamo bisogno di formazione non solo pratica, ma intellettuale. Un Its sarebbe anche un plus per la nostra località. Un istituto gemello di quello di Jesolo di cui potremmo accogliere le domande in eccesso e ampliarci alla zona del Delta. Potremmo interloquire, sostenere e collaborare con l’istituto. Siamo pronti a fare la nostra parte». Anche il mondo della ristorazione concorda.

«Abbiamo bisogno di figure professionali sia come nuovi dipendenti sia come imprenditori», spiega Alessandro Da Re, presidente di Ascom, «noi abbiamo sempre investito e collaborato con i centri professionali del territorio perché siamo convinti che la preparazione specialistica sia fondamentale. Nel turismo si sente ancora di più l’emergenza sul fronte del personale. Un appello va fatto anche alla politica perché è tempo che si investa su questa area del territorio, dimenticata sotto molti punti di vista».

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