Gare notturne di moto, appello di Cisa Camping per fermare il fenomeno sul nascere

Scritto da il 26 Luglio 2021

Gare con moto truccate fino alle 4 di notte sotto le finestre dei camperisti. E’ successo anche sabato scorso, come già nei giorni precedenti in altre parti della città, nel parcheggio comunale a due passi dalla Diga.

Un gruppo di 10-15 ragazzini con moto rigorosamente truccate ha rovinato il sonno dei turisti alloggiati nelle strutture vicine. «Siamo in balia di un gruppetto di ragazzi che passa le notti a rovinare quelle degli altri», spiega Andrea Bacci, titolare del camping Tropical, «è successo in via Barbarigo, a Isola Verde e sabato scorso qui, nel parcheggio comunale. Non è possibile che per un gruppetto di scalmanati passi l’idea che la città non è sicura o non è accogliente per i nostri turisti. E’ senza dubbio una minoranza e va fermata subito prima che diventi un problema. Mi chiedo, i genitori non si domandano dove siano i figli fino alle 4 del mattino e cosa facciano?».

Dopo le prime gare, il guardiano notturno del camping Tropical ha chiamato i carabinieri che sono arrivati sul posto provocando l’allontanamento dei ragazzi. Dopo qualche minuto però, quando i carabinieri si sono allontanati, i ragazzi sono tornati e hanno iniziato a correre su e giù per la strada che porta ai campeggi, insultando anche il guardiano del Tropical.

«Penso che dei posti di blocco o dei controlli per due tre giorni consecutivi smorzerebbero sul nascere questo fenomeno», spiega Bacci, «negli anni Ottanta dopo mezzanotte non si poteva nemmeno girare in scooter. Nessuno dice di tornare a quelle regole o di imporre un coprifuoco, ma credo che qualche regola di buon senso e qualche controllo non farebbero male. Ho chiesto al direttivo di Cisa Camping di riunirsi al più presto per parlare di sicurezza».

«Siamo preoccupati», spiega il presidente di Cisa Camping (Faita Confcommercio), Luciano Serafini, «questi episodi, riconducibili sempre a una minoranza dei nostri giovani, mal si conciliano con l’accoglienza della nostra città e con l’aspirazione al titolo di Capitale della Cultura 2024. Individuando i pochi responsabili si porrà fine all’emulazione del gruppo e si eviterà che il fenomeno si allarghi. Siamo certi che le forze dell’ordine sapranno accogliere il nostro appello».

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