Sabato 23 ottobre nuove visite al Forte San Felice

Scritto da il 12 Ottobre 2021

In occasione delle Giornate Nazionali dei Castelli e del Patrimonio nell’ultimo weekend di settembre molte persone non hanno potuto partecipare alle visite guidate dentro il Forte San Felice. A causa dell’iniziale diniego alla richiesta di autorizzazione, modificato solo all’ultimo momento con la concessione dell’accesso, hanno potuto entrare solo coloro che si erano iscritti alle passeggiate all’esterno lungo i bastioni. Il Comitato Forte San Felice ha perciò richiesto di poter avere un’ulteriore occasione di visita, seppure sempre con numeri limitati a causa delle precauzioni per il Covid e con le relative modalità.

Grazie alla disponibilità del nuovo comandante MARIFARI di Venezia, nel pomeriggio di sabato 23 ottobre si svolgeranno tre turni di visita con inizio alle 14.30-15.30-16.30, massimo 20 persone per turno. Come sempre, le iscrizioni vanno fatte on line sul sito www.eventbrite.it digitando Forte San Felice.

È per noi una buona notizia, che ci fa ben sperare per la possibilità di tornare alla normalità anche per le visite di scuole (oltre che di gruppi associativi), che cominciano a chiedere informazioni” commenta il presidente del Comitato per il Forte San Felice Erminio Boscolo Bibi, che prosegue “l’interesse per il Forte si manifesta già con la predisposizione di alcuni progetti di lavoro proprio da parte di alcune scuole che chiedono la collaborazione del Comitato Forte San Felice. Riteniamo tutto ciò una forte spinta per superare la situazione di stallo creatasi con la sospensione del cantiere per i lavori per il restauro del portale monumentale e la realizzazione di percorsi di visita sui bastioni, causa le difficoltà finanziarie in cui si dibatte il Consorzio Venezia Nuova, e il ritardo nella progettazione degli altri interventi. Il finanziamento messo a disposizione finora per il restauro del Forte (7 milioni delle misure compensative del Mose e 5 milioni assegnati dall’ultima finanziaria al Provveditorato  Opere Pubbliche) probabilmente non è sufficiente, ma è necessario spenderli presto questi soldi. Finora sono stati impegnati solo 2 milioni e 300mila euro con il cantiere che ora  ha sospeso i lavori.  I visitatori, oltre a scoprire la bellezza del sito immergendosi nella sua storia di 650 anni, si renderanno conto dell’urgenza di intervenire: ogni ritardo permette al degrado di avanzare e provocare danni alle strutture, specie al castello costruito nel 1385 attaccato da vegetazione infestante. Salvare e recuperare ad un uso pubblico culturale  questo nostro patrimonio è l’obiettivo che deve vedere uniti i cittadini e le Amministrazioni pubbliche competenti“.

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