Dolfin: “Caro gasolio e fermi pesca, i pescatori non ce la fanno più”

Scritto da il 25 Ottobre 2021

“Pescatori e armatori con “l’acqua alla gola” per il caro gasolio, che è passato da 39 – 42 centesimi fino a 80. Così non possono permettersi di lavorare e non possiamo accettarlo”. A parlare è il Consigliere regionale Marco Dolfin del gruppo Liga Veneta per Salvini premier, nonché Capo Dipartimento del settore Pesca per il partito nel Veneto, che spiega. “C’è un nuovo grido di dolore lanciato dalle Marinerie dell’Adriatico che a breve si udirà da tutto il comparto pesca nazionale: il rincaro del gasolio che si aggiunge alla trafila di problemi per questi operatori che possono lavorare solo pochi giorni a settimana, in media uno su tre, e devono sostenere troppi oneri. Imposizioni, restrizioni, stringenti direttive europee che soffocano l’intera filiera della Pesca in Italia. Dalle Marinerie dell’Alto e Medio Adriatico, nel fine settimana a Pescara, si è sentita ribadire la drammatica situazione in cui il settore si ritrova, con un problema in più: l’aumento del gasolio che incide notevolmente sui costi fissi di gestione per chi con la barca deve uscire a pescare. C’è poi la questione degli “oneri”, tasse e balzelli vari che devono essere pagati per tutti i 365 giorni dell’anno, senza però tener conto che le effettive giornate lavorate sono, ad oggi, circa 120. E mancano solo due mesi alla fine dell’anno”.

“Si continua a non tenere conto – aggiunge Dolfin – che già il comparto delle marinerie ha provveduto, negli ultimi periodi, a ridurre fortemente le  unità di pesca, circa il 20%,  eppure sembra che tale dato non vanga calcolato e non vada ad incidere nelle statistiche e quindi nelle direttive economiche impartite. Se poi ci aggiungiamo la concorrenza sleale di chi fa parte dell’Europa, ma non ne rispetta le direttive, come la Croazia, ecco che danno e beffa sono serviti. È il momento che la politica si faccia sentire e batta i pugni sui tavoli europei: non possiamo permetterci di far morire definitivamente un comparto importantissimo e tutto l’indotto e la filiera produttiva della Pesca. Dobbiamo interagire con più determinazione, troppo spesso il Governo centrale e alcuni Parlamentari Europei accettano scelte che vanno contro gli interessi del comparto della Pesca italiana. Come Regione del Veneto siamo e saremo sempre al fianco delle Marinerie, e non faremo mancare il nostro supporto in tutte le sedi dovute”.

“Anche in occasione dell’ultimo Consiglio regionale – conclude Dolfin – è stata approvata la mia Mozione condivisa con il collega Pan, a sostegno del Settore Pesca: dimostrazione, questa, che il tema è seguito da vicino. La Regione, soprattutto con l’Assessore di riferimento, si fa portavoce dei problemi del comparto. Oggi dobbiamo contare di più nei nostri mari e in Europa, poter decidere le sorti dei nostri lavoratori, e per farlo dobbiamo parlare con un’unica forte voce, nell’interesse di salvare un comparto, le tradizioni, la nostra cultura marinara, tutelare i posti di lavoro e l’economia che dalla Pesca deriva, oltre che tutelare la filiera alimentare e la salute del singolo consumatore”.

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