Pesca: Il settore ittico in forte difficoltà

Scritto da il 28 Ottobre 2021

La crisi del settore ittico è ben riscontrabile scorrendo il nuovo Report sulla Marineria di Chioggia (Ve) pubblicato da Veneto Agricoltura (Osservatorio Socio Economico della Pesca e dell’Acquacoltura), ricco di dati statistici e utili indicazioni sui trend salienti che caratterizzano la filiera della pesca.

Con i suoi 220 pescherecci – si legge nell’elaborato dell’Agenzia regionale scaricabile qui: https://bit.ly/3EexDpp) – la flotta marittima chioggiotta resta una delle più grandi e attrezzate dell’intero Alto Adriatico, rappresentando da sola oltre un terzo dell’intera flotta veneta. Una consistenza, questa, che però nell’ultimo decennio ha segnato un preoccupante calo del -9,1%, in linea con la riduzione registrata nell’intera area adriatica, anche se nel 2020 la flotta di Chioggia è cresciuta del +0,9%, percentuale minima ma pur sempre incoraggiante in vista di una auspicata ripresa.

Per quanto riguarda il numero delle imprese attive nel settore della produzione ittica primaria chioggiotta, il Report di Veneto Agricoltura segnala che nell’ultimo anno risultano essere 457 unità, di cui 329 operative nel campo della pesca marittima, in calo del -17,8% rispetto al 2011, mentre quelle dell’acquacoltura sono 128 unità, ovvero quasi il doppio (+96,9%) rispetto a dieci anni fa. Se si considerano tutte le imprese della filiera ittica clodiense, quindi anche quelle che lavorano il pesce e lo commercializzano, il totale sale a 621 imprese, con un lieve rialzo decennale di ditte del +0,8%.

Meno rosea invece la situazione occupazionale, visto che le 1.558 unità lavorative rilevate nel 2020 segnano una perdita nell’ultima decade del -14,2%.

Nel Mercato ittico di Chioggia lo sbarcato locale (7.798 tonnellate nel 2020) rappresenta da solo l’83% circa dei volumi complessivi transitati, in calo del -15,5% rispetto al 2019, con un fatturato pari a 19,8 mln/euro in calo del -20,2%. I transiti totali, comprensivi anche delle quote di prodotti di provenienza nazionale ed estera, sono pari a 9.364 tonnellate (-17,6% rispetto al 2011), mentre l’incasso totale è stato di 30,9 mln/euro (-25,7% rispetto al 2011).

Per quanto riguarda i prezzi, nel confronto decennale, si registrano pochi cali per le specie maggiori, mentre prevalgono i segni positivi, in particolare per seppie (+28%), latterini (+33,6%) e cefali (+69,3%).

Il Report dell’Agenzia regionale si completa con una panoramica sull’attività di pesca e allevamento dei molluschi bivalvi. La pesca delle vongole di mare e fasolari, settore gestito dal locale Consorzio (Co.Ge.Vo.), vede impegnate 57 turbosoffianti, che nel 2020 hanno pescato 859 tonnellate complessive di molluschi bivalve e bibi, registrando un calo della produzione nell’ultimo anno del -39,9% rispetto al 2019), tendenza confermata anche nel confronto decennale (-32,7%). Molto importante per l’area chioggiotta è la venericoltura effettuata in acque lagunari e che in particolare riguarda la vongola filippina, spalleggiata da una residuale quota di allevamento di mitili in Laguna di Chioggia, visto che il grosso degli impianti di mitilicoltura (longline) sono collocati in mare al largo di Pellestrina.

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