Le prime parole del vescovo mons. Dianin alla chiesa di Chioggia

Scritto da il 3 Novembre 2021

“Tutto è successo così in fretta senza avere il tempo di elaborare un passaggio della vita così particolare, ma forse è bene così perché in questo ‘cambiamento d’epoca’, come lo definisce Papa Francesco, accettare di diventare vescovo è perlomeno azzardato ed è possibile solo nell’orizzonte della fede e dell’obbedienza”.

A scriverlo È mons. Giampaolo Dianin, in un messaggio alla Chiesa di Chioggia e all’amministratore apostolico, mons. Adriano Tessarollo, dopo la nomina a vescovo di Chioggia da parte di Papa Francesco, resa nota oggi in contemporanea in Sala stampa vaticana e nelle diocesi di Chioggia e di Padova.

Il primo pensiero è proprio per il suo predecessore: “So che ci accompagnerà e porterà nel cuore questa Chiesa. Prego per lei e chiedo al Signore che le doni di vedere i frutti del suo lavoro e che il suo ministero sia ancora pieno di gioia e di fecondità”.

Ricordando che da un anno si trova spesso a commentare il testo biblico della chiamata di Abramo che sta accompagnando la Chiesa di Padova nel cammino di preparazione al Sinodo diocesano, il presule confida: “Mi sono identificato con la solitudine di Abramo nel dire un sì che coinvolgeva lui, ma anche la sua famiglia e tante altre persone; nel mio caso il Seminario all’inizio di un anno formativo, il Sinodo che con tanta passione e impegno stiamo accompagnando con altri fratelli e sorelle, l’insegnamento della Teologia morale, tante persone a cui mi lega l’affetto e la grazia di accompagnarle nel cammino di fede. Ho detto il mio ‘eccomi’ non con la fede rocciosa del nostro patriarca Abramo, ma consapevole che il sì pronunciato 34 anni fa, quando sono diventato prete, era solo il primo di tanti altri”.

“Vengo in mezzo a voi per ascoltare, conoscere, inserirmi in una storia che parte da lontano e che chiede da parte mia rispetto e stima. Non porto con me né programmi né strategie pastorali; non ho la soluzione magica di tante questioni che oggi inquietano la Chiesa e la nostra società; cercheremo insieme la volontà di Dio, un cibo buono di cui nutrirci. Porto nel cuore il sogno che la gioia del Vangelo risuoni ancora nel cuore delle persone come nutrimento per la vita di ciascuno e come lievito della Chiesa e delle nostre terre –prosegue il vescovo eletto -. Vengo in mezzo a voi con tanta umiltà, consapevole dei miei limiti, ma ricco dello stile sinodale che tutti stiamo cercando di imparare. Mi rasserena sapere che lavoreremo, faremo discernimento e decideremo insieme. Vengo in mezzo a voi preoccupato perché immagino ci siano attese su tanti fronti, ma anche con quella passione per la vita e per il vangelo che il Signore mi ha sempre donato in questi anni”.

Mons. Dianin conclude: “Dio fa tre promesse ad Abramo: una terra, una discendenza e la benedizione. Chiedo a Dio di mantenere le sue promesse per la nostra Chiesa e ho già cominciato a bussare con insistenza; fatelo anche voi con me e per me”.

L’ordinazione episcopale si terrà in cattedrale a Padova nel pomeriggio di domenica 16 gennaio 2022.

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