Gli operatori del turismo chiedono all’amministrazione di sottoscrivere un protocollo d’intesa per il rilancio della città

Scritto da il 9 Novembre 2021

Un protocollo d’intesa per indicare la strada da seguire per potenziare turismo e commercio. Lo proporranno i presidenti di Ascom, Gebis e Cisa camping alla nuova amministrazione come impegno “tangibile” per i prossimi cinque anni. A un mese dall’insediamento della nuova squadra di governo, i rappresentanti di categoria si preparano a incontrare gli amministratori con una lista di punti precisi e dettagliati su cui lavorare. Dall’arredo urbano alla sicurezza, dal riordino della viabilità, alla revisione del Piano dell’arenile.

«Le categorie economiche sono pronte a fare la loro parte», spiega il presidente di Gebis (Sib Confcommercio), Gianni Boscolo Moretto, «proponendo all’amministrazione di sottoscrivere un protocollo d’intesa per individuare e condividere obiettivi e priorità del comparto turistico e del commercio. Una sorta di cabina di regia, in cui siedano le categorie maggiormente rappresentative, per riuscire a attrarre finanziamenti dal Pnrr. Penso a un Piano della mobilità, a grandi eventi, all’aggiornamento delle norme attuative del Piano dell’arenile, a una progettualità che aiuti a crescere e soprattutto a elevare ulteriormente il livello qualitativo e quantitativo dell’offerta turistica, a tempistiche certe per l’avvio di nuovi progetti, a un’attenzione speciale per lo sviluppo della nautica da diporto».

«Abbiamo dato tempo al neosindaco Mauro Armelao di prendere confidenza con la macchina amministrativa e di nominare la squadra di giunta», spiega il presidente di Ascom Confcommercio, Alessandro Da Re, «abbiamo già incontrato l’assessore all’Urbanistica Massimiliano Tiozzo e il vicesindaco Daniele Tiozzo a cui abbiamo ricordato quali siano le urgenze per il nostro centro storico. Da anni lo ripetiamo: va rivisto l’arredo urbano e potenziati i parcheggi, punti propedeutici all’avvio della Ztl su cui non siamo mai stati contrari nella zona da calle San Giacomo a piazza Vigo, ma con la pretesa che esistano i servizi corollari per poterla applicare. Serve un riordino del mercato del giovedì, con una rivisitazione che permetta a tutti di lavorare con serenità sette giorni su sette. Come possiamo chiedere ai pubblici esercenti di investire 30.000 euro per rinnovare e rendere omogenei tutti i plateatici se al mercoledì sera le strutture vanno smontate per fare posto ai banchetti del mercato? Dobbiamo puntare con convinzione sulla crocieristica: nei sei esperimenti fatti negli anni passati, i risultati sono stati più che positivi (su 1500 turisti, 500 si sono diretti a Venezia e 1000 sono rimasti a visitare Chioggia), malgrado fossero sbarchi di lunedì e ci fossimo organizzati all’ultimo. Con la giusta preparazione, penso a escursioni organizzate, a bus navetta che accompagnino chi sbarca in giro per la città, compreso a Sottomarina per far conoscere una possibile meta di vacanza, si creerebbero tanti posti di lavoro e un volano incredibile per turismo e commercio. Abbiamo poi tanto lavoro che ci aspetta per far decollare il distretto del commercio, fresco di riconoscimento regionale. E poi interventi per migliorare la sicurezza, indispensabile per una città accogliente e vivibile». Sulla sicurezza ovviamente concordano anche i rappresentanti del turismo».

«Abbiamo atteso che la nuova amministrazione si insediasse rimanendo in silenzio», spiega Luciano Serafini, presidente di Cisa Camping (Faita Confcommercio), «ci siamo presi un periodo per riflettere e per arrivare al primo incontro con i nuovi amministratori con dei punti fermi. Le questioni, purtroppo, sono sempre le stesse perché da decenni sono in attesa di risoluzioni. Al primo punto di sicuro la viabilità: necessitiamo di collegamenti idonei a una città turistica, al di là del nodo della Romea e della ferrovia, penso a passerelle pedonali e ciclabili lungo il Brenta e l’Adige; all’adeguamento di via Barbarigo; a un collegamento tra via Nazioni Unite e via Lungobrenta creando una sorta di lungomare naturale per Isola Verde che permetterebbe di sfruttare anche una zona dell’arenile oggi lasciata al suo destino. Servono di certo una revisione del Piano dell’arenile e una modifica del regolamento della Tari. Sull’erosione chiediamo da tempo il collaudo della diga soffolta realizzata a Sottomarina e interventi definitivi per Isola Verde. Chiediamo che finalmente i proventi della tassa di soggiorno siano usati per il turismo, in primis per creare eventi e per migliorare l’arredo urbano. Di certo alla base ci dovrà essere un buon dialogo con l’amministrazione comunale, ma anche una sinergia tra categorie del turismo purtroppo spesso su binari distinti in passato. Un buon segno sarebbe unificare i due consorzi di promozione. Vogliamo diventare Capitale della Cultura 2024, di certo turismo e commercio devono essere settori centrali e finora non lo sono stati».

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