Dolfin:“Caro energia mette in ginocchio pesca e acquacoltura, gli operatori non ce la fanno”

Scritto da il 22 Gennaio 2022

“Il caro energia sta colpendo tutti i settori del nostro Paese, compresa la Pesca e l’acquacoltura, con gli operatori del settore in forte difficoltà per il continuo aumento del gasolio, con prezzi più che raddoppiati”.

Così il consigliere regionale dell’ntergruppo Lega – Liga veneta Marco Dolfin, Capo dipartimento Pesca per il partito in Veneto.

“Aumenti insostenibili – spiega Dolfin – che potrebbe far desistere gli operatori nei periodi di minor richiesta di prodotto, creando, di fatto, una cessazione dell’attività con conseguenze negative sul comparto Pesca e sui consumatori finali. Già lo scorso ottobre la Lega aveva chiesto al Ministro competente di intervenire per mitigare gli effetti del caro gasolio; lo abbiamo fatto anche in Veneto, idem in Europa”.

“Questo è l’ennesimo allarme – aggiunge il consigliere – lanciato dal mondo della Pesca e dell’Acquacoltura che non può essere ignorato ancora, tant’è che è già preannunciato un blocco spontaneo del settore nelle prossime settimane. Tra caro gasolio, aumenti del fermo pesca, divieti e nuove restrizioni europee i rischi per il settore sono concreti e dietro la porta: rinnovo quindi l’ennesima richiesta alle Istituzioni Governative, a tutti i livelli, per dare risposta al settore primario ittico italiano e a tutte le sue peculiarità e specificità locali che meritano maggiore attenzione. Serve un impegno concreto – conclude Dolfin – da parte di tutti per scongiurare perdite, economiche e di posti di lavoro, per evitare scioperi e agitazioni che portano solo divisioni e malcontento tra coloro che, con molti sacrifici, permettono ogni giorno a milioni di persone di poter consumare prodotti freschi e di alta qualità, importati in tutto il mondo. Il tutto continuando a trasmettere i valori, il rispetto del mare, delle tradizioni e della nostra cultura marinara”.

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