Commercio abusivo: sequestrati a Sottomarina altri 1800 articoli

Written by on 10 agosto 2018

Altri due giorni di intensa attività contro i venditori abusivi. La Polizia Locale di Chioggia ha svolto interventi finalizzati alla repressione del fenomeno sia mercoledì scorso, in spiaggia, che ieri (giovedì), in questo caso congiuntamente ai militari della Guardia di Finanza di Chioggia, nel pomeriggio in spiaggia e nella tarda sera nel Lungomare di Sottomarina. Nel corso di questi ultimi interventi sono stati sequestrati ben 1800 articoli.

Dall’inizio della stagione turistica, il “bollettino” dei servizi attesta che sono già stati sottratti al mercato illegale 13.500 pezzi venduti in assenza delle prescritte autorizzazioni commerciali, in occasione di 48 distinti sequestri, pari a 80 sacchi e 5.000 kg di merce.

Sempre in questa stagione balneare sono state inoltre contestate sia nell’area della spiaggia che nelle zone immediatamente adiacenti nonché sul resto del territorio, 79 violazioni amministrative per infrazioni di vario genere: alle normative commerciali e sanitarie (sulla vendita di alimenti e bevande, orari, rumori, ecc), demaniali (occupazione di aree demaniali con senza autorizzazione o soste in aree demaniali).

I numeri di rilievo dimostrano anche quest’anno che il servizio di prossimità della Polizia Locale, seppure contando sulle risorse impegnate nella vigilanza della già complessa viabilità estiva, sta contribuendo a migliorare i livelli di sicurezza e di accoglienza della spiaggia di Chioggia, consapevoli si tratta di una delle più importanti e preziose risorse della città.

«Il problema dell’abusivismo commerciale è da sempre caro alla nostra amministrazione – commenta il sindaco Alessandro Ferro-, ci stiamo adoperando al fine di assicurare a residenti e turisti serenità e sicurezza e contribuire a rendere in tal modo l’offerta turistica la migliore possibile. Ci piace pensare che anche il villeggiante possa essere parte della soluzione, evitando di acquistare materiale da venditori ambulanti abusivi. Ricordo che il comune di Chioggia lo scorso anno ha introdotto (con l’aggiornamento al regolamento del piano per il commercio su aree pubbliche art 43 comma 4) multe dal dai 25 ai 500 euro per chiunque acquisti in spiaggia merce di qualunque tipo dai venditori non autorizzati. I venditori regolari, autorizzati dal Comune ad operare in spiaggia, sono facilmente identificabili dall’utenza grazie a un cartellino di riconoscimento ed una targhetta identificativa sull’attrezzatura utilizzata».

Altrettanto importante è evidenziare la strettissima ed efficace collaborazione tra la Polizia Locale e tutte le Forze di Polizia dello Stato, sempre attivamente presenti sul territorio per fronteggiare il problema. In tal senso i servizi repressivi contro l’abusivismo commerciale vengono ormai sistematicamente svolti interforze.

È bene ricordare ancora una volta che dietro all’abusivismo (la maglietta con la griffe contraffatta, i CD masterizzati, gli oggetti di ogni tipo venduti sulla spiaggia…), non c’è solo la storia di miseria di un extracomunitario, ma ci sono sofisticate organizzazioni criminali con fatturati di milioni di euro, evasioni fiscali e addirittura riciclaggio di denaro sporco.

Non deve essere sottovalutata la dimensione assunta da questi fenomeni: le attività di produzione e di commercializzazione che ruotano intorno al mercato della contraffazione e dei falsi o comunque della merce fabbricata e venduta totalmente in evasione d’imposta, rappresentano un giro d’affari enorme, in gran parte gestito direttamente da esponenti criminali di tutto rispetto. Si tratta di ricchezza sommersa, soldi sottratti agli investimenti, al risparmio, al fisco, ad una economia pulita. È infatti una forma di concorrenza sleale nei confronti dei commercianti regolari che rispettano le leggi e i regolamenti, e contribuiscono a mantenere viva l’attrattiva turistica di Chioggia e Sottomarina. Va inoltre ricordato che la contraffazione è un illecito che non riguarda solo chi fabbrica e vende la merce, ma anche chi l’acquista.

Il commercio abusivo è quindi l’ultimo anello di una catena criminosa, che sfrutta senza scrupoli e illegalmente persone socialmente svantaggiate, in situazioni di assoluta precarietà e spesso introdotti clandestinamente nel territorio nazionale.


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