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“Le mucillagini in Adriatico, e nella laguna veneta, rischiano di diventare un nuovo, pressante problema per i pescatori. Se per i biologi marini sono sintomo di salute dell’ecosistema, la loro proliferazione rende le acque melmose, se non addirittura gelatinose all’interno della laguna stessa. È il cosiddetto fenomeno ’dell’acqua grossa’, che si ripete ciclicamente, ma diventa particolarmente annoso per gli effetti del riscaldamento climatico. Il che rende molto più difficile e accidentato l’impiego delle reti da pesca. Specie per le realtà più piccole del comparto, che utilizzano ancora le reti a mano e non quelle meccanizzate”.
Sono le preoccupazioni espresse dal consigliere della Lega – Liga Veneta Marco Dolfin che aggiunge: “Occorre pertanto un confronto serio e serrato, visti i danni che può arrecare a un settore già da tempo in difficoltà come la pesca. E non solo, se pensiamo all’enogastronomia immediatamente collegata alla pesca. Per non parlare delle ricadute negative sul turismo balneare, nel caso le acque gelatinose arrivino fino alla battigia; i disagi causati nei decenni scorsi dalle mucillagini a riva, come pure dalle meduse, sono un precedente allarmante. Se poi aggiungiamo la recente invasione di specie aliene come il granchio blu, il quadro si fa ancora più fosco. Pertanto, è doveroso discuterne nelle opportune sedi: dal Tavolo dell’Alto Adriatico alle commissioni consultive preposte, in cui le Regioni che si affacciano sull’Adriatico (Veneto, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia Romagna) possono studiare possibili contromisure da porre successivamente all’attenzione del Governo e del Ministero competente. Se la situazione dell’acqua grossa si prolungasse, si potrebbe anticipare il “fermo pesca” di almeno un mese: in questo modo, si favorirebbe la riproduzione dei pesci e, al tempo stesso, un possibile cambiamento delle condizioni ambientali”.

Scritto da: Redazione