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“Il Consiglio regionale, con voto unanime, dice no a ogni ipotesi di centrale nucleare a Porto Marghera e nella gronda lagunare. Lo ha messo nero su bianco un mio emendamento al Documento di economia e finanza regionale, approvato dalla maggioranza dell’aula: l’assemblea veneta ha scelto finalmente da quale parte stare. Ovvero per l’ambiente e la salute della cittadinanza, minacciata dall’eventuale costruzione di reattori a ridosso della laguna, senza contare lo stoccaggio delle scorie”. Così la capogruppo del Movimento 5 Stelle Erika Baldin che ricorda: “Avevo presentato l’emendamento alla missione 9 del DEFR, in tema di sviluppo sostenibile e tutela dell’ambiente; la prevista riconversione dell’area industriale di Porto Marghera era già in parola nel documento, con rilievo agli accordi di programma che coinvolgono anche la zona di via Moranzani a Malcontenta. Sono lieta che il Consiglio abbia inteso aggiungere, su mia istanza, la specificazione relativa al rigetto di qualsiasi possibilità di nucleare in una zona ritenuta giustamente di pregio mondiale. Sconfitta, dunque, la linea espressa negli ultimi tempi da numerosi esponenti nazionali di Forza Italia, i cui consiglieri erano peraltro assenti al momento della votazione. A Tosi, Tajani, Pichetto Fratin, nonché al ministro Urso (FdI), che ne vogliono accelerare l’iter in Parlamento aveva del resto già risposto il presidente Zaia, dichiarandosi contrario a ogni impianto del genere in un contesto già provato da un secolo di industria chimica degli idrocarburi”.
“Questa volta la sua maggioranza l’ha seguito – conclude Baldin – e ora anche Roma agisca di conseguenza. Occorre tuttavia fare un passo in più, ovvero muovere anche il Veneto verso la produzione di energia pulita da fonti rinnovabili, quale unica alternativa praticabile al combustibile di origine fossile”.

Scritto da: Redazione




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