Notizie Locali

Isola Saloni: tante idee e poche certezze nel Master Plan dell’Autorità Portuale

today6 Agosto 2025 63

Sfondo
share close

Si chiama “Chioggia Porta Laguna” ed è il nome scelto per il progetto di riqualificazione dell’Isola dei Saloni, un’area centrale e strategica della città. Il piano è stato illustrato nei giorni scorsi durante una commissione consiliare alla quale ha partecipato anche il comitato dei residenti, che non ha nascosto la propria preoccupazione per quello che, almeno per ora, sembra essere più un insieme di intenzioni che un progetto vero e proprio.

L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, promotrice dell’iniziativa, ha precisato che si tratta al momento solo di uno studio di fattibilità tecnico-economica, redatto da uno studio tecnico incaricato dall’ente. L’obiettivo, quindi, è capire cosa si possa realizzare in quell’area, con quali costi e con quali benefici, prima di procedere con qualsiasi decisione. Il valore complessivo dell’intervento ipotizzato si aggira intorno ai 90 milioni di euro, dei quali 60 dovrebbero arrivare da soggetti privati.

Ma i contorni di questa trasformazione urbana restano ancora piuttosto fumosi, come lo ha definito lo stesso comitato, che chiede trasparenza su diversi aspetti. A cominciare dal ruolo della crocieristica, che rappresenta una delle colonne portanti del progetto. Secondo quanto evidenziato dal consigliere del PD Lucio Tiozzo Fasolo, però, la situazione potrebbe cambiare rapidamente, con una delle compagnie che oggi attraccano a Chioggia intenzionata a tornare su Venezia, riducendo sensibilmente il traffico previsto. Se così fosse, nella città lagunare arriverebbe solo un terzo delle navi inizialmente previste.

Preoccupano anche le conseguenze sul comparto della pesca. Nello scenario tracciato dal Master Plan, le aziende ittiche attualmente presenti sull’isola sembrerebbero destinate a scomparire, senza che sia stata indicata una reale alternativa. L’unica ipotesi sul tavolo è quella di un possibile trasferimento in zona Val da Rio, dove verrebbe spostato anche il mercato ittico, ma al momento non è stato individuato né il luogo preciso né i tempi di questo eventuale passaggio.

Il progetto, inoltre, ha sollevato dubbi anche sul fronte urbanistico e paesaggistico. Al centro della discussione c’è la realizzazione di un nuovo parcheggio da 320 posti auto nell’area oggi gestita da SST, dove però il Master Plan prevede la costruzione di tre edifici. Il comitato dei residenti, attraverso il suo presidente Paolo Voltolina, ha fatto sapere di non essere contrario alla creazione di nuovi spazi per le auto, ma teme che strutture troppo impattanti possano compromettere lo skyline della laguna, famoso per offrire uno dei tramonti più belli di tutto il veneziano. Una trasformazione architettonica mal gestita, denunciano, rovinerebbe per sempre l’identità del quartiere.

Altro punto sensibile è quello della viabilità. L’Isola dei Saloni è collegata alla città attraverso un unico ponte e non dispone di ulteriori vie di accesso. I residenti chiedono di sapere come cambierà la mobilità, se siano previste nuove strade o altri ponti, e come sarà garantito un flusso regolare in un’area che rischia altrimenti di congestionarsi.

Da parte sua, l’Autorità Portuale ha chiarito che non c’è ancora alcun progetto definitivo su cui discutere, perché l’intero iter è ancora in fase preliminare. Si tratta, a tutti gli effetti, di un libro delle idee, da cui nascerà – eventualmente – un intervento concreto nei prossimi anni.

Eppure, “Chioggia Porta Laguna” è molto più di un semplice progetto: è una visione strategica per il futuro della città. L’idea è quella di rendere Chioggia un vero e proprio nodo intermodale, un punto di incontro tra acqua, terra e aria, collegato con la rete ciclabile nazionale e internazionale, con approdi fluviali e marittimi e, in futuro, persino con un Drone Port in connessione con l’aeroporto di Venezia. Tra le strutture previste ci sarebbero anche una nuova stazione ferroviaria, un marina resort, un hotel a cinque stelle, spazi per start-up e coworking, un centro sportivo, un ostello per giovani, oltre a nuove piazze e impianti dedicati all’energia e all’ambiente.

Secondo le stime, i lavori si svilupperanno fino al 2035, con una serie di interventi distribuiti in quattro fasi, a partire dalla demolizione dei primi edifici e dalla costruzione delle infrastrutture stradali e ciclabili. A seguire, il trasferimento delle attività legate alla pesca, la costruzione dei terminal e delle strutture ricettive, fino alla piena attivazione dell’intero polo urbano e turistico.

Una trasformazione radicale, dunque, che porta con sé grandi aspettative, ma anche molti interrogativi. Il futuro dell’Isola dei Saloni è ancora tutto da scrivere. Quel che è certo è che la politica locale sarà chiamata a fare scelte importanti, bilanciando sviluppo, sostenibilità e il rispetto delle esigenze di chi in quella zona ci vive e ci lavora ogni giorno.

Scritto da: Redazione

Rate it