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Un’eredità e una storia di famiglia dimenticata stanno riemergendo dopo quasi settant’anni. Si cerca a Padova il possibile figlio del dj svedese Malcolm Simon, uomo originario della Guyana e scomparso durante il periodo del Covid.
Negli anni Cinquanta, a Londra, il giovane Malcolm — allora un dj molto attivo nei club della capitale britannica — conobbe e si innamorò di una ragazza triestina arrivata in Inghilterra per imparare l’inglese. Dalla loro breve relazione nacque un bambino nel 1958, mai riconosciuto ufficialmente dal padre.
Dopo la nascita, la madre tornò in Italia, mentre Malcolm partì per il servizio militare a Cipro. Da quel momento, i due persero ogni contatto. Di quel bambino restano soltanto alcune fotografie e un nome: Michele, o forse Michael.
Oggi, a distanza di decenni, la moglie svedese di Malcolm, Mona, per rispettare il desiderio espresso dal marito prima di morire, sta cercando quel figlio perduto. L’uomo, che potrebbe vivere proprio a Padova o nelle zone limitrofe, sarebbe l’unico erede legittimo di un patrimonio che dovrà essere reclamato entro il 31 dicembre.
Ma più che una questione economica, quella di Mona è una ricerca dal profondo valore umano: «Mio marito non ha mai dimenticato quel bambino – ha raccontato –. Desiderava solo sapere che stava bene».
L’appello è stato rilanciato anche dalla trasmissione “Chi l’ha visto?”, che invita chiunque possa avere informazioni utili a contattare la redazione del programma o le autorità competenti.
Scritto da: Redazione
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