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Ieri mattina, a partire dalle 9.00, nel bacino di San Marco si è svolta una complessa operazione interforze per spostare il delfino “Mimmo” verso acque meno frequentate della laguna di Venezia. L’intervento è stato organizzato per tutelare il benessere del cetaceo, messo potenzialmente a rischio dall’intenso traffico nautico che caratterizza l’area davanti a San Marco.
I ricercatori del CERT – Cetacean strandings Emergency Response Team dell’Università di Padova, che dal 2010 si occupano di emergenze legate ai mammiferi marini, nelle scorse settimane avevano rilevato alcuni segni di trauma sulla pinna dorsale del delfino, ormai presenza fissa in bacino. Per questa ragione, ieri – venerdì 14 novembre – nel corso di una videoconferenza che ha coinvolto Università, Regione Veneto, Comune di Venezia, Capitaneria di Porto e tutti gli enti impegnati nella fase operativa, è stato deciso di tentare, nella mattinata di oggi 15 novembre, uno spostamento guidato di Mimmo verso acque più tranquille.
Il coordinamento delle attività nautiche è stato affidato alla Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Venezia, con il duplice compito di garantire la sicurezza della navigazione e dirigere i mezzi partecipanti. In mare sono intervenuti, oltre alla motovedetta CP 2095 e al battello pneumatico GC B187, unità della Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, Polizia Locale, Protezione Civile, Guardia Costiera Ausiliaria e Guardia Costiera Volontaria.
Sei ricercatori sono saliti a bordo di altrettante imbarcazioni, dotati di apparecchi “pinger”, strumenti che emettono un suono sgradito ma innocuo per i cetacei, e di un idrofono per captare i suoni prodotti dal delfino e determinarne la posizione. Navigando in formazione “a pettine” lungo il bacino di San Marco, i mezzi hanno creato una vera e propria barriera sonora per indirizzare Mimmo verso la zona desiderata.
Altri sei natanti sono stati impiegati per generare un diverso tipo di suono sgradito, utilizzando tubi in acciaio immersi in acqua e percossi per produrre onde sonore. Dopo alcuni tentativi iniziali per localizzare il delfino, l’impiego dei pinger ha dato esito positivo: Mimmo ha imboccato il canale dell’Orfano e, all’altezza dell’isola de La Grazia, è riemerso per l’ultima volta prima di dirigersi decisamente verso la Laguna Sud.
Un dato significativo, perché i primi avvistamenti del delfino, nelle scorse settimane, provenivano proprio dalla zona sud della laguna, in particolare dall’area di Chioggia: non è escluso quindi che Mimmo abbia imboccato la sua “via di casa”, almeno per il momento.
Alle 11.00 circa le operazioni, caratterizzate da un approccio interforze e multidisciplinare, sono state dichiarate concluse. A confermare il buon esito dell’intervento anche l’azzeramento delle segnalazioni di avvistamento in bacino di San Marco, che nelle scorse settimane arrivavano quotidianamente alla sala operativa della Capitaneria di Porto di Venezia.
Resta comunque possibile un futuro ritorno di Mimmo nel bacino di San Marco. In questo caso, i ricercatori del CERT sono pronti a intervenire con il posizionamento di dissuasori sonori fissi, così da creare una barriera permanente per scoraggiare il delfino dall’entrare in una delle zone più trafficate della città.
Le autorità rinnovano infine l’appello a cittadini e diportisti a rispettare il codice di condotta per la tutela dei cetacei, specie protette da normative nazionali e internazionali: non alimentare il delfino, non cercare interazioni (condotte che possono configurare reato penale), non avvicinarsi volontariamente e rallentare in caso di incontro, evitando manovre brusche.
Solo con il comportamento responsabile di tutti sarà possibile garantire a Mimmo un ambiente più sicuro e, al tempo stesso, una navigazione più ordinata e rispettosa della fauna marina.
Scritto da: Redazione
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