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Elezioni Veneto 2025: Stefani trascina il centrodestra al 64,38%, Lega primo partito

today25 Novembre 2025 26

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Il Veneto ha scelto la continuità. Le elezioni regionali 2025 si chiudono con una netta affermazione di Stefani, candidato del centrodestra, che conquista il 64,38% dei consensi. L’alleanza guidata da Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia stacca di oltre trenta punti il centrosinistra di Manildo, fermo al 28,88%.

Un risultato solido, trainato da una presenza omogenea del voto su tutto il territorio, che conferma il peso della coalizione e l’efficacia dell’eredità politica delle ultime legislature guidate da Luca Zaia. Ma con alcune novità sostanziali nella distribuzione dei seggi e nelle dinamiche interne allo schieramento vincente.

Lega ancora primo partito in Veneto

Il partito di Stefani, la Lega, si conferma la prima forza politica regionale con il 36,28% e ottiene 19 seggi. Seguono:

  • Fratelli d’Italia: 18,69% – 9 seggi

  • Forza Italia: 6,30% – 3 seggi

  • Partito Democratico: 16,60%

  • Movimento 5 Stelle: 2,20%

  • Alleanza Verdi e Sinistra: 4,64%

Spicca infine il risultato del candidato Riccardo Szumski, ex sindaco di Musile di Piave, noto per le sue posizioni No Vax: la sua lista ottiene il 5,13%, sufficiente per conquistare due seggi in Consiglio regionale.

Astensionismo in forte crescita: pesa l’effetto AIRE

L’affluenza registra un netto calo, influenzata in modo decisivo anche dagli oltre 370 mila iscritti all’AIRE in Veneto, una cifra che equivale alla somma degli elettori di due province: Belluno (circa 177 mila) e Rovigo (circa 195 mila).

Belluno è risultata la provincia con la partecipazione più bassa, appena il 35%, segno di un indebolimento dell’“effetto Zaia” che negli anni scorsi aveva trainato la mobilitazione.

Niente premio di maggioranza: opposizioni in crescita

Nonostante il successo, la coalizione guidata da Stefani supera di poco la soglia del 60%. Di conseguenza non scatta il premio di maggioranza previsto dalla legge elettorale regionale.

Il centrodestra passerà dunque dagli attuali 41 seggi a un numero compreso tra 32 e 36, con un conseguente rafforzamento delle opposizioni nella XII Legislatura.

Analisi territoriale: omogeneità per il centrodestra, resistenze nei grandi centri

L’analisi del voto mostra una diffusione omogenea del consenso per Stefani nella quasi totalità dei comuni veneti. Nel dettaglio:

  • Verona: Stefani registra la performance migliore, con percentuali vicine ai livelli record del 2020.

  • Vicenza: confermata la crescita del centrodestra, trend già evidenziato nelle Europee 2024.

  • Padova: il centrosinistra resta competitivo nei centri maggiori, ma il centrodestra recupera terreno rispetto alle europee.

  • Treviso: la lista Szumski supera il 10% in numerosi comuni, dato tra i più sorprendenti della tornata elettorale.

  • Rovigo: conferma un risultato molto elevato per la coalizione di Stefani.

  • Venezia e Padova città: il Partito Democratico si mantiene prima lista, pur senza incidere sull’esito complessivo.

Scritto da: Redazione

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