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Montanariello (Pd) contro gli aumenti dei treni: “Studenti e pendolari traditi dalla Regione”

today30 Dicembre 2025 51

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“È francamente vergognoso che la Giunta regionale parli di agevolazioni per studenti e pendolari mentre, ancora una volta, si aumenta il costo dei biglietti ferroviari a fronte di un servizio che non migliora”. È il duro commento del consigliere regionale Jonatan Montanariello (Partito Democratico) sull’ennesimo rincaro delle tariffe ferroviarie, che scatterà dal 1° gennaio 2026 con un aumento medio dell’1,6%.

Gli incrementi colpiscono in modo diretto studenti, lavoratori e pendolari, soprattutto chi viaggia verso Venezia. La tratta Venezia-Padova, lunga 31 km e percorsa quotidianamente da migliaia di studenti universitari, vedrà l’abbonamento mensile salire a 67,20 euro. Venezia-Treviso passa da 56,60 a 57,60 euro, mentre Venezia-Portogruaro arriva a 80,90 euro al mese. “Aumenti continui, euro dopo euro, che pesano su chi Venezia la vive e la tiene in piedi ogni giorno”, sottolinea Montanariello.

Il consigliere dem critica anche l’incongruenza tra gli investimenti annunciati e la realtà dei collegamenti: “Si parla di nuovi treni, ma i tempi di percorrenza restano invariati e in alcune tratte peggiorano. È il caso emblematico della Padova-Belluno, oggi oltre le due ore di viaggio nonostante l’elettrificazione della linea e i nuovi convogli. Un paradosso inaccettabile”.

Montanariello evidenzia inoltre la discrepanza tra le promesse elettorali e la realtà: “Questi aumenti sono nettamente incongruenti con quanto affermato dal Presidente della Regione in campagna elettorale, quando si parlava di sconti e sostegno agli studenti. Oggi, invece, gli studenti pagano di più per un servizio che non migliora, e Venezia continua a essere un nodo critico per chi si sposta quotidianamente”.

Il consigliere Pd respinge ogni giustificazione legata all’adeguamento Istat e sottolinea la responsabilità della Regione: “Il contratto di servizio appartiene alla Regione del Veneto. Non può limitarsi a fare il passacarte, annunciare agevolazioni e poi autorizzare aumenti. Dire una cosa e farne un’altra è una presa in giro per pendolari e studenti”.

Per Montanariello, la soluzione è chiara: “Serve un cambio di rotta immediato: stop agli aumenti senza miglioramenti reali, riduzione concreta dei tempi di percorrenza e vere agevolazioni per studenti e pendolari, in particolare verso Venezia. Il trasporto pubblico è un servizio essenziale e va governato con responsabilità, non usato come un bancomat”.

Scritto da: Redazione

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