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MUVE 2025 chiude con oltre 2,4 milioni di visitatori: crescita record per i Musei Civici di Venezia

today4 Gennaio 2026 29

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Si chiude con numeri più che positivi il 2025 per la Fondazione Musei Civici di Venezia. MUVE registra oltre 2 milioni e 400 mila visitatori complessivi tra musei e sedi espositive, confermando il trend di crescita già avviato nel 2024 e segnando un significativo +10,8% nel solo mese di dicembre rispetto all’anno precedente.

A trainare le presenze è ancora una volta Palazzo Ducale, che supera 1 milione e 300 mila visitatori, scelto soprattutto da italiani (23,1%) e statunitensi (19,7%). In crescita anche i Musei delle Isole, con Murano (+3%) e Burano (+5,6%) sempre più frequentati da un pubblico internazionale proveniente da Europa, Stati Uniti, Australia, Giappone e Cina. Un’offerta che nel 2025 si è ulteriormente ampliata con l’ingresso nella rete MUVE del Museo di Torcello, rafforzando gli itinerari culturali in laguna.

Segno positivo anche per i Musei del Settecento, guidati dal Museo di Palazzo Mocenigo (+5,6%), particolarmente apprezzati dal pubblico francese. Gli italiani confermano invece la preferenza per i musei dell’area Moderna e Contemporanea, come Ca’ Pesaro e Palazzo Fortuny, che nel 2025 ha celebrato i 50 anni dall’apertura, insieme al Museo di Storia Naturale, sempre più punto di riferimento per la divulgazione scientifica in città.

I musei civici si affermano sempre più come luoghi da vivere quotidianamente. Le caffetterie di Museo Correr, Ca’ Rezzonico e Ca’ Pesaro sono scelte non solo per la pausa pranzo, ma anche per studio e lavoro. Tra le novità più apprezzate l’Emeroteca dell’Arte, inaugurata a dicembre 2024, che ha subito registrato un grande interesse di pubblico. Molto partecipati anche gli eventi culturali, che riprendono a gennaio 2026 con nuovi appuntamenti tra incontri con artisti, curatori e rassegne letterarie.

Musei per tutti, sempre

Il 2025 conferma il successo delle attività educative: 2.600 iniziative firmate MUVE Education con oltre 45.000 partecipanti, progettate secondo criteri di massima accessibilità e in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030. Centrale anche la seconda edizione di Spark, la giornata dedicata all’educazione museale che ha coinvolto 100 professionisti a Ca’ Rezzonico.

Sul fronte dell’alta formazione, MUVE Academy ha coinvolto oltre 500 partecipanti tra corsi, seminari e conferenze. Per il 2026 sono attesi oltre 20 nuovi percorsi dedicati ai saperi artigianali, alla conservazione del patrimonio, alla sostenibilità culturale e alle pratiche educative.

Tra i servizi accessori più apprezzati si conferma Dog & Museum, che consente ai visitatori di affidare il proprio animale domestico a un dog-sitter professionista durante la visita. Dal gennaio 2025 sono 994 gli utenti che hanno scelto questo servizio (+17,2%).

Le grandi mostre e le novità del 2026

Il 2026 si apre con un calendario di grande rilievo. A Palazzo Ducale arriva Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari (6 marzo – 29 settembre 2026), mentre Ca’ Rezzonico ospiterà I Guardi dalla Collezione Gulbenkian (7 marzo – 8 giugno 2026).

Ampio spazio anche al contemporaneo: Ca’ Pesaro presenta la prima grande mostra veneziana di Jenny Saville (28 marzo – 22 novembre 2026), mentre il Museo Fortuny accoglierà la prima monografica italiana dedicata a Erwin Wurm (6 maggio – 22 novembre 2026).

Confermate anche nel 2026 le giornate di Musei in Festa, dedicate ai residenti dei 44 Comuni della Città Metropolitana di Venezia e di Mogliano Veneto.

A guardare al futuro sono anche i grandi investimenti: nel 2026 è attesa l’apertura della Casa delle Contemporaneità, del nuovo museo al Centro Candiani, oltre all’ampliamento del Museo del Vetro e agli interventi al Museo Correr.

«Il traguardo dei 2,4 milioni di visitatori non è solo un dato numerico – sottolinea la presidente MUVE Mariacristina Gribaudi – ma il risultato di un lavoro costante volto a rafforzare il legame con la comunità e con un pubblico sempre più internazionale».

Un risultato condiviso anche dal Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, che evidenzia come MUVE si confermi «motore di innovazione culturale per la città, grazie a una gestione solida che consente investimenti e progettualità di lungo periodo».

Scritto da: Redazione

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