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In seguito alla notizia del ricorso presentato da Costa Bioenergie alla Corte di Cassazione contro la sentenza del Consiglio di Stato, che aveva confermato la legittimità della revoca delle autorizzazioni per il deposito GPL a Chioggia, il Sindaco Mauro Armelao interviene per ribadire con fermezza la posizione dell’Amministrazione comunale.
La vicenda del deposito GPL, che si trascina da oltre dieci anni, ha già attraversato diversi gradi di giudizio. Dopo la bocciatura dei ricorsi presentati dalla società sia al TAR che al Consiglio di Stato, Costa Bioenergie ha ora deciso di impugnare la sentenza in Cassazione, contestando un presunto eccesso di potere giurisdizionale da parte del Consiglio di Stato.

«Ribadisco quanto già affermato in Consiglio comunale – sottolinea il Sindaco – l’area su cui insistono i cosiddetti “bomboloni” e l’impianto GPL, che non è mai entrato in funzione, non è di proprietà del Comune di Chioggia. Si tratta di un dato oggettivo, documentato e incontrovertibile».
L’Amministrazione comunale, spiega Armelao, sta lavorando con determinazione per arrivare a una soluzione definitiva che consenta il completo smantellamento dell’impianto. In questo percorso si sono già tenuti incontri con Costa Bioenergie, con l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale e con l’Agenzia del Demanio, al fine di individuare un percorso condiviso che metta ordine a una situazione complessa e irrisolta da anni.
Un punto centrale riguarda i costi dello smantellamento: «Nell’indennizzo finora riconosciuto alla società – precisa il Sindaco – non è compreso il costo per la rimozione dell’impianto, che potrebbe arrivare a circa 10 milioni di euro. Una cifra che il Comune non può sostenere, sia perché l’area non è comunale, sia perché le risorse dell’ente non consentono di far fronte a un onere di questa portata».
Nei prossimi giorni il primo cittadino incontrerà i legali del Comune e quelli dell’Autorità Portuale per definire una linea comune da portare avanti in sede giudiziaria. L’obiettivo, qualora la Cassazione decidesse di procedere, è che venga esplicitamente previsto anche il finanziamento delle operazioni di smantellamento, a tutela della collettività.
Alla luce del nuovo ricorso, il Sindaco chiederà inoltre un ulteriore incontro con l’Agenzia del Demanio e l’Autorità Portuale per fare il punto sulla situazione e ribadire con forza la contrarietà dell’Amministrazione comunale all’insediamento dell’impianto GPL nel territorio di Chioggia.
«Credo sia ormai chiaro a tutte le parti coinvolte – conclude Armelao – che l’impianto GPL non entrerà mai in funzione. La priorità resta lo smantellamento completo e la restituzione dell’area alla comunità, per un utilizzo compatibile con l’ambiente e con la sicurezza dei cittadini».
Scritto da: Redazione
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