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Stop al Reddito di cittadinanza: in Veneto crescono le pensioni di invalidità civile

today10 Gennaio 2026 1271 1

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Con la fine del Reddito di cittadinanza è aumentato il ricorso alle pensioni di invalidità civile? È una delle domande al centro dell’analisi diffusa dall’Ufficio studi della CGIA di Mestre, che fotografa la situazione in Veneto e nel resto d’Italia.

Al 31 dicembre 2024, in Veneto le pensioni di invalidità complessivamente erogate sono 246.500. Di queste, 44.884 sono prestazioni previdenziali e 201.616 pensioni di invalidità civile. Proprio queste ultime hanno registrato un aumento significativo negli ultimi anni: +6,3% tra il 2020 e il 2024, pari a 11.982 prestazioni in più, con una crescita più marcata nel periodo compreso tra il 2022 e il 2024.

L’incidenza complessiva delle pensioni di invalidità sulla popolazione veneta è pari al 5,1%, uno dei valori più bassi d’Italia insieme a Piemonte e Lombardia. La spesa sostenuta nel 2024 per le pensioni di invalidità civile in Veneto è stata stimata in 1,25 miliardi di euro, con un importo medio mensile di 507 euro.

Reddito di cittadinanza e pensioni di invalidità: c’è un legame?

Secondo la CGIA, stabilire una correlazione diretta tra la cancellazione del Reddito di cittadinanza e l’aumento delle pensioni di invalidità civile non è possibile dal punto di vista statistico. Le due misure, infatti, hanno finalità differenti: il Reddito di cittadinanza era uno strumento di contrasto alla povertà e di inclusione lavorativa, mentre le pensioni di invalidità tutelano persone con limitazioni fisiche o psichiche riconosciute.

Tuttavia, l’abolizione del Reddito di cittadinanza ha lasciato scoperta una parte della popolazione con difficoltà occupazionali strutturali. In questo contesto, l’accesso alle pensioni di invalidità civile potrebbe aver rappresentato, per alcune famiglie, l’unica forma di sostegno economico disponibile. Un’ipotesi che resta aperta, soprattutto in alcune aree del Paese.

Le differenze regionali e provinciali

A livello nazionale, la regione con l’incidenza più alta di pensioni di invalidità sul totale degli abitanti è la Calabria, con il 13,2%, seguita da Puglia (11,6%), Umbria (11,3%) e Sardegna (10,7%). In coda alla classifica, con il valore più basso, si trovano Piemonte, Lombardia e Veneto, tutte al 5,1%.

Guardando alle province, il dato più elevato si registra a Reggio Calabria con quasi 15 prestazioni ogni 100 abitanti, seguita da Lecce e Crotone. In Veneto, la situazione più critica riguarda Rovigo, con 6,5 prestazioni ogni 100 residenti, seguita da Venezia (5,86) e Belluno (5,59).

Spesa nazionale e trend di crescita

Nel 2024 la spesa complessiva nazionale per le pensioni di invalidità civile ha raggiunto i 21 miliardi di euro, con quasi la metà delle risorse destinate alle regioni del Mezzogiorno. La Campania è la regione con la spesa più elevata (2,73 miliardi), seguita da Lombardia e Lazio.

Per quanto riguarda l’andamento nel tempo, la regione che ha registrato l’aumento percentuale più alto tra il 2020 e il 2024 è la Puglia (+14,1%), seguita da Basilicata e Calabria. Il Veneto si colloca al nono posto a livello nazionale, confermando una crescita più contenuta rispetto ad altre aree del Paese.

Scritto da: Redazione

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