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Dati complessivamente positivi per il turismo veneto durante le festività natalizie, con la montagna che si conferma la meta più scelta dai vacanzieri invernali, seguita dalle città d’arte e dal comparto termale. È quanto emerge dagli ultimi rilevamenti dell’Osservatorio del Turismo Regionale Veneto Federato, che fotografa l’andamento dell’occupazione alberghiera nel periodo tra Natale, Capodanno ed Epifania.
La domanda turistica appare sempre più selettiva e concentrata nei periodi di punta, ma il sistema turistico regionale dimostra una buona capacità di tenuta. La settimana di Capodanno si conferma infatti la più gettonata, con una crescita diffusa del tasso di occupazione delle camere rispetto al 2024, in particolare per montagna e città d’arte.
In testa alle preferenze si conferma il turismo montano, con dati in linea con la stagione 2024-2025. Se la settimana di Natale 2025 registra un’occupazione del 64%, in lieve calo rispetto all’anno precedente, è la settimana di Capodanno a segnare un deciso rialzo, raggiungendo l’82,5%. Un risultato che rafforza il ruolo centrale della montagna nella stagione invernale veneta.
Buona anche la performance delle città d’arte, che si attestano come seconda meta più scelta. Durante la settimana di Natale l’occupazione media è stata intorno al 50%, in lieve flessione rispetto al 2024, mentre a Capodanno si è registrata una crescita fino al 66%, confermando l’attrattività dei centri urbani, sostenuta da eventi e soggiorni di breve durata.
Si mantiene solido, seppur con valori in diminuzione rispetto allo scorso anno, il comparto termale. L’occupazione parte dal 68% nella settimana di Natale e cresce fino all’83% tra Capodanno ed Epifania, dimostrando una buona capacità di recupero nella seconda parte delle festività.
“Complessivamente i dati ci indicano che il comparto turistico veneto è in salute, e i primi numeri sull’andamento delle vacanze natalizie lo confermano”, afferma Lucas Pavanetto, vicepresidente della Regione del Veneto e assessore al Turismo. “Ora è importante guardare al nuovo anno in una logica di consolidamento della governance e di concreta attuazione della visione strategica del turismo veneto”.
Secondo Pavanetto, il settore sta vivendo una trasformazione strutturale dei comportamenti dei viaggiatori, sempre più orientati alla qualità dell’esperienza, all’autenticità e alla sostenibilità reale. “Non si tratta di mode – sottolinea – ma di traiettorie strutturali che richiedono visione strategica, coordinamento e capacità di gestione”.
Il vicepresidente evidenzia il ruolo centrale delle Organizzazioni di Gestione delle Destinazioni (OGD) come strumenti fondamentali di governance territoriale e di destination management. “Il passaggio da un approccio puramente promozionale a uno integrato è cruciale per affrontare le nuove sfide del turismo”.
“Il 2026 – conclude Pavanetto – premierà chi saprà orientarsi meglio, tenendo insieme visione strategica e gestione operativa, innovazione e identità territoriale. Per il Veneto la sfida è trasformare una ricchezza turistica ampia e articolata in un sistema coerente, capace di generare valore duraturo per comunità, imprese e visitatori”.
Scritto da: Redazione
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