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Festa delle Marie 2026: sabato 31 gennaio alla Scuola Grande San Giovanni Evangelista la selezione delle 12 protagoniste del Carnevale di Venezia

today30 Gennaio 2026 71

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Venezia si prepara a vivere uno degli appuntamenti più suggestivi e simbolici del Carnevale: la Festa delle Marie 2026, una tradizione che unisce storia, cultura e nuove generazioni, rinnovando ogni anno il profondo legame della città con il proprio passato.

Il primo grande momento è in programma sabato 31 gennaio, a partire dalle ore 15, nelle eleganti sale della Scuola Grande San Giovanni Evangelista, dove la giuria selezionerà le 12 ragazze protagoniste del Carnevale di Venezia 2026. Tra loro verrà poi eletta la nuova Maria del Carnevale, che raccoglierà l’eredità di Elena Sofia Cesca, Maria dell’Anno 2025.

Il concorso, rilanciato nel 1999 da Bruno Tosi e oggi guidato con passione da Maria Grazia Bortolato, giunge quest’anno alla sua 27ª edizione, inserendosi in un contesto particolarmente significativo: quello dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano-Cortina 2026.

Come da tradizione, le 12 Marie indosseranno preziosi abiti ispirati ai capolavori di Tiziano, realizzati dallo stilista Francesco Briggi dell’Atelier Pietro Longhi. La Maria dell’Anno, che verrà proclamata il 16 febbraio nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice, sfoggerà invece un abito speciale, attualmente in fase di creazione, ispirato anche al tema ufficiale del Carnevale 2026: “Olympus – Alle origini del gioco”, una celebrazione del valore universale del gioco e dello sport nell’anno olimpico.

Lo scorso anno Elena Sofia Cesca aveva sfilato con un abito fortemente simbolico, capace di fondere elementi maschili e femminili. Il colore azzurro richiamava Venezia e si ispirava all’abito indossato da Giacomo Casanova al momento del suo arresto: un dettaglio che, secondo la leggenda, gli permise di uscire dal Palazzo Ducale scambiato per un visitatore.

Il percorso delle 12 Marie proseguirà con una serie di appuntamenti molto amati dal pubblico:

  • sabato 7 febbraio si terrà il tradizionale corteo acqueo in gondola lungo il Canal Grande;

  • martedì 17 febbraio la nuova Maria del Carnevale 2026 sarà presentata ufficialmente in Piazza San Marco.

Oltre alla Maria dell’Anno, durante la serata del 16 febbraio alla Fenice verrà eletta anche la Maria dei lettori de “Il Gazzettino”.

La giuria che sceglierà prima le 12 Marie e poi la vincitrice finale sarà presieduta dal direttore artistico del Carnevale di Venezia, Massimo Checchetto, e composta da numerose personalità del mondo della cultura, dello spettacolo e dell’imprenditoria:

  • Claudia Marchiori – Maria dell’Anno 2016 e attrice

  • Cristina Scarpa – Direttore eventi Scuola Grande San Giovanni Evangelista

  • Gianandrea Seguso – Vetri d’arte Seguso 1397

  • Eleonora Fuser – attrice e operatrice culturale

  • Giovanni Giusto – consigliere delegato alla Tutela delle tradizioni del Comune di Venezia

  • Roberto Papetti – direttore de “Il Gazzettino”

  • Paolo Polato – direttivo nazionale Adusbef

  • Andrea Favaretto Rubelli – presidente sezione industrie tessili e AD Rubelli

  • Claudio Vernier – commerciante e direttore Al Todaro

  • Francesco Briggi – stilista Atelier Pietro Longhi

  • Marco Ramot – Area Manager Nord Italia Costa Crociere

  • Sir Oliver Skardy – cantante e fondatore dei Pitura Freska

La Festa delle Marie affonda le sue radici in una delle tradizioni più antiche della Repubblica di Venezia, risalente all’inizio del IX secolo. Ogni 2 febbraio, giorno della Purificazione di Maria, dodici giovani del popolo ricevevano la benedizione nuziale nella chiesa di San Pietro di Castello, sostenute dallo Stato e dalle famiglie patrizie attraverso le doti custodite nelle celebri arcelle.

Secondo la leggenda, nell’844 o nel 946 un gruppo di pirati dalmati rapì le fanciulle durante la cerimonia. Il Doge guidò personalmente l’inseguimento, riuscendo a liberarle nei pressi di Caorle, nel luogo che ancora oggi è ricordato come porto delle donzelle. Da questo episodio nacque una tradizione secolare di celebrazioni, regate e feste popolari.

Con il passare del tempo la festa perse il suo significato originario e le giovani spose furono sostituite dalle celebri Marie de tola, sagome di legno dipinto. Dopo secoli di declino, la manifestazione è tornata a splendere dal 1999, diventando nuovamente uno degli eventi più identitari e amati del Carnevale veneziano.

Scritto da: Redazione

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