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Giorno del Ricordo, Chioggia celebra il 10 febbraio le vittime delle foibe e l’esodo giuliano-dalmata

today4 Febbraio 2026 83

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Anche Chioggia renderà omaggio al Giorno del Ricordo il prossimo 10 febbraio, in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e delle drammatiche vicende legate al confine orientale nel secondo dopoguerra.

L’amministrazione comunale ha diffuso il programma ufficiale delle celebrazioni, che vedranno la partecipazione delle autorità civili, militari e religiose, degli studenti e della Banda Musicale Cittadina.

La cerimonia avrà inizio alle ore 11.00 con l’arrivo delle autorità di fronte al Palazzo Municipale in Corso del Popolo. Alle 11.15 è previsto l’alzabandiera presso il pennone di Piazzetta XX Settembre.

A seguire si terranno le allocuzioni ufficiali presso la Loggia dei Bandi, quindi la deposizione di una corona d’alloro al monumento ai caduti e un’ulteriore deposizione sulla lapide in ricordo dei Martiri delle Foibe, situata nel piazzale all’Isola dell’Unione.

Il momento commemorativo sarà accompagnato dal trombettista della Banda Musicale Cittadina e dagli alunni dell’Istituto Comprensivo Sottomarina Nord. L’amministrazione invita tutta la cittadinanza a partecipare.

In occasione della ricorrenza è previsto anche un momento di approfondimento culturale rivolto alle scuole. Il 6 febbraio alle ore 10.00, presso l’Auditorium San Nicolò, andrà in scena lo spettacolo “Sorelle” del Teatro Laboratorio, in collaborazione con Arteven, dedicato alle classi delle scuole secondarie di secondo grado che hanno aderito all’iniziativa.

Il sindaco di Chioggia, Mauro Armelao, ha sottolineato l’importanza della commemorazione:

«Il 10 febbraio ci invita a non dimenticare le sofferenze patite da migliaia di nostri connazionali, costretti ad abbandonare le loro terre, le loro case, la loro identità, vittime di violenze e persecuzioni. Ricordare il sacrificio di questi italiani è un dovere morale e civile. Questi fatti, troppo a lungo rimasti nell’oblio, devono continuare a scuotere le nostre coscienze».

Scritto da: Redazione

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