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Delfino nel Bacino di San Marco: avviato il monitoraggio scientifico tra Comune di Venezia, Musei Civici e Università di Padova

today11 Febbraio 2026 61

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Un delfino che sceglie Venezia come casa e una città che risponde con scienza, tutela e collaborazione istituzionale. È nato così il progetto di monitoraggio dedicato al delfino “ospite” nel Bacino di San Marco, promosso dal CERT dell’Istituto di Biomedicina dell’Università di Padova, dal Comune di Venezia e dalla Fondazione Musei Civici attraverso il Museo di Storia Naturale Giancarlo Ligabue.

Lo scorso 27 gennaio si è svolta la prima uscita congiunta per osservare l’esemplare che da alcuni mesi frequenta le acque del centro storico veneziano. L’iniziativa ha visto lavorare fianco a fianco il personale scientifico del CERT e del Museo, con il supporto operativo della Protezione Civile del Comune di Venezia. È stato così avviato un programma di osservazione periodica, alternato settimanalmente tra i due istituti, con l’obiettivo di raccogliere dati sul comportamento, lo stato di salute e le interazioni dell’animale con l’ambiente urbano lagunare.

Questa mattina, martedì 10 febbraio, il monitoraggio è stato nuovamente affidato al Museo di Storia Naturale, con il sostegno logistico e tecnico della Protezione Civile attraverso mezzi ed equipaggi dedicati. Durante due ore di osservazione, gli esperti hanno seguito l’animale applicando rigorosi protocolli scientifici, registrando la frequenza e la durata delle immersioni, la posizione nello specchio acqueo e il grado di interazione con le imbarcazioni in transito. La documentazione fotografica e video ha consentito di verificare l’assenza di ferite o segni di sofferenza.

Secondo quanto riferito da Marco Bonato dell’Università di Padova, il monitoraggio scientifico conferma che il delfino è in buona salute e non presenta criticità comportamentali. La registrazione dei suoni tramite idrofono ha permesso di valutare positivamente l’orientamento e l’attività di caccia. L’identificazione avviene attraverso la documentazione fotografica della pinna dorsale, una sorta di “impronta digitale” unica per ciascun esemplare. Le ferite riscontrate nei mesi precedenti risultano completamente rimarginate e non sono stati rilevati segnali di stress significativo.

L’animale, un tursiope, ha dimostrato una notevole capacità di adattamento a un ambiente altamente antropizzato come quello del Bacino di San Marco, caratterizzato da intenso traffico navale e dalla presenza di numerose imbarcazioni di linea e diporto. Proprio per questo, le autorità stanno valutando attentamente ogni dato raccolto, al fine di garantire il miglior equilibrio possibile tra la sicurezza del delfino e le esigenze della navigazione urbana.

Parallelamente all’attività scientifica, in vista della stagione primaverile sono previste iniziative di comunicazione e sensibilizzazione rivolte a cittadini, diportisti e visitatori, per promuovere comportamenti responsabili in acqua e favorire una convivenza sicura con l’animale.

«Le iniziative in programma intendono prevenire potenziali problemi e favorire un clima di pacifica convivenza con l’animale, che è diventato ormai un residente in più del centro cittadino – dichiara Luca Mizzan, responsabile del Museo di Storia Naturale – Venezia vuole dimostrare che una presenza imprevista può diventare un’occasione di educazione ambientale per cittadini e ospiti internazionali. È la dimostrazione che una città sorta in mezzo all’acqua può trasformare ogni nuova sfida in un’opportunità di adattamento virtuoso, nel peculiare equilibrio tra uomo e ambiente sviluppato nei secoli».

Anche la Protezione Civile conferma il proprio impegno nel progetto. «Grazie alla disponibilità dei volontari dei Gruppi comunali, assicuriamo un indispensabile supporto logistico al monitoraggio promosso dal Comune e dalla Fondazione Musei Civici, in collaborazione con l’Università di Padova – spiega il dirigente Francesco Vascellari – Sono previste azioni di sensibilizzazione per prevenire criticità e favorire una convivenza sicura. Si tratta di un esempio concreto di collaborazione istituzionale per la tutela della fauna nel contesto urbano lagunare».

Attraverso questa iniziativa, Venezia conferma la propria capacità di trasformare una situazione inattesa in un’opportunità di conoscenza e dialogo tra scienza, istituzioni e comunità, nel segno della tutela della biodiversità e del rispetto dell’ambiente marino urbano.

Scritto da: Redazione

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