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Un passo barca per il Brenta: l’idea per collegare Sottomarina a Isola Verde

today13 Febbraio 2026 108

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Un’idea innovativa per il territorio clodiense arriva da Gianni Boscolo Moretto: un passo barca tra Sottomarina e Isola Verde, che permetta di evitare la trafficata e pericolosa Strada Statale 309 Romea, collegando i due litorali in modo sicuro e sostenibile.

L’iniziativa si inserisce nel solco dei passi barca finanziati dalla Regione Veneto, annunciati dall’assessore al Turismo Lucas Pavanetto, che prevedono per il 2026 nuovi collegamenti tra Lignano e Bibione e tra Rosolina e Porto Viro. Questi servizi consentono il trasporto di persone e biciclette attraverso i fiumi, offrendo un’esperienza turistica unica e una mobilità integrata più sostenibile.

«Una soluzione che si sposerebbe perfettamente anche al contesto del Brenta – spiega Boscolo Moretto – in attesa di una viabilità alternativa alla Romea e del nuovo ponte, potremmo collegare Sottomarina e Isola Verde, evitando che famiglie e ciclisti percorrono la strada pericolosa. Sarebbe un segnale importante per valorizzare il territorio e renderlo competitivo con realtà vicine».

Secondo il presidente di Gebis, il collegamento temporaneo tra Sottomarina e Isola Verde permetterebbe di creare un anello ciclabile inseribile nella ciclovia Ven.To, garantendo sicurezza, economicità e praticità. «Un turista in bici potrebbe partire da Sottomarina, raggiungere Isola Verde, proseguire verso Rosolina, Albarella e Porto Levante, sfruttando i passi barca e godendosi scorci unici del territorio», aggiunge Boscolo Moretto.

«Il modello dei passi barca finanziati dalla Regione dimostra quanto la mobilità integrata possa diventare una leva di sviluppo territoriale», sottolinea Boscolo Moretto. Un collegamento stabile tra Sottomarina e Isola Verde ridurrebbe il traffico veicolare durante l’alta stagione, migliorerebbe la fruibilità ciclabile del litorale e valorizzerebbe l’area lagunare del Brenta-Adige.

Non si tratterebbe solo di un servizio di trasporto: il passo barca diventerebbe un’infrastruttura leggera capace di coniugare turismo balneare, natura e mobilità dolce, ampliando l’offerta esperienziale e distribuendo i flussi in maniera equilibrata. La collaborazione con associazioni e imprese locali potrebbe inoltre rafforzare l’identità unitaria del litorale clodiense, aumentando competitività e attrattività turistica.

Scritto da: Redazione

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