Ascoltatori:
Ascoltatori di punta:
play_arrow
Radio Clodia play your music
play_arrow
Servizio Civile e donazione di sangue: l’intervista a AVIS Chioggia Radio Clodia
play_arrow
Dentro il consiglio: Le ultimissime dal Consiglio Comunale di Chioggia Radio Clodia
play_arrow
FishNoWaste: l’intervista a Elisa Velestrini su Radio Clodia Radio Clodia
play_arrow
Dentro il consiglio: Le ultimissime dal Consiglio Comunale di Chioggia Radio Clodia
play_arrow
Chioggia, Armelao traccia il bilancio del 2025 e anticipa le novità del 2026 Radio Clodia
play_arrow
Dentro il consiglio: Le ultimissime dal Consiglio Comunale di Chioggia Radio Clodia
play_arrow
La presidente dell'Associazione Artigiani Chioggia Francesca Moschetta ospite su Radio Clodia Radio Clodia
play_arrow
Sport Live | Puntata del 11 novembre 2025 Radio Clodia
play_arrow
Oscar Nalesso presenta l'undicesima edizione di 7 Mari Radio Clodia
play_arrow
Dentro il consiglio: Le ultimissime dal Consiglio Comunale di Chioggia Radio Clodia
Alle già note difficoltà di Isola Verde, storicamente esposta agli effetti delle mareggiate violente, si aggiunge ora un nuovo problema: l’insabbiamento progressivo della foce dell’Adige, che complica la vita di chi lavora nella zona e crea rischi per la navigazione.
L’erosione della costa nella parte sud del litorale, l’accumulo di sabbia alla foce e le difficoltà operative della darsena “Marina Foce Adige” sono legati a uno stesso squilibrio tra mare, fiumi e opere costiere. Negli anni, Regione e Genio civile sono intervenuti con interventi di ripascimento protetto, combinando sabbia nuova con scogliere e barriere per attenuare l’energia delle onde. Tuttavia, gli eventi di bora e scirocco continuano a erodere il fronte mare.
Le opere strutturali già realizzate – come le barriere frangiflutti a Isola Verde e la diga soffolta a Sottomarina – mitigano l’azione delle onde, ma modificano anche i flussi naturali di sabbia lungo la costa. In alcuni tratti questo favorisce accumuli di sabbia, in altri accentua l’erosione o causa insabbiamenti localizzati.
«Alla foce dell’Adige, e in particolar modo nell’ingresso delle darsene, si sommano due effetti», spiega il presidente di Gebis Chioggia Spiagge, Gianni Boscolo Moretto. «I sedimenti che arrivano dal fiume si uniscono a quelli trasportati dal moto ondoso lungo la costa. Gli studi su casi analoghi dimostrano che spesso gran parte dell’insabbiamento dei porticcioli deriva dai sedimenti mossi dalle onde, più che dagli apporti diretti del fiume».
Boscolo Moretto sottolinea l’urgenza di una cabina di regia unica che coinvolga Regione, Comune, Genio civile e categorie economiche per affrontare l’erosione e l’insabbiamento in modo coordinato. «Servirebbe un piano stabile di monitoraggio morfologico – spiagge, fondali alla foce e canali di accesso – e interventi programmati. Dragaggi e ripascimenti non possono essere solo emergenziali, ma devono seguire una logica di sistema. La difesa delle spiagge e l’accessibilità delle darsene non sono problemi privati, ma questioni di tutela ambientale e sicurezza della navigazione».
Attualmente, è in corso un nuovo intervento di ripascimento a Isola Verde, con migliaia di metri cubi di sabbia destinati a rinforzare le spiagge più colpite. Gli operatori avvertono però che fino a quando il sistema non sarà stabilizzato, questi interventi resteranno puramente manutentivi. La soluzione definitiva richiede continuità, tempi certi e una programmazione pluriennale.
Scritto da: Redazione
darsena Marina Foce Adige erosione Isola Verde Foce Adige Genio civile ripascimento spiagge tavolo tecnico Regione