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La situazione internazionale, segnata anche dalla guerra in Iran, cambia le abitudini di viaggio degli italiani in vista delle festività pasquali, spingendo sempre più verso il turismo di prossimità. A prevalere sono scelte all’insegna della tranquillità, del contatto con la natura e della valorizzazione della buona cucina locale.
Secondo un’analisi di Coldiretti Terranostra e Campagna Amica, sono oltre 700mila le presenze attese negli agriturismi italiani tra pernottamenti e pasti durante il periodo pasquale. Parallelamente, più di due milioni di italiani rinunciano a viaggiare all’estero, mentre il 44% sceglie di restare all’interno della propria regione, complice anche l’incertezza globale e l’aumento dei costi legati agli spostamenti.
In questo scenario, il Veneto si distingue con numeri ancora più positivi rispetto alla media nazionale. Nel 2025 il comparto agrituristico regionale ha registrato 486mila arrivi e 1,37 milioni di presenze, segnando una crescita del +5,37% negli arrivi e del +5,26% nelle presenze rispetto all’anno precedente. Dati superiori all’andamento complessivo del turismo regionale, fermo a +2,3% negli arrivi e +0,9% nelle presenze.
Nel complesso, il turismo veneto raggiunge i 22,27 milioni di arrivi e 74,16 milioni di presenze, confermando il ruolo sempre più centrale del turismo rurale all’interno dell’offerta regionale.
“L’agriturismo veneto sta vivendo una fase di crescita strutturale, superiore alla media nazionale, grazie a un’offerta sempre più orientata all’esperienza e alla qualità – sottolinea Diego Scaramuzza –. Non si tratta più solo di ospitalità, ma di un sistema integrato che valorizza territorio, produzioni locali e relazioni umane”.
Il turismo rurale in Veneto si caratterizza per una forte presenza straniera, che rappresenta il 54% degli arrivi e il 58% delle presenze, con visitatori provenienti soprattutto dal Nord Europa e una crescita significativa dagli Stati Uniti. Allo stesso tempo si registra una ripresa importante anche del turismo italiano, con un aumento del +6,2% degli arrivi e un contributo rilevante degli stessi veneti.
La permanenza media si attesta sui 2,83 giorni, confermando una domanda orientata a soggiorni brevi ma intensi, all’insegna dell’autenticità.
“È cambiato il modo di viaggiare – prosegue Scaramuzza –. I turisti cercano esperienze vere, legate al cibo, al territorio e al contatto diretto con chi produce. Il Veneto riesce a rispondere a questa domanda con una rete di aziende agrituristiche che rappresentano un’eccellenza diffusa e riconosciuta”.
La tendenza nazionale verso le vacanze di prossimità rafforza quindi un modello già consolidato in regione, dove l’agriturismo si conferma uno strumento strategico non solo per attrarre visitatori, ma anche per destagionalizzare i flussi e valorizzare le aree rurali meno conosciute.
“Le campagne venete sono diventate una destinazione privilegiata per chi cerca sicurezza, benessere e identità territoriale – conclude Scaramuzza –. L’agriturismo è oggi uno dei pilastri della competitività turistica regionale e contribuisce in modo concreto a rafforzare il legame tra agricoltura, territorio e accoglienza”.
A livello nazionale, il settore agrituristico conta oltre 26mila strutture attive, con più di 310mila posti letto e oltre 540mila coperti, confermando un comparto in continua crescita che trova nelle esperienze autentiche e nella qualità dell’enogastronomia il suo principale punto di forza.
A supporto della promozione del turismo rurale veneto si inserisce anche il progetto audiovisivo “Veneto, Terranostra”, realizzato con il contributo di Unioncamere del Veneto, che racconta un volto inedito della regione attraverso paesaggi, borghi e aziende agricole. Un’iniziativa pensata per valorizzare l’identità delle campagne e rafforzare l’attrattività dei territori, anche grazie a strumenti innovativi capaci di avvicinare sempre più visitatori a un’esperienza autentica e sostenibile.
Scritto da: Redazione
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