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Si apre in un contesto già critico la stagione irrigua nel Delta del Po, con preoccupazioni legate alla disponibilità d’acqua e al rischio di salinizzazione dei terreni agricoli.
In questi giorni sono in corso alla foce del fiume Adige le operazioni di montaggio della barriera antisale, un intervento necessario – dopo la manutenzione invernale – per contrastare la risalita del cuneo salino e garantire l’approvvigionamento di acqua dolce alle campagne.
Tuttavia, la situazione idrica attuale desta forte preoccupazione: la portata dell’Adige, rilevata a Boara Pisani, è scesa a 79 metri cubi al secondo, al di sotto della soglia di sicurezza degli 80 mc/s necessaria per assicurare la piena efficacia della barriera. Un dato che evidenzia una condizione di fragilità già all’inizio della stagione irrigua.
A complicare ulteriormente il quadro, anche i costi sostenuti dal Consorzio di Bonifica Delta del Po, che ha dovuto affrontare una spesa straordinaria di circa 80 mila euro per riparare i danni causati dai detriti accumulati nella scorsa stagione.
Nonostante il ripristino dell’infrastruttura, il basso livello del fiume rappresenta un elemento di forte criticità per il comparto agricolo, con il rischio concreto che l’intrusione di acqua salata comprometta le coltivazioni.
In questo contesto, particolare attenzione è rivolta all’area di Sant’Anna, nel territorio di Chioggia, una zona strategica situata tra le foci dei fiumi Brenta e Adige.
Si tratta dell’unità territoriale più settentrionale del Consorzio e dell’unica ricadente nella provincia di Venezia, caratterizzata da terreni sabbiosi altamente vocati all’orticoltura d’eccellenza. Qui si coltivano prodotti di pregio, tra cui il radicchio, simbolo della produzione locale.
Cuore del sistema idraulico della zona è l’idrovora Busiola, uno degli impianti più importanti del Consorzio, fondamentale per garantire l’irrigazione e la sopravvivenza delle colture.
Con l’arrivo di aprile la stagione irrigua entra nel vivo, anche se in quest’area non si interrompe mai completamente, proseguendo in parte anche durante i mesi invernali per sostenere i cicli produttivi, in particolare quelli del radicchio.
L’avvio del 2026, però, si presenta particolarmente complesso: la scarsità d’acqua e il rischio di salinizzazione rendono incerto l’andamento della stagione agricola, con possibili ripercussioni su un comparto fondamentale per l’economia locale.
Scritto da: Redazione
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