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Ryanair: operativo record in Veneto per l’estate 2026 con 83 rotte e 5 nuove destinazioni

today15 Aprile 2026 59

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Ryanair, la compagnia aerea n.1 in Italia, ha annunciato un operativo record per l’estate 2026 negli aeroporti del Veneto, confermando una forte espansione della propria presenza a Venezia, Verona e Treviso.

Il piano prevede un totale di 83 rotte, comprese 5 nuove destinazioni estive, e un traffico stimato di 7,2 milioni di passeggeri all’anno.

Le nuove rotte dell’estate 2026

Le nuove connessioni annunciate includono:

  • Da Venezia: Budapest, Siviglia e Alicante (con avvio previsto a settembre)
  • Da Verona: Tirana e Trapani-Marsala

Questi collegamenti si aggiungono a una rete già ampia che consolida il ruolo del Veneto come uno dei principali hub del traffico low cost in Italia.

Investimento e flotta basata in Veneto

L’operativo sarà supportato da 6 aeromobili basati nella regione, di cui 4 a Venezia e 2 a Treviso, per un investimento complessivo dichiarato di 600 milioni di dollari.

Secondo i dati diffusi dalla compagnia, il piano contribuirà anche al sostegno di circa 5.500 posti di lavoro, tra diretto e indotto, oltre a favorire la crescita del turismo inbound durante tutto l’anno.

L’espansione secondo Ryanair

Ryanair ha sottolineato come la crescita in Veneto sia il risultato della collaborazione con gli operatori aeroportuali locali e della domanda crescente di collegamenti a tariffe competitive.

Fabrizio Francioni, Head of Communications Italy della compagnia, ha evidenziato che l’operativo rappresenta “il più grande di sempre” per la regione, con oltre 5,2 milioni di posti disponibili a basse tariffe su 83 rotte.

Il manager ha inoltre ribadito l’importanza di un contesto fiscale più competitivo per sostenere l’espansione del trasporto aereo in Italia, criticando l’impatto dell’addizionale municipale sui costi dei biglietti.

Il tema delle tasse aeroportuali

Nel suo intervento, Ryanair ha nuovamente sollecitato Governo e Regioni a intervenire sull’addizionale municipale, ritenuta un freno alla crescita del traffico aereo rispetto ad altri Paesi europei che hanno ridotto o eliminato tasse simili.

La compagnia ha citato come esempi virtuosi alcune regioni italiane — tra cui Abruzzo, Calabria, Friuli-Venezia Giulia, Sicilia ed Emilia-Romagna — dove la riduzione delle tasse avrebbe favorito un incremento significativo del traffico.

Secondo le stime della compagnia, una possibile abolizione su scala nazionale potrebbe generare una crescita fino a 80 milioni di passeggeri annui, oltre 15.000 nuovi posti di lavoro e l’introduzione di 250 nuove rotte in Italia.

Scritto da: Redazione

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