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Ponte del Primo Maggio, in Veneto lavorano quasi 280mila persone: turismo da record ma senza sosta

today2 Maggio 2026 129 5

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Il ponte del Primo Maggio si conferma uno degli appuntamenti più importanti della primavera per il turismo, con oltre 500mila veneti pronti a concedersi qualche giorno di relax tra mare, montagna e città d’arte. Ma mentre una parte della popolazione si sposta per le vacanze, un’altra continua a lavorare.

Secondo un’elaborazione dell’Ufficio studi della CGIA di Mestre su dati Istat, sono infatti quasi 280mila i lavoratori veneti impegnati anche in questo fine settimana festivo. Un numero significativo, che racconta il volto meno visibile delle festività.

Si tratta di una platea ampia e trasversale: dagli addetti al turismo e alla ristorazione fino a chi opera nei trasporti, nella sanità, nella sicurezza e nell’informazione. Ma anche lavoratori dell’agricoltura, del commercio e dell’industria a ciclo continuo. In sostanza, mentre molti si fermano, c’è chi garantisce il funzionamento dei servizi essenziali e dell’intero sistema economico.

Veneto tra le regioni con più lavoratori attivi nei festivi

A livello nazionale, sono circa 3,5 milioni i dipendenti che lavorano anche durante le festività. Il Veneto, con 278.600 addetti, si colloca tra le regioni con i numeri più alti in termini assoluti, dietro a Lombardia e Lazio.

Tuttavia, se si guarda all’incidenza percentuale sul totale dei lavoratori, la regione si posiziona nelle ultime posizioni della classifica nazionale, con il 15,6%. Un dato influenzato dalla forte presenza del settore manifatturiero, che incide più che in altre regioni a vocazione turistica.

Italia sotto la media europea

Il fenomeno del lavoro festivo è diffuso in tutta Europa, ma l’Italia si colloca sotto la media. Nel 2025, infatti, la quota di lavoratori impiegati durante le festività nel nostro Paese è stata del 17,8%, contro una media UE del 20,3%.

Percentuali decisamente più elevate si registrano nei Paesi del Nord Europa, con picchi nei Paesi Bassi, a Malta e in Danimarca.

Le professioni che non si fermano

La CGIA ha inoltre stilato un lungo elenco delle professioni che restano operative anche nei giorni festivi. Tra queste figurano medici, infermieri, forze dell’ordine, vigili del fuoco, ma anche baristi, camerieri, albergatori, cuochi, trasportatori, giornalisti, operatori ecologici e lavoratori dello spettacolo.

Un esercito silenzioso che consente a turisti e cittadini di vivere normalmente anche nei giorni di festa.

Il costo invisibile del lavoro festivo

Se per molti le festività rappresentano un momento di pausa, per altri sono giornate di lavoro spesso più intense del normale. La CGIA evidenzia anche il cosiddetto “costo invisibile” del lavoro festivo: la rinuncia al tempo con la famiglia, la difficoltà di conciliare vita privata e lavoro e una sorta di disallineamento rispetto ai ritmi della società.

Una condizione che può incidere nel lungo periodo sulla qualità della vita e sulle relazioni sociali.

Per questo, secondo l’associazione, il tema non riguarda tanto il “se” lavorare nei festivi, quanto il “come”: turnazioni equilibrate, incentivi adeguati e un reale riconoscimento del sacrificio rappresentano elementi fondamentali per garantire sostenibilità e dignità al lavoro nei giorni di festa.

Scritto da: Redazione

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