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La situazione delle risorse idriche in Veneto richiede “attenzione e senso di responsabilità”, ma senza allarmismi. A fare il punto sul quadro attuale è l’assessore regionale all’Ambiente e al Clima, Elisa Venturini, che ha illustrato l’andamento delle riserve d’acqua in Veneto, evidenziando criticità nei principali corsi d’acqua e un dato definito storico per il fiume Adige.
Secondo i dati raccolti dalla Regione del Veneto, nell’ultimo mese le precipitazioni sono state inferiori rispetto alla media stagionale: è piovuto circa il 25% in meno rispetto ai valori medi registrati negli ultimi trent’anni.
“I dati in nostro possesso ci mostrano una situazione che richiede grande attenzione e senso di responsabilità da parte di tutti – spiega l’assessore Elisa Venturini –. Il terreno e i nostri bacini non hanno ricevuto l’apporto d’acqua sufficiente per affrontare con serenità la stagione calda ormai alle porte”.
Il quadro regionale evidenzia una flessione nei livelli dei principali fiumi veneti. Piave e Brenta stanno registrando portate inferiori alla norma e si avvicinano ai minimi stagionali, ma la situazione più delicata riguarda l’Adige.
Negli ultimi giorni, infatti, il fiume ha registrato una portata inferiore al minimo storico mai rilevato per questo periodo dell’anno, scendendo persino sotto i livelli raggiunti durante la grave siccità del 2022.
“Mentre Piave e Brenta corrono con meno acqua del solito e sono molto vicini ai loro minimi – sottolinea Venturini –, sull’Adige si registra una situazione eccezionale. È un dato storico che seguiamo giorno per giorno con la massima vigilanza e che fotografa chiaramente la particolarità del momento”.
In un contesto di riduzione delle portate fluviali, arriva però un segnale positivo dalle riserve montane. I grandi bacini artificiali e le dighe del Veneto stanno infatti mostrando una buona capacità di tenuta.
Tra gli esempi citati dall’assessore figurano il lago del Corlo, nel Bellunese, e gli invasi del Piave, i cui livelli risultano stabili o in lieve aumento, in linea con le medie del periodo.
“Questa è una notizia importante – evidenzia l’assessore regionale all’Ambiente – perché garantisce una scorta strategica preziosa per le prossime settimane”.
Più complesso il quadro delle acque sotterranee. Le falde idriche risultano infatti inferiori alle medie storiche in diverse province venete, da Treviso a Padova, fino a Vicenza e Verona.
Al momento, tuttavia, la situazione viene definita stabile e costantemente monitorata dai tecnici regionali e da ARPAV, senza variazioni significative nelle ultime settimane.
“Siamo davanti a un quadro provvisorio che impone prudenza, ma nessun allarmismo – conclude Elisa Venturini –. La Regione del Veneto, insieme ai tecnici di ARPAV e ai soggetti competenti, monitora la situazione h24 con l’obiettivo di garantire prima di tutto l’acqua alle famiglie e, successivamente, quella necessaria a comparti strategici come l’agricoltura”.
Scritto da: Redazione
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